venerdì, Settembre 25, 2026

Alimenti ai fini medici speciali…

…la nutrizione che cura non può dipendere dal CAP

Milioni di persone in Italia convivono ogni giorno con allergie alimentari, patologie croniche, oncologiche o rare che compromettono gravemente la capacità di alimentarsi o di assorbire correttamente i nutrienti. È la condizione definita dal Ministero della Salute come “vulnerabilità nutrizionale”, una fragilità diffusa in cui gli Alimenti ai Fini Medici Speciali (AFMS) costituiscono una componente essenziale per la gestione della malattia e la prevenzione dei rischi clinici.

Nonostante il loro fondamentale valore terapeutico, l’accesso a questi prodotti soffre di marcate disuguaglianze geografiche. A seconda della Regione di residenza, pazienti e famiglie si scontrano con percorsi autorizzativi difformi, diverse modalità di erogazione e criteri di rimborsabilità estremamente eterogenei.

Per superare queste disparità si è tenuto a Roma, presso il Senato, il convegno “AFMS e sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale: un’agenda di policy per superare le disparità regionali”. L’evento è stato promosso dall’Intergruppo Parlamentare Celiachia, Allergie Alimentari, Intolleranza al Lattosio e AFMS, presieduto dalla Senatrice Elena Murelli, in collaborazione con la rivista Italian Health Policy Brief.

La nutrizione come risorsa clinica e terapeutica

Come emerso dall’apertura dei lavori e dagli interventi scientifici della giornata, gli AFMS non possono essere considerati semplici prodotti alimentari, bensì veri e propri strumenti terapeutici e di nutrizione clinica ideati per pazienti con esigenze metaboliche o digestive alterate.

Il Professor Maurizio Muscaritoli, Presidente della Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo (SINuC), ha rimarcato come un intervento nutrizionale mirato ed evidenziato dalla ricerca sia determinante per prevenire le complicanze, mantenere stabile il quadro clinico e preservare la qualità della vita dei malati. Secondo la comunità scientifica, una nuova politica sulla nutrizione deve quindi basarsi su tre capisaldi fondamentali:

  • Appropriatezza clinica delle prescrizioni.
  • Evidenza scientifica delle prestazioni.
  • Equità d’accesso per ogni cittadino.

Particolarmente complessa appare la situazione in ambito oncologico, dove la malnutrizione rappresenta un’emergenza clinica che sovrappone i propri effetti alla gravità delle terapie. Trattandosi di complicanze ampiamente prevenibili e curabili, garantire un accesso uniforme agli AFMS significa superare i difformi canali di distribuzione regionali e procedere a una revisione organica dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

A dare ulteriore respiro al dibattito è stato il contributo del Professor Antonio Gasbarrini, Direttore scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli IRCCS. L’esperto ha evidenziato come gli avanzamenti della ricerca su microbiota e microbioma stiano dimostrando quanto la nutrizione clinica debba integrarsi in modo sempre più strutturato nei percorsi di cura.

Sostenibilità economica e diritti dei pazienti

Un aspetto centrale del confronto ha riguardato il binomio tra appropriatezza e sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Ridurre la sostenibilità al solo contenimento della spesa immediata è una visione miope: il costo reale per il sistema risiede infatti nell’incapacità di intervenire tempestivamente. Investire nella nutrizione clinica genera un valore quantificabile in termini di esiti sanitari, riducendo i ricoveri evitabili, la perdita di autonomia e le complicanze mediche sul lungo periodo.

Le conseguenze dirette di questa frammentazione ricadono tuttavia sulle persone. Annalisa Scopinaro, Presidente di UNIAMO (Federazione Italiana Malattie Rare), ha sollevato l’urgenza di considerare gli AFMS come parte integrante e irrinunciabile della presa in carico del paziente. Per chi affronta una malattia rara o complessa, la tutela della salute non può variare in base alla residenza anagrafica.

Verso un manifesto istituzionale

Il confronto tra istituzioni, esperti e associazioni ha gettato le basi per la stesura di un documento di sintesi. Il testo racchiuderà raccomandazioni di policy basate su evidenze epidemiologiche e cliniche e verrà pubblicato da Italian Health Policy Brief per essere sottoposto all’attenzione del Ministero della Salute, dell’AIFA e della Conferenza Stato-Regioni.

A chiusura del convegno, la Senatrice Murelli ha ribadito l’impegno dell’Intergruppo Parlamentare nel portare le istanze emerse all’attenzione del Parlamento, per trasformare le evidenze scientifiche in diritti concreti ed esigibili, riaffermando l’equità d’accesso alle cure come principio fondante della sanità pubblica.

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