di G.P.
Ha aperto da qualche giorno al pubblico la nuova Galleria Antico Egitto del Castello Sforzesco con un allestimento completamente rinnovato, ora più ampio, suggestivo e immersivo, curato dalla conservatrice responsabile dell’Unità Musei Archeologici Anna Provenzali e dall’egittologa Sabrina Ceruti.
Progettata dall’architetto Markus Scherer, la nuova Galleria è ispirata alla sala ipostila dei templi egizi, con imponenti “colonne espositive” realizzate in pietra chiara di Brera dotate di elementi vetrati in cristallo anti-sfondamento. Panelli divisori offrono contenuti introduttivi e percorsi tematici per guidare i visitatori in un racconto coerente e progressivo.
L’intera sala è avvolta in una penombra diffusa e avvolgente che amplifica la percezione di mistero creando un’atmosfera quasi sospesa, mentre la luce – progettata dallo Studio Ferrara Palladino Lightscape e calibrata in modo strategico – esalta ogni piccolo dettaglio degli oggetti in esposizione.
Tra i reperti in mostra si possono ammirare oltre 330 tra sarcofagi, amuleti, papiri, bronzetti, vasi canopi, e stele, che raccontano la storia millenaria dell’Egitto, dal IV secolo a.C. al V secolo d.C., con una prevalenza di materiali funerari databili tra il Nuovo Regno (ca. 1550-1070 a.C.) e l’Epoca tarda (664-332 a.C.).
Di questi, oltre 80 sono presentati al pubblico per la prima volta in assoluto, come il Papiro Busca, dal nome del collezionista che lo portò in Italia dall’Egitto nel 1826, e concesso generosamente in deposito dalla Fondazione IRCCS Ca’ Grande Ospedale Maggiore Policlinico, e la ricostruzione del tempietto della dea del raccolto e del nutrimento Renenutet.
Il percorso espositivo della nuova Galleria Antico Egitto è suddiviso in 6 sezioni tematiche: la prima, “Vivere nell’Antico Egitto“, è dedicata alle principali figure della società egizia quali faraone, famiglia reale, funzionari, e scriba; la seconda e più ampia sezione, “Vivere in eterno“, si concentra invece sulle credenze e sulle pratiche funerarie.
La terza sezione, “Vivere con gli dèi“, illustra le pratiche votive e magiche diffuse nell’antico Egitto, mentre la quarta sezione, intitolata “Milano in Egitto“, è dedicata agli scavi condotti dal professore e papirologo Achille Vogliano tra il 1934 e il 1940 nel Fayum, finanziati in parte dal Comune di Milano.
La quinta sezione, “L’Egitto greco-romano“, mette in mostra materiali della vita quotidiana e di ambito votivo e funerario del periodo greco-romano, mentre la sesta ed ultima sezione, “L’Egitto copto“, propone una serie di oggetti relativi al periodo che va dal IV al VII secolo, illustrando i cambiamenti nell’arte e nella devozione, ma anche gli elementi di continuità.
Tra i capolavori più rappresentativi conservati nella Galleria Antico Egito spiccano in particolare: una statua di Amenemhat III in calcare bianco, una statuetta di Osiride in bronzo dorato, una mummia e relativi sarcofagi di Peftjauauiaset con cassa in legno di sicomoro stuccato e dipinto, un papiro con un estratto da il Libro dei Morti del sacerdote e scriba reale Hornefer, una statuetta funeraria di Imenmes “Incantatore di Serket” in legno stuccato e dipinto, e un modello per scultore con busto di sovrano con kheperesh (corona blu) in calcare.
La Galleria Antico Egitto è visitabile presso le Sale Viscontee del Castello Sforzesco da martedì a domenica, dalle ore 10 alle ore 17.30. Prezzo del biglietto: intero 5€, ridotto 3€ per giovani fino a 26 anni e anziani sopra i 65 anni, gratis per ragazzi fino a 18 anni.

