lunedì, Aprile 20, 2026

Sanità 2026: cresce la sfiducia degli italiani, il 70% rinuncia alle cure per le liste d’attesa

Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) si trova davanti a un bivio decisivo…

…Durante la terza edizione del Forum Adnkronos Q&A svoltosi a Roma nei giorni scorsi, i dati della rilevazione 2026 hanno confermato un trend preoccupante: la fiducia nel sistema pubblico è scesa al 58% (era al 65% solo un anno fa), mentre aumenta drasticamente il numero di cittadini che scelgono il privato o desistono dal curarsi.

Il problema sono le tempistiche. Ben sette italiani su dieci dichiarano di aver rinunciato a esami o visite a causa delle liste d’attesa troppo lunghe. Una situazione che spinge il 45% degli utenti verso la sanità privata, nonostante solo il 29% disponga di una polizza assicurativa.

Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha tracciato la rotta per i prossimi mesi, puntando tutto su trasparenza e riorganizzazione territoriale:

“Le liste d’attesa sono oggi il problema più grave percepito dai cittadini e non possiamo più permetterci ritardi: è su questo fronte che si gioca la credibilità del Servizio sanitario nazionale. Per questo abbiamo già avviato interventi concreti e rafforzato il confronto con le Regioni, nella consapevolezza che serve una piena collaborazione istituzionale per ridurre davvero i tempi. Un passaggio chiave sarà la pubblicazione, già dal prossimo mese, dei dati Agenas regione per regione, che garantiranno finalmente trasparenza e ci permetteranno di intervenire in modo puntuale dove ci sono maggiori criticità. Parallelamente, stiamo portando avanti con decisione la riforma della medicina territoriale: è una sfida decisiva, che riguarda l’equità e l’efficienza del sistema”.

Sull’importanza della capillarità dei servizi è intervenuto il Sottosegretario Marcello Gemmato, focalizzandosi sul ruolo strategico delle farmacie e sulla produzione di medicinali:

“La farmacia dei servizi costituisce un presidio sanitario di prossimità strategico per il Servizio sanitario nazionale, in particolare nei territori più interni e fragili del Paese. La stabilizzazione di questo modello, sostenuta con un finanziamento dedicato di 50 milioni di euro, consente di migliorare l’accessibilità alle cure, soprattutto per anziani e soggetti più vulnerabili. Sul fronte delle carenze, stiamo rafforzando gli strumenti normativi per favorire la produzione nazionale di farmaci e principi attivi e monitorare tempestivamente eventuali criticità, a tutela della continuità terapeutica. Parallelamente, investiamo nella digitalizzazione e nell’integrazione dei dati sanitari, leve fondamentali per l’assistenza e la ricerca”.

Dal lato industriale, il Presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, ha lanciato un monito sulla sostenibilità economica e l’attrattività del Paese:

“Oggi le priorità sono chiare: sostenere l’innovazione con strumenti nuovi e superare definitivamente un meccanismo di payback che, con 2,3 miliardi di euro, è ormai insostenibile e rischia di compromettere la capacità del Paese di attrarre investimenti. Il governo ha dato un segnale importante intervenendo nella legge di bilancio, ma ora serve un passo strutturale nel Testo Unico, fondato su semplificazione, certezza delle regole, uso dei dati e misurazione degli esiti di salute. In questo contesto va affrontato con decisione anche il tema della Most Favoured Nation, che non è transitorio e richiede una risposta coordinata e di alto livello. Serve garantire equità, tempi certi e accesso omogeneo all’innovazione, nell’interesse dei cittadini, del Servizio sanitario e di un’industria strategica per l’Italia e per l’Europa”.

Infine, Davide Desario, Direttore di Adnkronos, ha ribadito l’importanza di una corretta informazione per navigare queste trasformazioni:

“Accompagnare i cittadini nella comprensione delle trasformazioni della sanità è oggi una priorità. Il Q&A Forum Salute nasce con l’obiettivo di offrire contenuti autorevoli e basati sui dati, favorendo un confronto trasparente tra istituzioni, imprese e società civile. Solo attraverso un dialogo informato è possibile capire le criticità e costruire un sistema sanitario più equo, efficiente e sostenibile”.

Le sfide del futuro

Per salvare il SSN non basteranno solo i fondi, ma servirà un cambio di paradigma basato su:

Monitoraggio puntuale delle criticità regionali.

Digitalizzazione e uso intelligente dei dati sanitari.

Riforma del Payback per non soffocare l’industria farmaceutica.

Potenziamento della prevenzione per ridurre il carico sulle strutture ospedaliere.

                                            

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