venerdì, Luglio 31, 2026

Un pallone per ritrovare il sorriso… 

…oltre 100 storie di rinascita con il progetto “Donare Esperienze”

Il calcio sa essere molto più di novanta minuti di gioco: sa trasformarsi in un ponte verso la normalità, un abbraccio caloroso e una potente dose di energia. Si è conclusa con un bilancio straordinario la prima fase di Donare Esperienze”, l’iniziativa nata dall’incontro tra AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma) e il Social Football Summit (SFS). Un viaggio lungo otto tappe che ha aperto le porte del grande calcio a oltre 100 persone tra pazienti oncoematologici, ex pazienti e le loro famiglie.

L’obiettivo? Semplice e profondo: regalare tempo di qualità, far ritrovare il piacere della condivisione e staccare la spina dalla routine della malattia. Grazie alla sensibilità dei club che hanno sposato la causa, i partecipanti hanno potuto varcare la soglia di centri sportivi e stadi per vivere la loro passione da una prospettiva unica: spogliatoi accessibili, incontri a tu per tu con i campioni, allenamenti a bordo campo e partite vissute con il cuore in gola.

Un viaggio lungo un campionato: le tappe del progetto

L’iniziativa ha attraversato l’Italia da nord a sud, lasciando un segno incancellabile nelle città che vi hanno aderito:

  • Bologna FC 1909 (11 settembre 2025) – 25 partecipanti
  • Juventus FC (8 marzo 2026) – 6 partecipanti
  • Udinese Calcio (25 marzo 2026) – 15 partecipanti
  • SS Lazio (26 marzo 2026) – 5 partecipanti
  • Spezia Calcio (12 aprile 2026) – 2 partecipanti
  • Cagliari Calcio (28 aprile 2026) – 30 partecipanti
  • Atalanta BC (3 maggio 2026) – 10 partecipanti
  • SSC Napoli (11 maggio 2026) – 8 partecipanti

Volti, emozioni e momenti indimenticabili

Oltre i numeri, ci sono le storie. A Torino, gli occhi del piccolo Gabriele si sono illuminati nell’incontrare i suoi idoli bianconeri, regalandogli un ricordo da custodire per sempre. A Udine, per un giorno, pazienti, volontari e personale sanitario si sono spogliati delle vesti ospedaliere per ritrovarsi uniti da un’unica, grande passione sportiva.

C’è poi la storia di Mario, che dopo la lunga battaglia contro la leucemia ha potuto regalarsi un pomeriggio con suo figlio nel centro sportivo della Lazio, assaporando di nuovo la gioia pura di essere semplicemente un papà e un tifoso. Gli stadi di Bergamo e La Spezia hanno spalancato gli spalti per far respirare il calore della partita, mentre a Napoli l’evento ha sancito un’ulteriore tappa di un sodalizio solido con AIL, pensato per promuovere la cultura della solidarietà e sostenere la ricerca attraverso la voce universale dello sport.

La forza di una comunità che non lascia indietro nessuno

La sinergia tra AIL, il Social Football Summit e le società calcistiche dimostra come la responsabilità sociale nello sport possa fare la differenza nella vita quotidiana delle persone. Attraverso il lavoro capillare delle sue 83 sezioni provinciali e la forza dei suoi 18.000 volontari, AIL continua a dimostrare che affiancare la ricerca scientifica significa anche prendersi cura della qualità di vita di chi affronta un tumore del sangue.

Il fischio finale di questa prima edizione non è un addio, ma solo un intervallo. L’obiettivo per il futuro è già chiaro: ampliare la rete dei club coinvolti, ingrandire la squadra e continuare a regalar ricordi preziosi, energia nuova e la consapevolezza di non essere mai soli.

Per rivivere tutti i momenti più emozionanti di questo viaggio, è possibile consultare la pagina dedicata: www.ail.it/cosa-facciamo-insieme/donare-esperienze

Info sul sito ufficiale: www.ail.it

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