sabato, Giugno 22, 2024
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L’India e l’allunaggio del Chandrayaan-3

Nuova Delhi, grazie alla collaborazione di capaci ingegneri spaziali, rimedia al proprio fallimento lunare del 2019 per proiettarsi in un futuro che, come si prevede, potrebbe presentarsi assai ricco di risultati positivi.

Ora, l’allunaggio felicemente conseguito ha messo in evidenza il raggiungimento di ottime tecniche spaziali, tanto da suscitare quasi l’invidia (si fa per dire) dei provetti esperti statunitensi. E addirittura si può confermare, da parte indiana, il superamento dell’impegno russo per quanto riguarda la corsa alla luna.

A questo riguardo è opportuno sottolineare, non certo per sminuire gli sforzi russi, che l’impatto riuscito del Chandrayaan-3 nel Polo Sud è avvenuto poco distante dal punto in cui si era schiantata giorni fa la sonda di Mosca, Luna-25.

Non stiamo a descrivere l’intensa gioia provata dal presidente Modi e da tutto il suo staff tecnico, i quali sono convinti che le aspirazioni indiane non si limiteranno a studiare il suolo lunare, ma si spingeranno ben oltre.

Per il momento, si vorrà confermare che nel Polo Sud, ove la luce del sole non giunge mai, siano effettivamente presenti interessanti quantitativi di ghiaccio, elemento che consentirebbe l’estrazione di acqua destinata agli astronauti, ma anche al futuro funzionamento dei razzi che decolleranno dalla base lunare.

Gran parte del lavoro sarà svolto non soltanto dal modulo lunare Vikram, ma anche dal piccolo robot Pragyan che, sino ad una profondità di una decina di centimetri, si occuperà di rilievi mineralogici e registrerà pure eventuali scosse di terremoto.

Il successo ottenuto dalla sonda indiana lancia la crescita dell’Asia nell’ambito spaziale internazionale, anche perché la Cina ha proposto una vera e propria intesa con il presidente Modi. Va tra l’altro menzionato che Pechino ha un ambizioso progetto.

Infatti, lancerà presto una sonda verso il lato nascosto lunare, con la finalità di portare sul nostro pianeta alcuni campioni di quel suolo. Ma non dimentichiamo anche il fattivo impegno del Giappone, la cui sonda, già in fase di lancio, avrà il compito di raccogliere ed esaminare pietruzze del nostro satellite.

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