Vedere non significa solo percepire luci e colori…
…significa guidare, lavorare, riconoscere il volto di un caro e conservare la propria indipendenza quotidiana. Eppure, la salute dei nostri occhi passa troppo spesso in secondo piano finché non compaiono i primi problemi. In occasione della Giornata Mondiale della Vista, i riflettori si accendono sulle patologie retiniche croniche, una sfida sanitaria che in Italia riguarda già oltre un milione di persone e conta circa 63.000 nuovi casi ogni anno.
Con l’invecchiamento della popolazione, malattie come la degenerazione maculare legata all’età neovascolare (nAMD) e l’edema maculare diabetico (DME) stanno mettendo a dura prova il Servizio Sanitario Nazionale. La chiave per affrontarle? Diagnosi precoci, terapie innovative e, soprattutto, una continuità di cura che non gravante eccessivamente sulla vita dei pazienti.
Oltre il farmaco: un ecosistema di supporto al paziente
Trattare una patologia retinica richiede molto di più della semplice somministrazione di una terapia: serve accompagnare la persona in ogni fase del percorso. È con questa visione che si muove l’impegno di Bayer, integrando l’attività di ricerca con strumenti digitali di informazione e supporto quotidiano.
Tra queste iniziative spiccano la community Facebook #SalvareLaVistaSiPuò (che conta oltre 70.000 iscritti), il portale d’informazione Testa la Vista per effettuare test orientativi, e l’app Tera+, nata per aiutare i pazienti a monitorare le terapie e non saltare gli appuntamenti di cura.
Dalla teoria alla clinica: le raccomandazioni dei 17 esperti italiani
L’innovazione medica acquista reale valore solo quando si trasforma in benefici concreti nella pratica quotidiana. A questo proposito, un recente documento pubblicato su Graefe’s Archive for Clinical and Experimental Ophthalmology raccoglie il lavoro di 17 oftalmologi italiani. Attraverso un metodo di confronto strutturato, gli esperti hanno elaborato 30 raccomandazioni pratiche sull’impiego di aflibercept 8 mg, focalizzandosi sull’avvio delle cure, sul mantenimento e sulla sicurezza.
Il punto centrale emerso dal loro lavoro riguarda la possibilità di estendere gli intervalli tra le somministrazioni nei pazienti idonei. Allungare i tempi tra una puntura e l’altra riduce lo stress e il carico di impegni sia per le persone in cura che per le loro famiglie, senza compromettere l’efficacia del trattamento. Come evidenziato dalla direzione medica di Bayer Italia, l’obiettivo è evolvere verso modelli di cura sempre più personalizzati e sostenibili, capaci di tutelare sia la qualità della vista sia l’autonomia della persona.
I dati dal mondo reale: lo studio SPECTRUM e il contributo italiano
I risultati registrati nei trial clinici trovano oggi conferma nelle corsie degli ospedali italiani grazie a SPECTRUM, uno studio osservazionale internazionale condotto su oltre 3.700 pazienti in 18 Paesi, di cui 373 in Italia.
Presentati al congresso annuale dell’American Academy of Ophthalmology, i primi dati italiani a 6 mesi sull’impiego di aflibercept 8 mg nei pazienti con nAMD mostrano risultati estremamente incoraggianti:
Pazienti mai trattati prima (naïve): si è registrato un miglioramento medio della vista (+4,8 lettere) e una marcata riduzione dello spessore retinico (-107 micron).
Pazienti già in trattamento: il passaggio alla nuova formulazione ha mantenuto stabile l’acuità visiva migliorando al contempo la struttura della retina (-41 micron di spessore).
Trattamenti meno frequenti: ben l’81% dei pazienti già in cura ha potuto allungare gli intervalli tra le somministrazioni oltre le 8 settimane.
Come sottolineato dalla Professoressa Maria Vadalà (Università di Palermo), questi dati real-world confermano l’efficacia della molecola nel contesto clinico reale italiano, dimostrando come un controllo ottimale della malattia possa andare di pari passo con un’importante riduzione del peso complessivo delle cure.
Un impegno globale per non lasciare indietro nessuno
I risultati preliminari di SPECTRUM non hanno evidenziato nuovi segnali di rischio o complicanze (come casi di vasculite retinica), e lo studio proseguià fino a 24 mesi per monitorare i benefici nel lungo periodo.
Lo sviluppo di questa soluzione terapeutica — realizzato in collaborazione con Regeneron — riflette la partnership globale di Bayer con la campagna “Love Your Eyes” dell’IAPB (International Agency for the Prevention of Blindness). La sfida della retina si vince così: unendo ricerca scientifica, diagnosi tempestiva e percorsi su misura per restituire a ciascun paziente il diritto di guardare al futuro con fiducia.

