25 Giugno 2022

Storie veneziane e non solo…

Nella quiete della Venezia meno turistica, sulla pittoresca isola Giudecca, nel cuore della laguna, si trova – grazie ad un restauro conservativo – l’Hilton Molino Stucky Venice. Un moderno capolavoro veneziano per un soggiorno da charme e cene gourmet

Una grande storia alle spalle  

Completamente abbandonato da anni, simbolo di una stagione industriale irripetibile ed emblema indiscusso dell’isola della Giudecca, il Molino Stucky era il castello medievale che Venezia non aveva mai avuto: non serenissimo palazzo per dogi, ma fortilizio da ruvido feudatario. Di un “Medioevo prossimo”, poco meno di centotrentanni soltanto. Con la sua mole massiccia e l’aspetto da antica fortezza,  era un esempio unico di archeologia industriale a Venezia. All’interno di questo stabilimento venivano prodotte e confezionate farine e paste con metodi decisamente all’avanguardia. Così lontano dal gusto e dalla tradizione veneziana, fu costruito tra il 1884 e il 1895 per iniziativa di Giovanni Stucky, imprenditore e finanziere di famiglia svizzera, mecenate di tanti pittori e cofondatore della Biennale d’Arte di Venezia. Questo edificio svetta, con la sua mole massiccia, sul profilo lieve della Giudecca: al tramonto con le sue originali merlature e le sue guglie lancia in controluce messaggi misteriosi ed affascinanti. Il Molino Stucky ha dispensato benessere economico, è stato protagonista di un commercio internazionale di cereali, le sue macchine hanno fatto da sottofondo con il loro rumore sordo e incessante, alle notti di tante primavere. Fu una vera e propria roccaforte produttiva che diede un grosso contributo economico a Venezia: ogni giorno erano circa 1.500 gli operai che si recavano sull’isola a lavorare gli oltre 2.500 quintali di farina prodotti. Fu il primo edificio di Venezia illuminato con luce elettrica e grazie a esso i fili della luce arrivarono prima alla Giudecca che a San Marco. Insomma, è stato il simbolo più esaltante di una stagione industriale di progresso tumultuoso le cui attività cessarono nel 1954. Ci sono voluti cinquantanni, ma quest’area – abilmente ristrutturata – è stata restituita nel 2007 a nuova vita: è diventato un Hotel di lusso, l’Hilton Molino Stucky Venice. Il Molino resta come reperto di un’archeologia veneziana e nordica insieme, con il suo stile neogotico (e vagamente austero), da cattedrale incantata. Un moderno capolavoro veneziano, appunto… 

Soggiorno da charme 

Restauro conservativo. Riutilizzo degli antichi volumi. Ogni finestra rispettata. Così nasce l’Hilton Molino Stucky Venice che ha un fascino rétro e particolarmente languido e che ha dato alla Giudecca una fisionomia e un look più vivo. Definirlo esclusivo, autorevole e sontuoso è ancora poco, grazie anche a fastosi ambienti comuni. Ai massimi vertici dell’ “hotellerie”, unisce il “bon ton” della dimora signorile (arredi raffinati, suppellettili preziose, travi di legno e mattoni a vista) alla superiorità del servizio improntato ad una sapiente cortesia. Circondato da grandi vasi di piante, questo Hotel a 5 stelle (il più grande di Venezia), a solo trenta minuti dall’aeroporto, dispone di un servizio di un servizio navetta che collega in pochi minuti l’albergo con Piazza San Marco e regala un panorama unico sulla magica e incantevole “Serenissima”. Infatti, qui si trova la torre più alta di Venezia – secondaria solo al campanile di San Marco – che ospita le ambitissime “Molino Tower suites” con vista indimenticabile sulla laguna e sui tetti della città. Ma il fiore all’occhiello dell’Hilton Molino Stucky Venice è la sommità di questa torre riservata alla splendida “Suite Presidenziale”, molto richiesta dagli ospiti più illustri e frequentata dai Vip di tutto il mondo: la suite ha lasciato incantata anche l’ex First Lady americana Michelle Obama e le figlie. Arredi preziosi, pavimenti pregiati, vasca Jacuzzi, la “Presidenziale” è collocata su due piani e gode – inutile sottolinearlo! – di una splendida e suggestiva vista su Venezia che si può ammirare a 360° dalla torretta oltre che da tutto l’ambiente. In totale l’Hotel dispone di 379 camere (con finiture e arredi di pregio), suite dal design “sospeso nel tempo”, un bar e una piscina più un Centro Congressi  che è il più grande del Triveneto. 

