L’estate porta con sé il desiderio irresistibile di esporsi al sole. La tintarella non è solo una questione di estetica: stimola la produzione di vitamina D, migliora l’umore e regala quell’aspetto “sano” e radioso che tutti rincorriamo.
Il sole è un alleato capriccioso
Dal punto di vista della Medicina Estetica, il sole è un’arma a doppio taglio. Se preso senza le dovute cautele, il prezzo da pagare in termini di invecchiamento cutaneo può essere molto alto.

Vediamo – con la consulenza di Dario Tartaglini, Medico di Medicina Estetica e Direttore Sanitario di BETAR MEDICAL, Centro qualificato dove trovare risposte esaurienti da parte di una equipe di professionisti – come godersi il meglio dell’estate proteggendo la giovinezza della pelle.
“La protezione solare – esordisce il clinico – non riguarda soltanto le giornate al mare. Il sole ci accompagna anche durante le passeggiate, le attività sportive e la vita quotidiana all’aperto e in città. Per questo è utile integrarla con semplici accorgimenti: cappelli, occhiali da sole, abiti adeguati e la ricerca di zone d’ombra nelle ore più a rischio”.

I danni del sole: cosa succede sotto la superficie della pelle?
Anche se l’abbronzatura è associata a bellezza, salute, vacanze e a un colorito dorato della pelle, che comunica un’immagine di benessere, il danno solare non si limita alla classica e dolorosa scottatura (eritema). I veri nemici della giovinezza sono i raggi UVA e UVB, responsabili del cosiddetto photoaging (o fotoinvecchiamento).
Osserva Tartaglini: “Quando esageriamo con l’esposizione, i raggi penetrano nel derma e causano:
Diminuzione di collagene ed elastina: la pelle perde la sua impalcatura naturale, diventando meno elastica e più rilassata.
Iperpigmentazione (macchie solari): i melanociti, impazziti, producono melanina a macchie, creando discromie difficili da nascondere.
Disidratazione profonda: il sole “asciuga” le riserve d’acqua della pelle, accentuando le rughe sottili.
Danni ai capillari: comparsa di couperose e piccoli vasi sanguigni visibili sul viso.
Dottor Dario Tarataglini dal punto di vista della Medicina Estetica, quali sono i suoi suggerimenti per un’abbronzatura sicura?
Per prevenire gli inestetismi di cui sopra e mantenere la pelle compatta, la prevenzione è l’unica vera cura. Ecco le regole da seguire in spiaggia o in montagna:
SFP 50+, sempre e comunque: non esiste abbronzatura sana senza protezione. Creare uno schermo totale (protezione molto alta) non impedisce di abbronzarsi, ma evita che la pelle si bruci e si rovini.
Applicazione costante: la crema va applicata almeno 20 minuti prima di uscire da casa e riapplicata ogni due ore e tassativamente dopo ogni bagno.
Evitare le ore di punta: tra le 11:00 e le 16:00 i raggi UV sono al loro picco. Meglio cercare l’ombra.

