Una recente statistica ci informa che i cinema, nella nostra città, si sono decisamente ridotti a partire dagli anni Sessanta, e non soltanto in centro. In totale, dal 1981, due locali su tre sono spariti e i tristi ricordi si rifanno al vecchio cine Aurora di via Paolo Sarpi, all’Augusteo situato nella stessa via, al cinema Garibaldi, al Rosa di via Canonica, ove con 100 lire si poteva assistere alla proiezione di due film.
Recarsi in una sala cinematografica nel 1970 (ove la tv aveva ampiamente e ulteriormente esercitato i propri effetti…) era ritenuto normale per una coppia di sposi desiderosa di concedersi una serena pausa anti-stress dopo una settimana di lavoro, magari duro.
Ora, pensare a quei locali che sono stati dimenticati oppure sostituiti da altre attività (vedi ad esempio l’Adriano, ove al suo posto sorge una torre residenziale, il Maestoso oggi occupato da una palestra oppure il Plinius trasformato in un Supermarket), mette nei cuori dei vecchi milanesi una sorta di malcelata sofferenza che vede cancellati antichi sogni d’evasione o momenti di fittizia felicità.
Eppure, i nostri concittadini hanno ancora voglia di recarsi a vedere un’interessante pellicola. Ne fanno testo i multisala Anteo e Citylife, sempre ricolmi di spettatori, dove con la spesa minima di 3 euro è possibile assistere, in determinati orari, a pellicole dei migliori registi.
Ci chiediamo: se incrementare la nostra cultura significa anche passare in rassegna opere d’arte sul grande schermo, perché non favorire concrete promozioni al fine di far rinascere o addirittura rifondare appositi locali per far rivivere antiche emozioni da film ?

