venerdì, Aprile 12, 2024
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Una certa leggenda sull’abbazia di Mirasole

In una fredda serata autunnale, attorno all’anno 1200, un pellegrino piuttosto malconcio bussò alla porta di un contadino nei pressi di Milano. Proveniva da un lungo viaggio di penitenza in Terra Santa, si nutriva grazie alle poche elemosine che riceveva e aveva una grande fame arretrata.

Il contadino, anticipando le richieste del poveraccio, lo fece accomodare in casa e gli servi’ un pranzo decisamente non abbondante. Aggiunse che l’ospitalità sarebbe stata ben più consistente se il suo raccolto non fosse stato distrutto, o quasi, da una terribile grandinata.

Il viandante, dopo essersi rifocillato, ringraziò molto il contadino per i gustosi cibi offertigli (anche se pochi) e contemporaneamente gli suggerì di scavare a fondo alla base di un grosso albero che cresceva nelle vicinanze, facendosi aiutare da “alcuni suoi amici. Gli predisse che avrebbero rinvenuto, perfettamente conservata, una preziosa croce d’oro.

Quando i raccolti sarebbero stati nuovamente abbondanti – diceva il pellegrino – avrebbero potuto chiedere l’edificazione di una chiesa ponendo al suo interno la croce d’oro. L’opera poteva prendere corpo grazie all’aiuto di persone benestanti, residenti nella città di Milano. Dopodiché, il viandante spari’ per sempre.

Tra qualche perplessità e non proprio convinti, il contadino e i compaesani iniziarono a scavare. Nulla dopo il primo metro di terra, ma, scendendo ulteriormente con i loro badili, osservarono con sorpresa i primi luccichii della croce che si affrettarono ad estrarre.

Successivamente, malgrado le loro molteplici richieste, non trovarono aiuti specifici per costruzione della chiesa e si decisero perciò a chiederli ai frati umiliati (poi semplicemente denominati Umiliati, già ufficialmente riconosciuti da papà Innocenzo III nel 1201). Essi si occupavano della coltivazione dei campi e della fabbricazione di certi panni di lana.

Crearono anche speciali feltri, richiesti da diversi centri, e riuscirono ad accantonare buone riserve di quattrini. Essi diedero il proprio assenso (e certi capitali) per la realizzazione del tempio, oggi chiamato Abbazia di Mirasole, collocato nel Comune di Opera.

Della croce d’oro si persero le tracce nel corso dei secoli, ma durante i primi anni erano accorsi diversi fedeli per chiedere grazie e l’intercessione di quella chiesa ove era stata posta una croce d’oro.

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