sabato, Aprile 18, 2026

Mariolino e il re longobardo Agilulfo

Si racconta che durante il regno di Agilulfo, questo sovrano longobardo amasse talvolta vestire gli abiti di semplice contadino per poi intrattenersi, sotto mentite spoglie, con le famiglie meno in vista per conoscere da vicino il loro benessere o malessere. Gli capitò di frequentare, in un lontano paesino lombardo, alcune persone povere, ma semplici, che lo trattarono con molto riguardo.

Agilulfo, davvero sorpreso per le molte cortesie usategli, convoca il capo famiglia, al quale svela di essere il suo sovrano. Gli dice che di lì a qualche giorno avrebbe ricompensato il suo primogenito (Mariolino) con un cavallo e una lettera di presentazione a corte, con la quale avrebbe fatto carriera. Ricevuto tutto quanto, Mariolino è pronto per il grande viaggio e saluta il proprio padre. Questo gli raccomanda solo tre cose: guardati dagli storpi, da coloro che sono gobbi e dalle persone che abbiano i capelli rossi.

Ed ecco il giorno della partenza. Dopo una cavalcata durata un giorno, Mariolino si ferma presso una locanda per trascorrervi la notte. Il locandiere è zoppo, ma il ragazzo non se ne accorge subito. Si accorge però che dalla sua sacca mancano dei soldi. Torna indietro e nota che il locandiere zoppica vistosamente. Ma lo stesso gli giura di non avere mai messo le mani su quei quattrini. Mariolino mastica amaro, ma non può reagire come vorrebbe perché mancano le prove.

Egli prosegue il suo lungo cavalcare, finché decide di sostare presso un’osteria. Desidera riposarsi e soprattutto rifocillare il cavallo, messo in una stalla con una buona dose di fieno. L’oste, sudato perché il giorno era stato molto caldo, si leva il corsetto mettendo in rilievo la sua pronunciata gobba. Mariolino va a letto e si accorge il mattino seguente che il suo destriero non è più nella stalla. L’oste da’ la colpa a certi ladri, ma si sottrae da qualsiasi colpa. Anzi, porterà davanti al giudice l’intera situazione se il ragazzo insisterà con le proprie accuse.

Il ragazzo, più che mai con il morale a terra, prosegue il suo viaggio purtroppo a piedi sinché, desideroso di rinfrescarsi, incontra un venditore d’acqua, rosso di capelli ma non visto da Mariolino perché calza una sorta di bandana. Gli chiede di potersi dissetare e anche lavarsi. Ma mentre Mariolino si sta lavando, il venditore d’acqua fruga nei suoi pantaloni, trova la lettera di presentazione del re e, dopo averla letta attentamente, organizza un viaggio-lampo alla corte di Agilulfo.

Il ragazzo piange, non soltanto per avere mancato di acutezza e di intelligenza, ma anche non avere considerato le particolari raccomandazioni del padre. Si presenta comunque al re senza accennare al furto della lettera, vergognandosi comunque di fare ritorno a casa, e chiede semplicemente un lavoro, anche se umile o senza importanza.

E infatti gli viene affidato un gregge di pecore, con la richiesta di farlo pascolare nei dintorni. Purtroppo, lo stesso giorno, un temporale fortissimo accompagnato da un vento impetuoso si abbatte sulla regione e Mariolino, organizzatosi alla bell’ è meglio, riesce a riportare indietro tutte quante le pecore, completamente salve. Il re, che nel frattempo apprende l’impresa quasi eroica di Mariolino, indice un torneo in occasione del proprio compleanno, dando in sposa la propria bellissima figlia a quel cavaliere che si dimostrerà anche leale e coraggioso.

Mariolino, sotto falsa identità, partecipa al torneo e lo vince brillantemente. Vuole tuttavia abbandonare la reggia, fugge, ma Agilulfo riesce a rintracciarlo. Lo abbraccia come un figlio e la ricompensa è lì che lo attende…


Related Articles

Ultimi Articoli