Aperitivi e relax 

All’ottavo piano, le terrazze panoramiche includono anche il “rooftop”, specializzato in famosi cocktails oppure per gustare la classica “n’ombra de vin” (il bicchiere di vino bianco che un tempo si beveva ai baracchini, all’ombra del campanile di San Marco). Ottimo per un aperitivo o uno snack molto raffinato, soprattutto se degustato da una delle tavole imbandite all’aperto. Completa la struttura una piscina scenografica con superba vista mozzafiato sul centro storico di Venezia. Ma non è tutto!  Poiché all’Hilton Molino Stucky Venice il relax è di casa, posizionata davanti a un delizioso giardino – dove si possono organizzare eventi – la “chicca” è l’Eforea Spa & Fitness Centre (seconda Spa più grande di Venezia), un’oasi di pace per rilassarsi. Disponibile gratuitamente per tutti gli ospiti dell’Hotel, oltre ad una confortevole vasca Jacuzzi, il Centro Benessere propone una scelta di attrezzature fitness, cardio e aerobiche per rimanere in forma. Da provare? Il trattamento di coppia “Romanticismo Veneziano” realizzato con speciali oli essenziali profumati, che garantisce un perfetto relax, anche grazie ai sapienti movimenti delle terapiste, che ricordano il gentile oscillare della gondola sull’acqua della laguna…

Romantiche cene gourmet

Per concludere la giornata  – già iniziata al mattino con la sontuosa, ricca tavola della prima colazione – è perfetto un dinner al “top” in uno dei celebrati, eleganti e sobri ristoranti dell’Hotel “Aromi” oppure “Rialto” (un altro, affacciato sul giardino, sarà inaugurato a breve). Ambienti di classe e di design, qui l’arte della gastronomia è di casa, come l’efficientissimo e inappuntabile servizio. Si preparano, con tutti i crismi menu raffinati e studiatissimi (che si rinnovano stagionalmente), ispirati alla cucina italiana e alle collaudate specialità della tradizione veneziana privilegiando il meglio dei prodotti locali e i sapori semplici, ma delicati reinterpretati non senza una dose di misurata fantasia e di “nouvelle cousine” dall’esperienza dello chef. Il tutto però rispettando la ricetta originale. La cantina è fornita di vini di primissima scelta. E per i bambini? Uno speciale, goloso menu “Kids” a loro dedicato. 

Info: Giudecca, 810 – 30133 Venezia –https://www.molinostuckyhilton.it/ Telefono: +39 041 2723 311

