lunedì, Aprile 27, 2026

Chirurgia della cataratta… 

a Negrar arriva il super laser guidato dall’IA

La medicina del futuro entra in sala operatoria a Negrar. L’intelligenza artificiale diventa ufficialmente la “mente” del femtolaser, il robot chirurgico utilizzato per la cataratta. Grazie a algoritmi capaci di elaborare migliaia di scansioni oculari, il sistema non si limita a eseguire il compito, ma adatta ogni taglio all’anatomia specifica del paziente con una precisione millimetrica.

Il primato nazionale spetta all’IRCCS di Negrar, che ha adottato la piattaforma ALLY (Adaptive Cataract Treatment System). Si tratta di una tecnologia rarissima: ad oggi si contano meno di 200 installazioni in tutto il mondo.

L’eccellenza tecnologica al servizio del paziente

L’integrazione tra robotica avanzata e intelligenza artificiale non sostituisce la mano del medico, ma ne eleva drasticamente le potenzialità.

“La nuova piattaforma contribuisce a rendere la chirurgia della cataratta più efficiente, precisa e sicura, confermando la nostra posizione come polo d’eccellenza, all’avanguardia nell’innovazione tecnologica – dichiara Claudio Cracco, amministratore delegato del “Sacro Cuore Don Calabria” di Negrar -. L’aggiornamento del femtolaser, il primo in versione robotica, assistito dall’intelligenza artificiale, potenzia un’Unità Operativa di Oculistica che oggi comprende 15 aree specialistiche a copertura dell’intero spettro delle patologie oculari”.

Numeri e impatto sociale: un intervento sempre più richiesto

La cataratta rimane una sfida globale per la salute pubblica, legata a doppio filo all’invecchiamento della popolazione. In Italia si eseguono circa 650mila interventi l’anno, un numero destinato a sfiorare il milione entro il 2030.

“La cataratta consiste nell’opacizzazione del cristallino, la lente naturale dell’occhio – spiega Grazia Pertile, direttrice oculistica IRCCS di Negrar -. Con il tempo, l’alterazione delle proteine rende questa lente meno trasparente, impedendo alla luce di raggiungere la retina. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la cataratta è la principale causa di cecità e disturbi visivi al mondo, con circa 20 milioni di persone che hanno perso la vista a causa di questa patologia”.

Come funziona il “chirurgo intelligente”

La rivoluzione di ALLY sta nella capacità di analisi istantanea. Attraverso sei telecamere integrate, il sistema crea una mappa geografica del cristallino, identificandone densità e posizione esatta.

“Attualmente, l’unica cura definitiva è la chirurgia, che sostituisce il cristallino opaco con una lente intraoculare artificiale (IOL) – prosegue Pertile -. In questo scenario, la nuova piattaforma rivoluziona l’approccio chirurgico, fungendo da assistente intelligente che potenzia le capacità del chirurgo. Grazie a sofisticati algoritmi di IA e alla capacità di imaging avanzato che sfrutta sei telecamere integrate, il sistema è in grado di ottenere una scansione dettagliata del cristallino, identificando automaticamente e in tempo reale la densità, la posizione e gli strati della cataratta, consentendo trattamenti personalizzati. Il flusso di lavoro così ottimizzato consente di eseguire la procedura di frammentazione laser del cristallino in pochi secondi e l’intero processo può essere completato in tempi molto rapidi – sottolinea -. Ma, ancora più della velocità di esecuzione, conta la precisione con cui vengono pianificate ed eseguite le incisioni: un elemento fondamentale per ottenere il miglior risultato visivo possibile”.

Addio agli occhiali: le lenti di nuova generazione

Uno dei vantaggi principali di questa precisione robotica riguarda l’inserimento di lenti intraoculari avanzate, capaci di correggere più difetti visivi contemporaneamente.

“I benefici del nuovo approccio emergono in modo particolare nell’impianto di lenti intraoculari progettate per simulare la capacità del cristallino naturale di mettere a fuoco a diverse distanze – puntualizza Pertile -. Queste lenti, a differenza di quelle standard, correggono non solo la miopia o ipermetropia, ma anche la presbiopia e l’astigmatismo, consentendo nella maggior parte dei casi di ridurre o addirittura eliminare la necessità degli occhiali nelle attività quotidiane”.

Questa innovazione segna il passaggio definitivo a una medicina dove la tecnologia non è più solo uno strumento, ma un partner fondamentale per la qualità della vita del paziente.

“La chirurgia della cataratta entra così in una nuova era in cui la competenza medica, la chirurgia e l’intelligenza artificiale collaborano per ottenere risultati sempre più affidabili e una visione sempre più vicina a quella naturale”, conclude Pertile.

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