venerdì, Luglio 17, 2026

Alzheimer: l’appello dal Vaticano… 

…Oltre la cura, una scelta di civiltà tra innovazione e sostegno alle famiglie

Non solo un’emergenza sanitaria, ma una vera e propria prova di civiltà ed equità sociale. È questo il messaggio risuonato con forza a Roma, nella cornice del Palazzo della Cancelleria Vaticana, durante il convegno “Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva”. L’evento, promosso dall’Intergruppo parlamentare per le Neuroscienze e l’Alzheimer, ha riunito istituzioni, comunità scientifica, associazioni dei pazienti e mondo ecclesiale per fare il punto su una sfida che in Italia tocca da vicino una fetta enorme di popolazione.

La realtà in cifre: In Italia sono oltre 600.000 le persone che convivono con l’Alzheimer, supportate quotidianamente da più di 3 milioni di familiari e caregiver. Numeri destinati a raddoppiare entro il 2050 con l’invecchiamento della popolazione. Dopo oltre trent’anni di ricerca, la medicina si trova davanti a un cambio di paradigma: i nuovi farmaci anti-beta amiloide sono in grado di intervenire direttamente sul decorso biologico della malattia nelle sue fasi iniziali. Tuttavia, la recente decisione della Commissione Scientifica ed Economica dell’AIFA di non rimborsare queste terapie tramite il Servizio Sanitario Nazionale ha riacceso il dibattito sulla sostenibilità e sull’equità di accesso all’innovazione.

La voce della Chiesa e della Scienza

Mons. Marcelo Sánchez Sorondo (Cancelliere emerito della Pontificia Accademia delle Scienze): “L’innovazione scientifica acquista valore solo quando raggiunge i più fragili. L’Alzheimer ci sfida come società: curare significa farsi vicini, trasformando la solidarietà in un fatto concreto e in una scelta di civiltà.”

Prof. Mario Zappia (Presidente della Società Italiana di Neurologia – SIN): “I farmaci anti-beta amiloide rappresentano una frontiera di speranza. La SIN è pronta a collaborare con le istituzioni per definire percorsi d’accesso appropriati e sostenibili, selezionando i pazienti che possono trarne un reale beneficio clinico.”

Diagnosi precoce: una corsa contro il tempo

Oggi oltre l’80% dei pazienti non riceve test diagnostici specifici basati sui biomarcatori, e i tempi di attesa per una valutazione specialistica superano mediamente i cinque mesi. Un ritardo non più accettabile, poiché l’efficacia delle nuove terapie dipende proprio dalla tempestività dell’intervento.

La finestra terapeutica è stretta: è fondamentale garantire un accesso rapido alla diagnosi biologica per superare le attuali disuguaglianze regionali.

Reti territoriali più forti: occorre integrare le cure primarie con i centri specialistici, potenziando le infrastrutture sanitarie.

Prof. Marco Bozzali (Presidente SINDEM) e Dott. Pasquale Palumbo (Presidente SNO): “Dobbiamo ottimizzare il rapporto costi-benefici garantendo diagnosi precoci e uniformi su tutto il territorio. La sfida si vince rafforzando la medicina territoriale e programmando percorsi clinici strutturati.”

L’appello delle famiglie e il ruolo della ricerca

Le famiglie dei pazienti chiedono a gran voce che le istituzioni non le lascino sole a gestire il peso economico ed emotivo della malattia.

Patrizia Spadin (Presidente AIMA): “Chiediamo che la cura sia segno di prossimità. È tempo che le istituzioni investano in un ecosistema equo, garantendo diagnosi tempestive e terapie innovative senza barriere geografiche o economiche.”

Alessandro Morandotti (Vicepresidente Airalzh Ets): “La ricerca è in una fase di evoluzione straordinaria. Dobbiamo continuare a sostenerla con determinazione: ogni passo avanti è una speranza concreta di terapie capaci di cambiare il decorso della malattia.”

L’impegno della politica: risorse certe e un Piano Europeo

La risposta all’emergenza Alzheimer non può prescindere da riforme strutturali, dal consolidamento del Fondo Alzheimer e Demenze e da una maggiore integrazione tra sanità e servizi sociali.

On. Annarita Patriarca e Sen. Beatrice Lorenzin (Co-presidenti dell’Intergruppo parlamentare Alzheimer): “L’Alzheimer richiede una visione a lungo termine. L’impegno del Parlamento è blindare le risorse del Fondo Alzheimer, rafforzare il Piano nazionale e coordinare le politiche italiane con quelle europee. Dietro ai numeri ci sono persone che meritano risposte concrete oggi.”

L’evento si è avvalso di importanti patrocini e collaborazioni per unire le forze migliori del Paese:

Sotto il patrocinio di: Pontificia Accademia di Teologia, Coordinamento Nazionale Associazioni Diocesane Opere Assistenziali (ADOA), Università LUMSA.

Con il contributo non condizionante di: Eli Lilly, Eisai e Biogen.

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