Magie alla Giudecca

E’ la più magica delle isole della laguna, tanto vicina e allo stesso tempo anche tanto diversa da Venezia. L’etimologia del nome è controversa. Secondo alcuni deriverebbe dal fatto che fosse abitata dai giudei; in tempi più remoti era chiamata “Spinalonga” a causa della sua forma allungata, o forse perché qui cresceva una particolare pianta con aculei. La Giudecca è stata per lungo tempo un’isola-giardino: i nobili veneziani, che qui si erano fatti costruire residenze deputate all’ozio, avevano creato anche orti botanici con piante esotiche portate qui dai navigatori. Si narra che in un giardino ora scomparso presso la Chiesa della Madonna dell’Orto crescessero 180 specie di rose. In questa Arcadia si indulgeva in piaceri peccaminosi, si tessevano intrighi e si coltivava la passione per l’occulto. Qui soggiornò, nel 1618, l’alchimista d’origine cipriota Marco Bragadin che si diceva capace di trasformare l’argento in oro e, nel 1788, fu la volta del conte di Cagliostro che incantò la nobiltà con i suoi prodigi. Poi alla fine dell’800, l’isola divenne il polo manufatturiero della città. Situata di fronte a Dorsoduro, dal quale la separa il Canale della Giudecca, questa lunga e stretta striscia di terra formata da otto isole, nel secolo scorso si trasformò in un quartiere di pescatori e operai, conservando però alcuni monumenti di notevole interesse e un’atmosfera che ha attratto molti artisti. Da vedere, in particolare, la maestosa e classicheggiante Chiesa del Redentore, costruita tra il 1577 e il 1592 da Andrea Palladio e Antonio da Ponte dopo un’epidemia di peste; all’interno custodisce pregevoli statue e dipinti in un ambiente molto armonioso. Altri luoghi da visitare sono le Fondamenta e la Chiesa delle Zitelle in stile palladiano e dalla quale ammirare una delle più belle vedute su Piazza San Marco, la Casa de’ Maria (o Casa dei Tre Oci), la Chiesa cinquecentesca di Sant’Eufemia in stile veneto-bizantino. All’estremità occidentale dell’isola si trova l’iconico Hilton Molino Stucky Venice, tipico esempio di architettura di recupero post industriale dell’Ottocento.

L’isola del vetro

Di fronte a San Michele, si estende Murano – l’isola più vicina a Venezia – quella dei maestri soffiatori per oltre mille anni insuperati artisti del vetro decorato. Da quando la Serenissima decise di trasferirvi tutte le industrie del vetro, visse secoli di splendore testimoniati oggi dalla prestigiosa raccolta esibita nel seicentesco Palazzo Giustinian, sede del Museo dell’Arte Vetraria. Fra le molte straordinarie fragilità, l’oggetto delle meraviglie è da sempre la Coppa nuziale Barovier in vetro blu soffiato e smaltato, decorata con le figure degli sposi e scene allegoriche come la “Fontana della vita”.  La storia dei maestri del vetro di Murano ha origini antiche. Comincia addirittura in epoca romana e si snoda poi per tutti i secoli in cui Venezia instaura rapporti con gli stati d’Oriente. La produzione dell’isola subì soprattutto la concorrenza boema, ma seppe mantenere il primato nella lavorazione del vetro soffiato. Comunque Murano, con le sue fondamenta, i ponti, le calli, rimane meta di una passeggiata sempre affascinante. Il monumento più bello e interessante, per via di uno stupendo pavimento in mosaico, è senz’altro la Chiesa di San Donato, che dal 1125 ospita il corpo del santo portato da Cefalonia. Nel ‘500 luogo privilegiato di villeggiatura per artisti  letterati e ricchi veneziani, Murano era considerata la “piccola Venezia” per la bellezza delle sue architetture e il suo “Canal grande”.  

Venezia, curiosando curiosando…

“Venezia è un sogno”, hanno scritto i poeti. E’ romantica, triste, sensibile, decadente, notturna, fragile, vaporosa, evanescente. E’ la città col tasso di innamorati più alto del mondo: ogni tre coppie che ci incontrate, estate e inverno, potete stare certi che almeno due son lì per affari di cuori…  E poi? E’ l’unico luogo al mondo in cui il suolo rispecchia il cielo… E a proposito si “unicità”…

Piazza San Marco

E l’unico luogo di Venezia a chiamarsi “piazza”, rappresenta il fulcro della città e riunisce alcune delle costruzioni più celebri di Venezia. Il campanile alto 98 metri, fu iniziato sotto il Doge Pietro Tribuno (888-912) e venne terminato del XII secolo; fu poi restaurato da Bartolomeo Bon. Crollato nel 1902 venne ricostruito identico fra il 1903 e il 1912. Alla sua destra c’è la Loggetta di San Marco, un vestibolo aperto realizzato tra il 1537 e il 1540 da Sansovino. Originariamente luogo di ritrovo dei nobili, venne in seguito adibita a sede delle guardie di palazzo. Fu gravemente danneggiata dal crollo della torre e poi ricostruita con i suoi stessi frammenti.

