venerdì, Luglio 17, 2026

Obesità, uno studio clinico su Nature Medicine … 

…Akkermansia muciniphila associata a minor recupero di peso dopo la dieta

Perdere peso è difficile. Mantenerlo lo è ancora di più. È su questa sfida, tra le più persistenti nella gestione dell’obesità, che si concentra un nuovo studio clinico randomizzato pubblicato su Nature Medicine, firmato da ricercatori del Centro Medico Universitario di Maastricht, l’Università di Copenhagen e quella di Wageningen e The Akkermansia Company, sotto la responsabilità scientifica di Willem De Vos, Professor of Human Microbiomics presso l’Università di Helsinki ed Emeritus Distinguished Professor alla Wageningen University, con la collaborazione di Ellen Blaak, professoressa di Biologia Umana presso l’Università di Maastricht.

Lo studio ha coinvolto 90 adulti con sovrappeso o obesità, sottoposti a una dieta ipocalorica di 8 settimane al termine della quale tutti avevano perso almeno l’8% del peso corporeo. Nella fase successiva, 24 settimane di mantenimento senza restrizioni caloriche, i partecipanti hanno assunto quotidianamente in doppio cieco Akkermansia muciniphila MucT® pastorizzata o placebo. I risultati mostrano che chi ha assunto MucT® ha recuperato in media 1,2 kg, contro i 3,2 kg del gruppo placebo. Il 40% dei partecipanti nel gruppo trattato ha addirittura continuato a perdere peso durante la fase di mantenimento, rispetto a circa il 5% nel gruppo placebo. Nessun effetto collaterale correlato al prodotto è stato riportato nel corso dello studio.

A rendere i risultati particolarmente interessanti è il meccanismo d’azione ipotizzato: MucT® sembrerebbe agire su più fronti contemporaneamente, supportando la funzione della barriera intestinale, modulando i processi infiammatori e influenzando l’equilibrio energetico. Le analisi del tessuto adiposo hanno evidenziato un profilo più attivo dal punto di vista metabolico e meno infiammatorio nei soggetti trattati, insieme a una migliore preservazione della sensibilità insulinica, cambiamenti che potrebbero aiutare l’organismo a contrastare quella tendenza biologica al recupero del peso che rappresenta uno degli ostacoli più comuni e frustranti nella gestione dell’obesità a lungo termine.

«Il mantenimento del peso corporeo nel lungo termine rappresenta ancora una delle maggiori sfide irrisolte nella gestione dell’obesità, questi risultati rafforzano ulteriormente le evidenze scientifiche su Akkermansia muciniphila MucT® e sul suo potenziale ruolo nel supporto della salute metabolica.» dichiara il professor Willem M. de Vos, cofondatore di The Akkermansia Company, professore di microbiomica umana presso l’Università di Helsinki e professore emerito distinto presso l’Università di Wageningen.

Maurizio Salamone, direttore scientifico di Metagenics commenta «Questi dati confermano ciò che la ricerca sul microbioma sta indicando con crescente coerenza, ovvero che la composizione della flora intestinale non è un fattore passivo nella regolazione del peso. Il fatto che Akkermansia muciniphila MucT® influenzi, oltre che il recupero ponderale, anche il profilo infiammatorio del tessuto adiposo e la sensibilità insulinica, suggerisce un’azione sistemica sui meccanismi metabolici. È un risultato che apre scenari concreti per la gestione integrata dell’obesità nel lungo termine, non più solo in termini di restrizione calorica.» 

Lo studio si inserisce in un momento di crescente attenzione verso il ruolo del microbiota intestinale nella salute metabolica, anche in relazione alla diffusione di nuove terapie per l’obesità come i farmaci GLP-1. In questo scenario, gli approcci basati sul microbioma si candidano come strumenti complementari per consolidare i risultati ottenuti e prevenirne la reversione nel tempo.

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