sabato, Ottobre 17, 2026

UN CANONICO ACCULTURATO E SAGGIO: SANT’AQUILINO

di Carlo Radollovich

Nato attorno al 970 da una nobile famiglia di Wuerzburg in Baviera, Aquilino si mostrò sin da giovane particolarmente dotato di acume e intelligenza e presto si dedicò agli studi di filosofia e di scienza. Diede però ascolto alla sua incrollabile fede e divenne sacerdote, dedicandosi subito alla predicazione dopo essersi trasferito a Colonia. Erano momenti assai agitati a proposito di religione, ove Manichei e Catari si “distinsero” per una nutrita serie di eresie.

Saputo della morte dei genitori, ritornò a Wuerzburg e qui decise di donare ai poveri tutte le ricchezze che la famiglia aveva accumulato. Ritornò poco dopo a Colonia e divenne canonico. La sua vasta cultura, la robusta preparazione religiosa e i profondi contenuti delle sue omelie, non sfuggirono al clero cattolico tedesco, tanto che venne a lui proposto di accettare la nomina a vescovo. Replicò subito dicendosi non degno di assumere tale incarico e contemporaneamente lasciò la Germania.

Giunse a Parigi ove la rettitudine e la sua straordinaria preparazione spirituale incantarono tutti i fedeli. Anche in questa circostanza venne offerto allo straordinario predicatore la possibilità di diventare vescovo. Egli ringraziò, ma non accettò cambiando addirittura residenza. Si diresse dapprima verso Pavia e poco dopo giunse a Milano, ove prese alloggio presso la comunità religiosa situata accanto alla basilica di San Lorenzo.

Le indiscusse capacità di questo sacerdote infastidirono a morte Manichei e Catari, i quali fecero di tutto per abbattere la sua trasparentissima moralità. E non tardò il momento, purtroppo, di infierire su di lui con percosse e bastonate. Aquilino, assai malconcio, riuscì a mettersi in salvo, ma i catari decisero all’unanimità di ucciderlo.

Il 29 gennaio 1015, un mattino assai freddo e nebbioso, Aquilino stava dirigendosi presso la basilica di Sant’Ambrogio quando alcuni energumeni lo assalirono. Lo presero a schiaffi, lo insultarono a gran voce e lo trucidarono con una coltellata alla gola.

Il trambusto e il vociare degli assassini attirarono sul posto diverse persone tra le quali alcuni facchini che riconobbero il volto del predicatore ormai agonizzante. Avvisarono subito il vescovo Arnolfo II da Arsago, il quale pregò i soccorritori, proprio i facchini, di trasportare le spoglie del povero Aquilino in San Lorenzo per i funerali.

Dopo le solenni esequie, il futuro santo venne deposto nella cappella di San Genesio. Tale cappella, diversi anni fa, venne rifatta secondo gli schemi architettonici originali e fu inglobata nella basilica di San Lorenzo. E i facchini espressero il desiderio che Sant’Aquilino venisse considerato loro protettore. E’ venerato in data 29 gennaio.

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