20 Giugno 2021

Politiche Sociali. Un progetto per accompagnare verso la vita adulta i diciottenni soli

di Sara Sedici

Li chiamano care leavers ossia “coloro che hanno perso gli affetti familiari”.

È così che vengono identificati ragazze e ragazzi seguiti dai Servizi Sociali che, al raggiungimento della maggiore età, non posso più avere alcun tipo di supporto o aiuto da parte dello Stato.

Per un provvedimento dell’Autorità giudiziaria, infatti, al compimento dei 18 anni, questi giovani sono abbandonati a sé stessi, lasciati nell’immensità e nelle difficoltà del mondo e obbligati a diventare adulti in fretta.

“Autonomi per legge – interviene l’assessore alle Politiche sociali e abitative Gabriele Rabaiotti – ma spesso non ancora dal punto di vista lavorativo-reddituale, abitativo e nemmeno psicologico, i diciottenni che non possono contare sul supporto naturale della loro famiglia hanno ancora bisogno di essere seguiti, affiancati, indirizzati. Devono poter trovare nella città gli opportuni sostegni che permettano loro di diventare grandi. L’Amministrazione è per questo chiamata a fare in modo che, attraverso interventi di rete, azioni di tutoraggio finalizzate al completamento degli studi e all’inserimento nel mondo del lavoro e alla ricerca di una casa, anche per questi ragazzi si aprano nuove e diverse prospettive di crescita. Non farlo significherebbe, in molti casi, vanificare gli sforzi compiuti fino a quel momento, sia da parte dei ragazzi che degli educatori, e lasciarli in una controproducente condizione di abbandono. Per questo partecipare alla Sperimentazione nazionale, che va nella direzione esattamente contraria, è di straordinaria importanza”.

Per questo motivo, per la seconda volta consecutiva, il Comune di Milano aderisce a questo progetto – visti anche gli ottimi risultati raggiunti nel corso della prima fase – con l’obiettivo di affinare le politiche di sostegno e consolidare il primato della città di essere capitale dei diritti e dell’inclusione sociale.

La Sperimentazione prevede dei progetti personalizzati di supporto per una decina di ragazzi che verranno seguiti per un periodo che andrà da uno a tre anni, accompagnandoli verso la conquista dei loro specifici progetti di vita ma, soprattutto, verso l’autonomia.

Con un importo dedicato di 180mila euro, perlopiù finanziati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e in parte anche da Regione Lombardia, il progetto si articola in vari interventi, dall’erogazione di “Borse per l’autonomia” (un massimo di 780 euro mensili in alternativa o in attesa dell’ottenimento del Reddito di cittadinanza) all’aiuto nell’individuazione di una sistemazione alloggiativa, fino all’attivazione di tutor educativi affiancati da gruppi di ragazzi che possano essere di supporto nella costruzione del percorso verso l’autonomia, attraverso una Youth Conference locale, regionale e nazionale. È prevista anche la partecipazione ad attività formative a livello nazionale a cura del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e dell’Istituto degli Innocenti di Firenze, partner ministeriale del progetto.

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