venerdì, Ottobre 30, 2026

MACULOPATIA: PORTA ALLA CECITÀ, MA GLI ITALIANI NON LO SANNO

di Stefania Bortolotti

Più donne di uomini. Rispetto al totale campione, i sofferenti risultano essere in prevalenza donne (69% vs 54% del totale), provenienti dal Nord Ovest (40% vs 27%), con un’età distribuita in maniera diametralmente opposta rispetto alla popolazione e con una maggiore concentrazione di ultraottantenni (54% vs 14%). Anche nella percezione generale, i sofferenti di questa patologia sono più donne che uomini. Dall’indagine è emersa inoltre una correlazione fra la Degenerazione Maculare (DM) e altre patologie o abitudini di vita scorrette; i sofferenti sono ad esempio maggiormente affetti da diabete (25%) rispetto al resto della popolazione 50+ (11%), hanno subito o devono subire interventi di cataratta (35% vs 13%) o soffrono di ipertensione (46% vs 35%), così come ci sono più fumatori tra i sofferenti (31%) che nel resto del campione (23%).

Solo l’11% la conosce. Nonostante sia una malattia diffusa, è ancora molto scarsa la conoscenza tra i non sofferenti: il 32% afferma di conoscerla, ma solamente l’11% riesce a darne spontaneamente una definizione più precisa e a ricordarne alcuni degli effetti principali, tra cui la percezione di macchie scure (scotomi) e di distorsioni (metamorfopsie), fino quasi alla perdita della vista. Quest’ultima percentuale sale, naturalmente, per chi è affetto dalla patologia, sebbene sia solo il 29%. Solo dopo averne riferito la corretta definizione, i conoscitori fra la popolazione raggiungono il 41%, che resta ben al di sotto della metà degli intervistati, mentre raggiunge il 100% fra i sofferenti. Per i non sofferenti che la conoscono, comunque, il passaparola è il principale canale di comunicazione (10%), mentre ancora molto bassa è la percentuale di persone che ne hanno sentito parlare tramite i media tradizionali.

Ignorato l’esame salva cecità. Ma la principale differenza risiede nella percezione della gravità della malattia. Se i sofferenti, utilizzando una votazione da 1 a 10, la giudicano in media all’8,7, con un 54% che indica un voto tra 9 e 10, per gli ultracinquantenni italiani il punteggio medio è pari a 7, dove, però, più della metà del campione non sa indicare nessun voto. La maggior parte del campione (74%) non sa inoltre che basta un semplice esame oculistico, (si chiama OCT) oltre agli esami più specifici, per ottenere una diagnosi della malattia. “Una diagnosi precoce, ottenibile con un semplice esame non invasivo che dura pochi minuti – sottolinea il professor Francesco Bandello, ordinario di Oftalmologia dell’Università Vita e Salute del San Raffaele – è fondamentale per anticipare la terapia nei tempi giusti”.

Mese della prevenzione col patrocinio del Ministero. Al riguardo, dall’indagine è stata colta con grande soddisfazione l’iniziativa di una campagna di prevenzione promossa da CAMO, in collaborazione con l’Ospedale San Raffaele di Milano, e con il Patrocinio del Ministero della Salute, che offre ai cittadini un mese di visite gratuite presso 15 centri di eccellenza su tutto il territorio per diagnosticare questa patologia. “Proprio perché siamo consapevoli che la popolazione ignora la gravità della maculopatia – spiega il dottor Lucio Buratto, Direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico (Camo) di Milano – abbiamo deciso di attuare questo grande screening con una task force di specialisti. Vogliamo fermare questa epidemia che porta grave compromissione della vista”.

“L’indagine infatti ha fatto emergere un alto numero di sofferenti di questa patologia – ha commentato il Presidente di Lorien Consulting e direttore della ricerca, il dottor Paolo Rossi – Eppure sono ancora in pochissimi a conoscerla e a ricordare dettagli correlati a essa. Chi la vive ne conosce certamente il livello di gravità, ma fra gli altri la conoscenza è talmente esigua da non sapere che basterebbe una visita medica oculistica per averne una prima diagnosi”. L’indagine è stata condotta con metodologia di raccolta dati quantitativa CATI (Computer Aided Telephonic Interview) su un campione di 600 persone rappresentativo per sesso, età, area geografica e ampiezza centro abitato della popolazione italiana over 50. Il sondaggio è stato realizzato tra il 11 e il 16 settembre 2017.

 

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