Abbronzatura perfetta: i consigli per ottenerla e mantenerla a lungo
Con le vacanze alle porte aumenta il desiderio di una tintarella intensa ed omogenea. Ma i benefici dell’esposizione ai raggi solari sono molto inferiori rispetto al rischio di sviluppare cheratosi e all’invecchiamento precoce della pelle. Ecco perché prendersi cura della cute e valorizzare al meglio ogni momento al sole – osserva l’esperto – è molto importante. Una pelle ben curata, si abbronza più velocemente e mantiene il colorito più a lungo. Eliminare le cellule morte aiuta a renderla più liscia e luminosa, mentre una corretta idratazione contribuisce a migliorarne l’elasticità. Anche l’alimentazione può giocare un ruolo importante: assumere cibi ricchi di vitamine e antiossidanti aiuta a favorire una risposta più equilibrata ai raggi solari.
La tintarella fa bene o fa male? Dipende da come ci si espone al sole
Scegliere la protezione solare migliore – continua Tartaglini – adeguata al proprio tipo di pelle permette di sviluppare un colorito più omogeneo, evitando arrossamenti e desquamazione, che possono compromettere la qualità e la durata dell’abbronzatura. Esporsi progressivamente al sole consente alla pelle di attivare i meccanismi naturali alla base dell’abbronzatura, adattandosi ai raggi UV senza subire stress eccessivo. Al contrario, un’esposizione intensa e prolungata fin dai primi giorni può causare arrossamenti e scottature.
Come mantenere la pelle idratata
Con la pelle al sole, la disidratazione aumenta più facilmente a causa dell’azione combinata di raggi UV, calore, vento e salsedine – sottolinea il nostro esperto. Questo può causare secchezza e, di conseguenza, si corre il rischio di ottenere un’abbronzatura irregolare e meno duratura. E’ importante bere acqua con regolarità nel corso della giornata: non meno di 1,5 litri. L’idratazione aiuta la pelle a mantenersi più elastica e a sostenere meglio gli effetti dell’esposizione al sole prolungata.
Che cosa fare dopo una giornata al sole?
Detergere la pelle è fondamentale per mantenerla morbida e preservare l’abbronzatura. Sudore, salsedine, cloro e residui di protezione solare possono accumularsi sulla superficie cutanea e, se non rimossi correttamente, incidere sul comfort della pelle e sull’aspetto del colorito. Un detergente corpo delicato, invece, consente di pulire la pelle in modo efficace, mantenendola allo stesso tempo più elastica e luminosa. Applicare un doposole è utile per aiutare la cute a recuperare e a mantenere un buon colorito nel tempo.
Quali sono gli errori che fanno svanire l’abbronzatura
Tra i fattori più frequenti ci sono docce troppo calde e prolungate, l’uso di detergenti non adatti alla propria pelle o scrub aggressivi nelle fasi successive all’esposizione.
Abbronzatura: i falsi miti più comuni da sfatare
Intorno alla tintarella circolano ancora molti falsi miti, spesso legati a convinzioni diffuse, ma non sempre corrette. Ecco qualche domanda relativa che è arrivata in redazione e che rivolgiamo al nostro clinico:
Stare più tempo al sole fa abbronzare più velocemente?
Non necessariamente. Un’esposizione prolungata e non graduale può causare scottature e rallentare il processo di abbronzatura, portando a un risultato meno uniforme.
L’aria condizionata fa perdere l’abbronzatura?
No. Tuttavia, può contribuire a rendere l’ambiente più secco e, di conseguenza, incidere sul comfort cutaneo. Se la pelle tende a diventare più secca, il colorito può apparire meno uniforme.
L’aereo toglie l’abbronzatura?
No, volare non influisce direttamente sull’abbronzatura. L’ambiente in cabina, però, è particolarmente secco e può rendere la pelle meno confortevole. Per questo, è utile mantenere una buona idratazione anche durante i viaggi.
La doccia fa andare via l’abbronzatura?
La doccia non elimina l’abbronzatura, ma alcune abitudini possono influire sulla sua durata. Acqua troppo calda o sfregamenti eccessivi possono rendere la pelle meno compatta e accelerare il naturale ricambio cellulare.
Dottor Tartaglini, a lei un commento finale
Come medici estetici, il nostro obiettivo non è demonizzare il sole, ma insegnare a gestirlo. Va ricordato che un colorito luminoso e duraturo non è frutto del caso, ma di una combinazione di abitudini corrette da seguire prima, durante e dopo il sole. Esporsi ai raggi del sole ha anche una componente benefica, legata per esempio alla produzione di vitamina D, ma contrariamente a quanto si possa pensare, una pelle molto abbronzata non aiuta, anzi riduce, la produzione di questa vitamina per via dell’ispessimento della cute causata dal sole, che crea un “effetto barriera”. L’abbronzatura è una reazione di difesa della pelle, non un indice di salute del tessuto. Il vero segreto per un aspetto giovane e radioso non risiede nel trattamento miracoloso da fare a settembre, ma nella costanza della protezione solare durante tutto l’anno. Spesso i pazienti spendono molto in creme antirughe, dimenticandosi che il miglior prodotto anti-age esistente sul mercato è, semplicemente, una buona crema solare 50+. Godetevi il sole, ma fatelo con intelligenza: la vostra pelle ve ne renderà merito tra dieci vent’anni.
Info: Dottor Dario Tartaglini – Direttore Sanitario BETAR MEDICAL – Studio Polispecialistico di Medicina e Chirurgia – Via Melzi D’Eril, 26 – 20154 MILANO – Tel. 02/36684785/6 – info@betarmedical.it

