giovedì, Ottobre 22, 2026

Duomo di Milano, ordinazione dei Diaconi 2025

Nel pomeriggio di sabato 8 novembre scorso nel Duomo di Milano c’è stata l’ordinazione di 8 nuovi Diaconi. 

La Santa Messa vigilare nella Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re è stata presieduta da Sua Eccellenza Monsignor Mario Delpini, concelebrata da altri prelati della Chiesa Ambrosiana e da sacerdoti provenienti da diverse realtà della Diocesi. 

L’Arcivescovo M. Delpini presiede l’ordinazione diaconale

I candidati Diaconi 2025 sono: Danilo Sandro Bergamo di San Galdino in Milano; Alberto Caldera di Sant’Alessandro, Caronno Pertusella (VA); Massimiliano Ceresoli di San Carlo Borromeo, San Giuliano Milanese; Fabrizio Galimberti di Sant’Anastasio, Cardano al Campo (VA); Pietro Danilo Morabito di Sant’Ambrogio, Milano; Mauro Emilio Alberto Ravazzani di San Vittore, Corbetta; Marco Vergani di San Carlo, Monza e Walter Villa dei Santi Giacomo e Filippo di Castelletto,  Cuggiono. E’ opportuno riferire che queste vocazioni emergono in persone adulte che nel corso della loro vita e attività professionale hanno maturato la vocazione e con adeguato accompagnamento sono arrivati all’ordinazione diaconale. Di questi, ne cito due: Marco Vergani, quarantaduenne, il più giovane, funzionario dell’Agenzia delle Entrate, residente a Monza, laureato in Giurisprudenza, sposato con due figli e il più maturo Mauro Ravazzani di Corbetta, sessantuno anni, sposato con tre figli, anche lui laureato in Giurisprudenza, ex agente Digos in pensione, collaboratore della segreteria dell’Arcivescovo Delpini. Mauro Ravazzani è senz’altro il più conosciuto tra gli 8 Diaconi, perché in precedenza, penso che non sia sfuggita la sua presenza quale agente Digos, intorno all’Arcivescovo Delpini, sempre discreto e attento, durante le uscite pubbliche e non solo nel seguirlo negli spostamenti fuori dalla Curia.

Gli 8 nuovi ordinanti Diaconi permanenti

Perché riferire di questo particolare solenne momento svoltosi in Duomo sui nuovi Diaconi?

In ascolto dell’omelia dell’Arcivescovo M. Delpini

La risposta è che già dagli inizi del 2000 ho conosciuto da vicino molti seminaristi, dopo ordinati Diaconi, e dopo Sacerdoti attraverso l’Ordinazione Presbiterale. Questi Diaconi, su mandato dell’allora Cardinale Carlo Maria Martini e l’allora Responsabile e delegato per le vocazioni e ministeri ordinati del Seminario di Venegono, il professore monsignor Mario Delpini. Ogni anno, due Diaconi venivano a prestare la loro opera e impegno tra i sacerdoti anziani e gli ospiti stessi dell’Istituto Palazzolo di Milano, così ho avuto la gioia e il piacere di collaborare e frequentarli. Anche negli anni successivi ho conosciuto diversi laici che hanno avuto la vocazione da adulti e sono diventati Diaconi Permanenti. Pertanto, ho visto da vicino il ruolo importante che queste persone laiche svolgevano e continuano oggi a svolgere a favore della Chiesa e non solo, per il raggiungimento del bene della comunità; gli stessi sono presenti nelle diverse necessità, grazie al loro impegno e contributo svolgono diversi servizi importanti nella società: negli istituti per anziani, negli ospedali, nelle carceri, negli ambiti dei servizi di assistenza caritativi e non solo. 

