martedì, Maggio 28, 2024
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Sparks: scintille dal violino di Ludovica Burtone

Ludovica Burtone con il lavoro intitolato“Sparks”scopre le sue carte. Sono molte. E hanno un peso specifico notevole. Il CD lo si ascolta con piacere proprio perché è ricco. Fornisce tanti input, accumula una serie di suggestioni che si intrecciano e coinvolgono chi lo ascolta. Questa è la prima considerazione da fare.

All’interno delle sei esecuzioni previste, chi ama il jazz (contemporary jazz o jazz da camera, chiamatelo come volete) ha di che soddisfarsi. Ed è un CD – che esce per l’’etichetta statunitense Outside in Music – che si deve ascoltare e riascoltare per poter cogliere tutte le sfumature che possono essere sfuggite a un primo ascolto e poterle meglio apprezzare.

L’ensemble è di un livello eccellente: insieme a Ludovica Burtone, al violino Fung Chern Hwei, alla viola Leonor Falcon Pasquali; Mariel Roberts è al cello, Marta Sanchez al piano, Matt Aronoff al contrabbasso e alla batteria Nathan Ellman-Bell.

Qualche accenno ai sei brani tutti creati da Ludovica Burtone, tranneSinha”, arrangiato sempre da lei ma tratto da una composizione di Chico Barque e Joao Bosco, con la  partecipazione di Leandro Pellegrino (chitarra) e Rogerio Boccato (percussioni).Blazing sun”, il dialogo tra violini, viola, violoncello e pianoforte con un pregevole a solo della pianista Marta Sanchez; la voce fascinosa e angelica di Sami Steven in “Altrove”;  l’energico sassofono tenore di Melissa Aldana in“Awekening”; i dolci echi della canzone popolare italiana in“Stelutis”e la vigorosa batteria di Roberto Giaquinto in“Incontri”.

Chi è Ludovica Burtone?

E’ una violinista, oltre che compositrice e arrangiatrice, che utilizza il linguaggio del suo strumento senza avere imposizioni mentali di qualsiasi genere, stile, moda, ecc. Il violino rappresenta la sua propria capacità espressiva, la sua voce interiore che prende forma e interpreta sentimenti ed emozioni con la più attenta e raffinata tecnica, senza temere di lasciarsi andare, quando occorre, all’improvvisazione come estrema ma necessaria concessione alla sua libertà creativa, altrimenti incomprimibile.

Altro aspetto da non sottovalutare è la capacità dell’ensemble di cui si avvale – con contributi, come si è visto, di eccellenti elementi esterni – di saper fondere le singole qualità esecutive in modo così felice e fruttifero. Il merito di questa riuscitaamalgama lo si deve proprio a Ludovica che, come suggerisce il critico Gerlando Gatto, oltre a una raffinata facoltà compositiva, ha una innata“capacità di rapportarsi con gli altri musicisti e di guidare il gruppo con mano sicura.”

Pur essendo relativamente giovane, la Burtone ha accumulato una esperienza invidiabile, essendosi esibita a fianco di musicisti di livello internazionale come, ad esempio,  Ron Carter, Jon Batiste, Susana Baca, Camila Meza, A. R. Rahman, Arijit Singh, Dream Theater, O Kwarteto Collective e altri, e in prestigiosi teatri e sale da concerto, quali Carnegie Hall, Lincoln Center, Radio City Music Hall, Boston Symphony Hall, Boston Opera House, ecc.

Da Udine, di cui è originaria, a New York, passando per Barcellona e Boston, qui frequentando il prestigiosoBerklee College of Music”. Questo, in estrema sintesi, lo straordinario percorso internazionale di una violinista che ora vive a New York però non vuole dimenticare le sue radici e le tradizioni musicali del passato.

L’album“Sparks” (scintille, parola che in dialetto friulanosuona “falischis”),lo dice la stessa autrice:“è un mix di emozioni e storie, che spaziano dalla solitudine alla scoperta di una nuova comunità. Attraverso la mia musica voglio trasmettere un messaggio di inclusione e connessione.  Da parte nostra, possiamo confermare che il messaggio è arrivato, forte e chiaro. Grazie Ludovica!

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