28 Settembre 2021

Un centro di ricerca che parla italiano

Alfasigma inaugura a Pomezia il nuovo centro di Ricerca & Sviluppo intitolato al fondatore Marino Golinelli.

Con un investimento iniziale di oltre 17 milioni di euro per la messa a punto di 5.600m2 di nuovi laboratori dedicati alla tecnologia farmaceutica e alla chimica analitica, Alfasigma conferma il suo impegno sulla Ricerca e Sviluppo. L’inaugurazione di LABIO 4.0 Marino Golinelli – imprenditore, filantropo e ricercatore – a Pomezia (Roma) si inserisce in una più ampia strategia aziendale di investimento progressivo in ricerca e sviluppo (R&D) che permette ad Alfasigma, una delle prime cinque aziende farmaceutiche a capitale italiano, di distinguersi sia a livello nazionale che internazionale per innovazione e sviluppo tecnologico.

La decisione di investire nella ricerca e nell’innovazione tecnologica in Italia è quel che l’intero Paese chiede alle sue menti più innovative.” – ha così salutato il progetto in una lettera di augurio il presidente del Consiglio Mario Draghi. 

“II centro di ricerca e sviluppo di Pomezia, LABIO 4.0, è stato intestato al nostro fondatore, Marino Golinelli – ha sottolineato l’ingegner Stefano Golinelli, presidente di Alfasigma – perché ci ha insegnato e ci insegna ancora oggi, a oltre 100 anni, ad avere fiducia nel futuro e nell’innovazione. Noi crediamo nella ricerca farmaceutica e in questa storia di successo tutta italiana: lo dimostriamo con il nostro investimento in R&D, ma anche con il potenziamento degli impianti produttivi e nell’acquisizione di nuove molecole e nuovi progetti.”

All’interno del neonato centro polivalente sono presenti i laboratori di Sviluppo di formulazioni innovative, i laboratori di Chimica analitica e il nuovo Impianto Pilota, cui si aggiungeranno i laboratori di biotecnologie e nanotecnologie. Proprio questo impianto rappresenta una delle peculiarità di LABIO 4.0: è in grado di calibrare produzioni di lotti clinici-sperimentali per nuove specialità in forma orale (granulati, compresse rivestite e non, capsule, cronoidi/minitabs) operando su una scala intermedia tra il Kilolab (la dimensione del laboratorio di sviluppo tecnologico) e la produzione semi-industriale. Attraverso il nuovo Impianto Pilota, sarà possibile accelerare gli step intermedi tra la fase ideativa e quella realizzativa, cioè eseguire micro-produzioni con forme farmaceutiche innovative in Scale-Up (scalabilità da piccolo a grande) e in Scale-Down (scalabilità da grande a piccolo) sfruttando appunto le potenzialità della scala intermedia. L’obiettivo è di ottimizzare i processi esistenti, caratterizzare al meglio quelli sviluppati nei laboratori tecnologici prima della fase di industrializzazione, con un conseguente impatto in termini di risorse e tempistiche.

Il dipartimento di Ricerca e Sviluppo dell’azienda impiega 138 ricercatori, di cui la maggioranza donne (86 ricercatrici e 52 ricercatori). LABIO 4.0 ospita circa la metà di questi che sono distribuiti nei centri R&D di Pomezia e Bologna.

“Alfasigma ha recentemente iniziato l’aggiornamento della pipeline di ricerca per nuovi prodotti, sia massimizzando il know-how interno nell’area gastroenterologica sia previlegiando partnership selezionate per gli aspetti innovativi e di frontiera.” – ha commentato il direttore della Ricerca e Sviluppo, Emilio Merlo Pich – “Per esempio, abbiamo in sviluppo alcuni progetti indirizzati al microbiota intestinale, un’area in cui Alfasigma è già presente con la rifaximina, e altri progetti innovativi basati sull’uso di prodotti biotech e nanotecnologici, con un forte interesse nell’area delle malattie rare gastroenteriche e neurologiche. Tali attività sono supportate da piattaforme di ricerca esternalizzate, come ad esempio il Microbioma Lab, recentemente creato da Alfasigma con l’Humanitas di Milano, o la star-up Novavido, realizzata con l’Istituto Italiano di Tecnologia.” 

Istituzioni, professionisti di fama internazionale e personalità di spicco in ambito economico e farmaceutico sono stati al centro della giornata di inaugurazione del LABIO 4.0 Marino Golinelli. Nel corso dell’evento sono stati presentati gli ultimi numeri (fonte Farmindustria e Nomisma) relativi al comparto delle aziende farmaceutiche italiane ed a quelle a Capitale italiano Medio/Grandi: nel 2020 il valore della produzione del comparto farmaceutico italiano è cresciuto a 34 miliardi di euro e con una quota in crescita del 1% nel computo del totale export (7%); le aziende a capitale italiano Medio/Grandi rappresentano un’eccellenza assoluta, fatturato mondiale pari a 12,5 miliardi; più del 70% dei ricavi è realizzato fuori dai confini nazionali, segnale forte e tangibile di una concreta strategia di internalizzazione delle imprese a capitale italiano.

Va ricordato che Alfasigma è tra i principali player dell’industria farmaceutica italiana, è un’azienda focalizzata su specialità da prescrizione medica, prodotti di automedicazione e prodotti nutraceutici. Nata nel 2015 dall’aggregazione dei gruppi Alfa Wassermann e Sigma-Tau – due tra le storiche realtà farmaceutiche italiane – oggi è presente con filiali e distributori in circa 90 Paesi nel mondo. In Italia Alfasigma è leader nel mercato dei prodotti da prescrizione dove è presente in molte aree terapeutiche primary care (cardio, orto-reuma, gastro, pneumo, vascolare, diabete) oltre a commercializzare prodotti di automedicazione di grande notorietà, come Biochetasi, Neo-Borocillina, Dicloreum e Yovis.

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