Un particolare momento dell’ordinazione

La concelebrazione Eucaristica svoltasi in Duomo è stata un momento intesso e bello per gli ordinanti Diaconi, i familiari e gli amici invitati per tale occasione e per tutti i fedeli che hanno gremito il Duomo. Dopo la liturgia della Parola e la lettura del Vangelo è seguita la Liturgia dell’Ordinazione. I Diaconi sono stati presentati dal loro Responsabile all’Arcivescovo, sono stati chiamati per nome e hanno risposto: “Eccomi”. Dopo l’invito dell’Arcivescovo nell’esprimere la loro volontà di essere ordinati hanno risposto: “Si lo voglio” inoltre i candidati si sono avvicinati all’Arcivescovo una volta eletti e hanno risposto: “Si con l’aiuto di Dio, lo voglio” e come promessa: “Si, lo prometto”. I Diaconi ai canti delle litanie dei Santi si sono stesi per terra davanti all’Altare, il tutto, un momento molto toccante. 

I Diaconi al momento della liturgia Eucaristica

E’ seguito così il rito dell’imposizioni delle mani dell’Arcivescovo e preghiera cui è seguita la vestizione diaconale con la dalmatica e la stola, il saluto tra di loro, i concelebranti e i sacerdoti. 

Il rito si è concluso con il saluto all’Arcivescovo che ha consegnato loro il libro dei Vangeli  perché diventino annunciatori autorevoli e testimoni del Vangelo di Cristo. 

Il Diacono M. Ravazzani dopo aver distribuito la Comunione

L’Arcivescovo Mario Delpini nell’omelia dell’ordinazione dei Diaconi ha riferito sulla sapienza e la responsabilità dicendo: <C’è una sapienza ottusa, una sapienza e competenza che accumulano una quantità incalcolabile di informazioni, di nozioni, di procedure di programmi. Eppure è una sapienza ottusa, sa tutto, ma non sa perché, non sa dire che cosa possiamo sperare, perchè cosa vale accumulare conoscenza e competenza di una sapienza ottusa….. Ma voi discepoli di Gesù avete qualcosa da dire a questa sapienza ottusa e si fanno avanti questi nostri fratelli che sono stati chiamati al servizio ministeriale e ci dicono: “Cristo è tutto per noi, è sapienza e potenza di Dio. Gesù è origine dentro di noi e fine dell’uomo come ci invitano a pregare i candidati diocesani con quella preghiera che hanno chiesto a noi di continuare a pregare in questo anno di preparazione”. Cristo è tutto per noi, il Padre ha nascosto queste cose ai sapienti, ai dotti e le ha rivelate ai piccoli. Perciò noi non siamo in possesso di una risposta a tutte le domande, non abbiamo la presunzione di insegnare ai dotti e ai sapienti, abbiamo però ricevuto la rivelazione che ci indica la strada per aprire orizzonti anche a questa sapienza ottusa che abita il mondo. E la strada, la Strada che ci indica il Vangelo, la strada che Francesco d’Assisi ha percorso in modo esemplare, la strada è quella di farsi piccoli per accogliere la Rivelazione del Figlio. Alla sapienza presuntuosa e ottusa il Vangelo rivolge questo invito a farsi piccoli e comprendere che Cristo è tutto per noi, è il senso di tutto quello che esiste>. Alla fine della Santa Messa tutti i Diacono con amici e parenti si sono recati nell’Arcivescovado per salutare tutti i presenti.

I fedeli e i familiari dei Diaconi

Circa il Diaconato permanente dei laici mi piace riferire che nel nostro territorio del Municipio 8,  della parrocchia Gesù Maria e Giuseppe e della Parrocchia del Sacro Cuore alla Cagnola sono stati ordinati due Diaconi permanenti, nel 2017 Maurizio Giuseppe Bianchi, che opera nella parrocchia della Resurrezione a Quarto Oggiaro e nel 2022 Alessandro Terribile, impegnato nella parrocchia di Santa Cecilia. A conclusione di questo mio articolo sui Diaconi Permanenti desidero menzionare il Diacono Sergio Legramandi, ordinato nel 2003, ha svolto diversi impegni in altri luoghi e da dicembre 2022 opera nella Cappellania dell’Istituto Palazzolo – Fondazione don Gnocchi inoltre è Collaboratore Pastorale della Caritas Decanale “Cagnola – Gallaratese – Quarto Oggiaro”.

Cappellania Palazzolo, il Diacono S. Legramandi

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