…La Strategia della Lombardia tra Prossimità e Innovazione
Il sistema sanitario lombardo ridisegna i confini della prevenzione primaria. In un contesto demografico caratterizzato da un invecchiamento senza precedenti, la Regione punta sulla vaccinazione adulta e fragile come investimento strategico per garantire la tenuta del welfare e la sostenibilità del bilancio pubblico.
1. Lo scenario demografico: l’urgenza di agire
I numeri emersi durante l’evento promosso dalla rivista sanitaria regionale Rh+ Regional Health con il contributo non condizionante di GSK e MSD delineano una sfida imponente. In Lombardia, 3,4 milioni di persone convivono con patologie croniche.
- Oggi: il 23,4% della popolazione è over 65.
- Domani (2055): si stima che un cittadino su tre (32,4%) rientrerà in questa fascia d’età.
In questo quadro, la vaccinazione non è più solo un atto clinico, ma uno strumento di coesione sociale. Come sottolineato da Emanuele Monti (Presidente IX Commissione Sostenibilità Sociale), rafforzare le politiche vaccinali significa ridurre le disuguaglianze di accesso e proteggere il nucleo familiare, cuore del sistema lombardo.
2. Focus Clinico: Herpes Zoster e HPV, due fronti prioritari
Il dibattito si è concentrato su due patologie ad alto impatto sanitario e sociale:
Herpes Zoster (Fuoco di Sant’Antonio): Una riattivazione del virus della varicella che colpisce un adulto su tre. Oltre al dolore acuto, le complicanze (come la nevralgia post-erpetica) possono essere invalidanti. La Lombardia si conferma leader offrendo agli over 65 un accesso strutturato e tempestivo, riducendo drasticamente il carico sui medici di base e sugli ospedali.
Papilloma Virus (HPV): La prevenzione oncologica primaria passa da qui. Il Prof. Massimo Origoni (IRCCS San Raffaele) ha ribadito che l’estensione della copertura vaccinale è l’arma più efficace per l’eradicazione dei tumori della cervice uterina e degli altri tumori HPV-correlati, proteggendo la salute delle generazioni future e riducendo i costi delle terapie oncologiche.
3. La Rivoluzione della “Farmacia dei Servizi”
Il vero cambio di passo è rappresentato dal modello della farmacia di prossimità. Per raggiungere gli obiettivi del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV), la sanità deve “uscire” dagli ospedali e farsi vicina.

“I farmacisti sono l’avamposto della salute sul territorio” — ha dichiarato Andrea Mandelli (Presidente FOFI). La competenza professionale unita alla capillarità dei punti vendita permette di intercettare anche i cittadini più restii o con difficoltà di spostamento.
Annarosa Racca (Presidente Federfarma Lombardia) ha citato l’esempio virtuoso della vaccinazione antipneumococcica: la semplificazione dei percorsi e l’abbattimento della burocrazia in farmacia portano a un aumento immediato delle coperture, liberando contemporaneamente risorse nei centri vaccinali ASST per i casi più complessi.
4. Sostenibilità e Longevità: il valore economico della salute
La prevenzione non è un costo, ma un investimento finanziario. Marco Alparone (Vicepresidente e Assessore al Bilancio) ha chiarito che prevenire una patologia oggi significa risparmiare miliardi in cure, ospedalizzazioni e assistenza domani.
A chiudere i lavori, Eleonora Selvi (Fondazione Longevitas) ha richiamato la necessità di un “cambio di paradigma culturale”: la prevenzione deve diventare parte integrante della vita quotidiana. In quest’ottica, la farmacia dei servizi non è solo un punto di somministrazione, ma un presidio di educazione alla salute.