Ponte dei Sospiri

Fu chiamato così perché di qui passavano i detenuti in attesa di giudizio per andare dalle carceri al Palazzo Ducale, dove avevano sede gli uffici del tribunale. Fu costruito nel 1602 circa e all’interno vi corrono due stretti corridoi sovrapposti.

Ponte di Rialto

E’ uno dei “simboli” di Venezia, e attraversa il Canal Grande nel suo punto più stretto. Esistente da molti secoli come ponte di chiatte prima (1180) e in legno poi (dal 1264), fu costruito tutto in pietra tra il 1588 e il 1591 su progetto di Antonio da Ponte, scelto tra quelli di Sansovino, Palladio, Michelangelo, Vignola e altri. E’ diviso da due ali di botteghe in tre percorsi pedonali a gradinate. 

Canal Grande

Lo spettacolare corso d’acqua che attraversa tutta Venezia disegnando due ampie anse, ha una lunghezza di circa 3,8 chilometri ed è largo dai 30 ai 70 metri. Sul suo percorso tra piazzale Roma e Punta della Dogana, all’altezza di San Marco, si allineano quasi duecento palazzi  in buona parte gotici e rinascimentali. Molte di queste residenze di patrizi e mercanti erano attrezzate ai piani inferiori con uffici commerciali e magazzini dai quali in passato le merci venivano caricate direttamente sulle navi. Tra gli edifici, segnaliamo la Pescheria neogotica che ospita il mercato del pesce, la Ca’ da Mosto, le Fabbriche Vecchie e Nuove, Palazzo Contarini dal Zaffo con pregevoli sculture, Palazzo Loredan e Palazzo Dario.

I luoghi del cinema, l’amarcord… 

Venezia ha costituito lo sfondo ideale per centinaia di film. Ecco alcuni posti dove è possibile rivivere l’atmosfera di alcuni indimenticabili capolavori del passato…

Il Teatro La Fenice dove sono state girate alcune delle scene più spettacolari di “Senso” di Luchino Visconti con Alida Valli e Farley Granger quali interpreti principali.

La terrazza dell’Hotel Des Bains, al Lido, un altro classico scenario viscontiano legato al mito di “Morte a Venezia”, film drammatico del 1971 tratto dal romanzo   dello scrittore tedesco Thomas Mann.

Il Canal Grande utilizzato da Michelangelo Antonioni per “Identificazione di una donna”, girato con la  collaborazione con Carlo Di Palma.

Palazzo Pisani dove è stato ambientato l’inquietante “A Venezia, un dicembre rosso shocking”, un thriller dai contorni soprannaturali.

Murano dove il regista Joseph Losey ha situato, in una fonderia del vetro, l’anticamera dell’inferno per il “Don Giovanni”, la versione cinematografica dell’opera lirica  di Mozart.

L’Accademia con il “flash back” degli amori giovanili tra Florinda Bolkan e Tony Musante in “Anonimo Veneziano”, diretto da Enrico Maria Salerno attore e regista.

Il Ponte dei Sospiri sotto il quale 007, nei panni di Sean Connery, si concede un passaggio romantico alla fine di “Dalla Russia con amore”.

La Torre dell’Orologio, in cui sempre 007, questa volta impersonato da Roger Moore, irrompe alla caccia del cattivo di turno in “Moonraker”.

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