martedì, Ottobre 6, 2026

La salute contesa

Un diritto fondamentale alla prova del regionalismo italiano

A venticinque anni dalla riforma del Titolo V della Costituzione, la tutela della salute in Italia si trova a un crocevia cruciale. Garantire cure tempestive, appropriate e uniformi a tutti i cittadini, a prescindere dalla regione di residenza, rimane una delle sfide istituzionali e sociali più complesse del nostro Paese.

Il tema è stato al centro dell’incontro svoltosi a Roma, nella Sala Koch di Palazzo Madama, per la presentazione del volume “La salute contesa. La metamorfosi silenziosa della tutela della salute a 25 anni dal Titolo V”, firmato da Francesco Clementi e Antonio Gaudioso. Promosso su iniziativa dei Senatori Franco Zaffini e Sandra Zampa, in collaborazione con la Fondazione Roche, l’evento ha riunito le principali voci della politica, della sanità e della società civile.

Tra autonomia e uguaglianza: il nodo del regionalismo sanitario

Al centro del dibattito vi è un paradosso tipicamente italiano: il regionalismo sanitario era nato con l’ambizione di avvicinare la gestione dei servizi ai territori, ma ha finito spesso per accentuare i divari e le frammentazioni.

Uno dei sintomi più evidenti di questa spaccatura è la mobilità sanitaria interregionale. Se da un lato il trasferimento tra regioni può rappresentare una scelta fisiologica e consapevole per accedere a centri di altissima specializzazione, dall’altro rischia di trasformarsi in una fuga obbligata quando anche le prestazioni ordinarie non vengono garantite nel proprio territorio.

Tra mobilità fisiologica e disparità d’accesso

Mobilità fisiologica: esercizio della libertà di scelta o ricerca di eccellenze ad alta specializzazione.

Mobilità patologica: migrazione forzata per ottenere prestazioni di base e cure ordinarie non disponibili nei tempi o con gli standard adeguati a livello locale.

Dalla conflittualità alla “leale collaborazione”

Come ha sottolineato Antonio Gaudioso (Professore a contratto di Management della salute alla Luiss Guido Carli), il valore del disegno costituzionale si scontra oggi con la sua incompletezza. Quando la sovrapposizione di competenze tra Stato e Regioni sfocia in un contenzioso permanente, ad ammalarsi è l’efficacia del servizio reso ai cittadini.

Per superare lo stallo, la “leale collaborazione” deve smettere di essere un mero principio formale e diventare una prassi operativa:

Superare la logica dell’unanimità: evitare che il diritto di veto paralizzi le decisioni in Conferenza Stato-Regioni.

Processi decisionali snelli: adottare meccanismi d’intesa più agili per rispondere rapidamente ai bisogni dei territori.

Dello stesso avviso Francesco Clementi (Professore di Diritto pubblico italiano e comparato alla Sapienza Università di Roma), che individua nella “salute contesa” il punto di equilibrio quotidiano tra la tenuta finanziaria del sistema, l’autonomia locale e l’articolo 32 della Costituzione. In questo scenario, la giurisprudenza della Corte Costituzionale ha segnato un solido perimetro d’equilibrio, ma spetta ora al Parlamento e ai Consigli Regionali tradurre i principi di sussidiarietà e solidarietà in risorse concrete: personale, infrastrutture digitali e reti assistenziali territoriali.

Un confronto corale per rimettere la persona al centro

La giornata ha visto un confronto ad ampio raggio aperto dagli interventi di Massimiliano Fedriga (Presidente del Friuli-Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni), Mariapia Garavaglia (Presidente di Fondazione Roche e già Ministra della Salute) e della Senatrice Sandra Zampa.

La tavola rotonda, moderata dalla giornalista RAI Maria Soave, ha visto la partecipazione di esponenti del Governo e delle istituzioni locali — tra cui il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, i Presidenti di Regione Francesco Rocca (Lazio) e Michele De Pascale (Emilia-Romagna), oltre ad Alessandro Pajno (Presidente emerito del Consiglio di Stato), Marina Sereni (Responsabile Salute PD) e Anna Lisa Mandorino (Cittadinanzattiva) —, prima delle conclusioni affidate al Senatore Franco Zaffini, Presidente della 10ª Commissione del Senato.

In chiusura, la sintesi di Mariapia Garavaglia ha tracciato la rotta per il futuro: la sfida decisiva non si gioca soltanto sul perimetro teorico dei poteri, ma sulla capacità reale delle istituzioni di governare insieme. Il successo del Servizio Sanitario Nazionale si misurerà, oggi come nei prossimi venticinque anni, su un unico metro: la capacità di garantire a ogni persona cure adeguate e tempestive, ovunque scelga di vivere.

Related Articles

Ultimi Articoli