Dalle diete “restrittive” al detox da barrette proteiche: i consigli per fare pace con la pancia, parola di nutrizionista (ex Arsenal e Tottenham)
Chi soffre di Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS) conosce perfettamente il copione: pancia gonfia, dolori improvvisi e la tentazione, quasi disperata, di eliminare progressivamente dalla propria tavola glutine, latticini, gioia e carboidrati. Ma se la vera chiave per sgonfiarsi non fosse la sottrazione, bensì l’abbondanza?
A ribaltare la prospettiva è il Dr. Richard Allison, nutrizionista di Herbalife ed ex Responsabile della Nutrizione per la Performance Sportiva di colossi del calcio come l’Arsenal e il Tottenham Hotspur Women’s FC. Il suo verdetto è chiaro: per placare la tempesta intestinale bisogna smettere di punire l’organismo e iniziare a nutrire il microbiota, ovvero quella giungla di miliardi di batteri buoni che vive dentro di noi.
Ecco la guida pratica in 5 punti per trasformare il tuo intestino in un motore perfetto, senza impazzire.
1. Attenzione alle “barrette salutari” (Il bluff dei polioli)
Fai un salto in palestra, compri una barretta proteica sugar-free o uno shake sostitutivo del pasto pensando di fare del bene al tuo corpo. E dopo due ore ti ritrovi con la pancia a palloncino. Cos’è successo?
La colpa è spesso dei polioli (come sorbitolo e xilitolo), alcoli dello zucchero usati per dolcificare i prodotti fit.
Questi composti non vengono assorbiti bene dall’intestino tenue, arrivano dritti al colon e lì iniziano a fermentare, producendo gas e fastidi. Non tutti i prodotti però sono uguali: ad esempio, il Formula 1 Nutritional Shake Mix di Herbalife aggira il problema usando lo steviolo di origine naturale, che non scatena questo effetto mongolfiera. Occhio alle etichette!
2. No al “Fibremaxxing” (L’errore del troppo e subito)
Le fibre fanno bene, d’accordo, ma ingurgitarne quintali da un giorno all’altro per raggiungere i target giornalieri – una tendenza estrema che online chiamano fibremaxxing – è il modo più rapido per distruggere il comfort digestivo se si ha l’intestino sensibile.
La strategia: le fibre vanno aumentate gradualmente.
Il mix ideale: serve un rapporto di 1:1 tra fibre solubili (avena, mele, semi di lino) che regolano zuccheri e colesterolo, e fibre insolubili (cereali integrali, verdure) che aiutano la regolarità. Se la dieta non basta, un supporto mirato come l’integratore Microbiotic Max di Herbalife può dare una mano grazie alle sue fibre prebiotiche.
3. Riabilitiamo i FODMAP: non sono i cattivi della storia
Cipolla, aglio, mele e grano sono finiti sul banco degli imputati perché contengono FODMAP, carboidrati a rapida fermentazione che nei soggetti con IBS scatenano il panico. Ma attenzione: i FODMAP non sono veleno. Anzi, per un intestino sano sono il cibo preferito dei batteri buoni. Il segreto non è bandirli per sempre, ma trovare la propria soglia di tolleranza personale senza impoverire la dieta.
4. La verità sugli alimenti ultra-processati (UPF)
Inutile girarci intorno: eliminare completamente ogni cibo confezionato o lavorato dalla propria vita è impossibile e irrealistico. La vera mossa vincente è non far girare la propria alimentazione solo intorno a quelli. Se mangi solo snack fortificati o piatti pronti, riduci la varietà della tua flora batterica. Porta a tavola cibi vegetali freschi e diversi ogni settimana: la biodiversità interna è la tua migliore difesa contro l’infiammazione.
5. La febbre del Kefir: quanto ne serve davvero?
Il kefir e i cibi fermentati sono i Re indiscussi dei trend social sulla salute intestinale. Funzionano? Sì, ma non fanno miracoli da soli.
Bere 100-200 ml di kefir al giorno può fare miracoli per la diversità del microbiota, ma i risultati si vedono in settimane o mesi e solo se c’è già una dieta ricca di fibre a fare da base. Un singolo super-food non salverà mai una dieta disastrosa.
Il consiglio del nutrizionista: impara a guardare il piatto. Meno ingredienti artificiali ci sono, meglio è. Ma la regola d’oro resta sempre l’ascolto del proprio corpo: il miglior termometro della salute intestinale non è una moda passeggera, ma la tua tolleranza individuale.

