… perché un’ora in più non basta per recuperare il sonno perduto
Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre scatterà il consueto ritorno all’ora solare. Guadagneremo teoricamente sessanta minuti di riposo, ma la sensazione diffusa sarà quella di svegliarsi stanchi come sempre. Il motivo è semplice: un’ora in più sul calendario non basta ad azzerare il debito di sonno che accumuliamo ogni giorno tra sveglie troppo precoci, giornate frenetiche e serate passate davanti agli schermi.
Il problema, spiegano gli esperti, non risiede nel cambio d’ora in sé, ma nella costante disconnessione tra il nostro orologio biologico e i ritmi imposti dalla vita moderna. Viviamo immersi in una sorta di “social jet lag”, un disallineamento cronico per cui sacrifichiamo le ore di riposo considerandole, erroneamente, del tempo tolto alle nostre attività.
Radiografia di una società stanca: i dati della ricerca
A confermare l’ampiezza del fenomeno sono i risultati dell’ultima indagine condotta da Doctolib su oltre 3.000 italiani adulti, che fotografano un Paese cronicamente carente di riposo:
- Poco sonno sotto le lenzuola: 3 italiani su 4 (76%) dichiarano di dormire meno delle 7 ore raccomandate a notte, e quasi il 29% non raggiunge nemmeno le 6 ore.
- L’illusione del recupero nel weekend: Il 32% prova a compensare la stanchezza prolungando il sonno il sabato e la domenica. Questa abitudine, però, finisce spesso per sfasare ulteriormente il ritmo circadiano, rendendo ancora più traumatico il riavvio della routine del lunedì.
- L’effetto “schermo”: Nell’ultima ora prima di coricarsi, il 59% degli intervistati guarda la televisione e il 49% utilizza lo smartphone per consultare social e chat.
Il legame tra tecnologia e scarsa qualità del riposo appare evidente: tra chi usa lo smartphone fino al momento di addormentarsi, ben il 62% dichiara di svegliarsi per nulla o poco riposato, contro il 45% di chi limita l’uso del cellulare a meno di 15 minuti. Un’abitudine diffusa soprattutto tra i giovani (il 76% degli under 35 usa il telefono a letto), le cui menti restano vigili e iperstimolate proprio quando il corpo richiederebbe di staccare la spina. A complicare il quadro serale subentrano poi ansia e stress, indicati da oltre il 41% degli italiani come la causa principale dei propri risvegli notturni.
L’esperto: «Il sonno non è tempo tolto alla giornata»
Sul tema è intervenuto il Dottor Vincenzo Tullo, neurologo ed esperto di medicina del sonno di Doctolib, mettendo in guardia dai falsi alleati e dalle strategie di compenso improprie:
«Siamo sempre più vittime del sonno ritardato e dormire meno del necessario è diventata purtroppo la norma. Il vero nodo non è il cambio dell’ora nel weekend, ma il disallineamento cronico tra l’orologio biologico e quello sociale, che ci porta a svegliarci ogni mattina prima che il corpo sia pronto.
Strategie estemporanee come un caffè nel tardo pomeriggio o riposolini prolungati possono rivelarsi controproducenti. Bisogna comprendere che il sonno non è tempo tolto alla giornata, ma la fase essenziale in cui il cervello riordina ed elabora ciò che abbiamo fatto. Trattarlo come la voce comprimibile dell’agenda è il motivo per cui il conto si presenta poi in termini di cali di attenzione e sbalzi d’umore».
Il neurologo ha inoltre ricordato la necessità di rivolgersi al medico quando la stanchezza diventa cronica o compaiono segnali quali il russamento marcato, le apnee notturne e la sonnolenza diurna prolungata. Oggi, infatti, solo il 24% degli italiani affronta il tema del sonno con un professionista sanitario, una quota che crolla al 15% tra i giovani under 35.
Dai rimedi Fai-da-Te alla regola della regolarità
Di fronte alle difficoltà a riposare bene, il 42% degli italiani dichiara di ricorrere a rimedi di vario tipo:
- 18% utilizza melatonina o integratori naturali (con un picco tra gli under 35);
- 17% si affida a tisane e camomilla;
- 13% fa uso di farmaci (percentuale che sale al 19% tra gli over 65);
- 2% cerca un aiuto nell’alcol.
Per ritrovare un equilibrio duraturo, la soluzione non risiede tuttavia nelle soluzioni fai-da-te, ma nell’impostare una corretta igiene del sonno. Piuttosto che cercare di recuperare il tempo perduto in una singola notte, gli esperti suggeriscono di sfruttare il ritorno all’ora solare come un’occasione per riorganizzare le proprie abitudini quotidiane: esporsi alla luce naturale al mattino per sincronizzare l’orologio interno, mantenere orari di risveglio costanti e ridurre progressivamente luci artificiali ed elementi di stress nelle ore che precedono il riposo.
Quadro di sintesi dell’indagine
| Ambito | Dato chiave | Impatto sulla salute e il riposo |
| Ore di Sonno | 76% dorme < 7 ore a notte | Debito di sonno accumulato e stanchezza cronica |
| Uso dello Smartphone | 49% usa il telefono prima di dormire | Ritardo nell’addormentamento e risveglio poco ristoratore (62%) |
| Recupero nel Weekend | 32% dorme di più sabato e domenica | Alterazione del ritmo circadiano e “social jet lag” |
| Consulto Medico | Solo il 24% ne parla con il medico | SottSSovalutazione di possibili disturbi dell’architettura del sonno |
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