sabato, Gennaio 17, 2026

Il lago Ceresio (o di Lugano)

E’ considerato uno dei più bei laghi prealpini e si estende in gran parte in territorio elvetico, ma gli spazi esistenti a nord-est e a sud-ovest sono italiani, appartenenti rispettivamente alle province di Como e Varese. Col suo emissario, il Tresa, il Ceresio scarica le proprie acque nel Verbano, per cui esso può dirsi appartenente al sistema idrologico lombardo.

Vi è da notare che i grandi volumi d’acqua che spesso vengono raccolti sulle Pralpi Luganesi a seguito di piogge intense, e da qui riversati nel Ceresio, possono innalzare il livello di quest’ultimo sino ad un metro. In ogni caso il lago Ceresio si differenzia dal territorio circostante, decisamente più freddo, per il suo clima davvero mite, mentre a sud vengono ridotte al minimo le fastidiose nebbie, che di norma si formano più a sud.

D’estate, per contro, esistono formazioni di brezze locali che riescono a moderare i calori eccessivi delle stagioni calde, eliminando contemporaneamente il pericolo di sgradevoli miasmi. Insomma, ciò contribuisce a conferire alla regione un microclima di salubrità e soprattutto di finezza d’aria.

Peraltro, già nel XIX secolo i turisti accorrevano qui abbastanza numerosi, attratti non soltanto dal paesaggio, ma anche dai caratteristici battelli mossi dalle tipiche ruote. Attualmente, la flotta può contare su nove battelli.

Ricordiamo alcuni centri turistici, la cui fama è giunta in diversi Paesi europei: Capolago, Melide e Bissone, unite da un ponte-diga che attraversa il lago, Porlezza, Ponte Tresa, Agno, Porto Ceresio. Ma ora vorremmo parlarvi di una visita a quest’area.

Ad esempio, salendo su un battello a Porlezza, una graziosa cittadina di circa cinquemila abitanti, ci si affida ad un interessante tour che è in grado di giungere sino ad Oria, ove si aprono le porte di villa Fogazzaro Roi, ora patrimonio del Fai.

Questa costruzione è meravigliosamente affacciata sulle acque color smeraldo del tratto comasco del lago. Come nelle pagine di “Piccolo mondo antico” che qui venne composto, si possono attraversare i verdissimi giardini pensili per poi prendere provvisoriamente posto nei saloni da molti anni fermi nel tempo, con lo scrittoio appartenuto allo stesso Antonio Fogazzaro.

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