mercoledì, Giugno 19, 2024
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Tonuti Spagnol e Pier Paolo Pasolini: lettere e poesie

E’ uscito per il Centro Studi Casarsa della Delizia il volume “Tonuti Spagnol – Dai giorni della Academiuta agli anni estremi” a cura di Rienzo Pellegrini. Non ci sembra azzardato definirlo un vero e proprio atto d’amore nei confronti del poeta friulano, Tonuti (Antonio) Spagnol, morto nel 2017 e tanto apprezzato da Pasolini.

Grazie alla moglie di Spagnol, Ida, che ha messo a disposizione il corposo materiale conservato, e l’impegno encomiabile dello studioso e ricercatore Rienzo Pellegrini, professore ordinario di Lingua e letteratura friulana nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Trieste, il libro, realizzato con cura e proposto in una bella veste grafica, ha il merito di descrivere in modo approfondito, sia dal punto di vista letterario/linguistico che umano, la parabola di un uomo che incontra il mondo poetico e ne rimane, in qualche modo, sedotto, irretito forse.

Tonuti (Antonio) Spagnol

Il libro si divide in quattro parti: I primi versi friulani, Lo scambio epistolare tra Spagnol e Pasolini, Versi italiani e, infine, I quaderni di Tonuti, un sondaggio nella pedagogia di Pasolini. Per chi, come il sottoscritto, ha conosciuto Tonuti nel periodo in cui era dirigente d’azienda,  e ricordava con nostalgia e devozione il suo grande mentore, gli elementi che fornisce questo libro, grazie anche alla scrupolosissima ricostruzione filologica di Pellegrini, aiutano a cogliere aspetti, anche intimi, che consentono di meglio apprezzare il suo rapporto, talora tormentato, con l’espressione poetica.

Insomma, quello che vogliamo dire è che scoprirsi poeta, soprattutto se l’investitura arriva da uno dei più grandi intellettuali italiani, rappresenta una grandissima responsabilità e un fardello piuttosto ingombrante da cui non è possibile né, forse, fruttuoso liberarsi. Pasolini scopre in Spagnol, almeno in quello in lingua friulana, sensibilità e intonazione, bontà, dedizione, dolcezza d’animo, che non è primitivismo né sentimentalismo.

In Tonuti, la natura è un organismo vitale e dinamico da cui la poesia scaturisce quasi spontaneamente, come scoperta, intuizione emozione. Il particolare e il quotidiano, attraverso gli occhi del giovinetto, vengono valorizzati, usando con grazia, una lingua dialettale, che dietro l’apparente rozzezza, risulta candida, delicata, autentica, primigenia.

Continua con passione, ma quasi obbedendo a un obbligo morale, a poetare anche dopo, da adulto, quando il suo lavoro di manager lo coinvolge in pieno. E lo fa principalmente in lingua italiana. Si intuisce il suo grande sforzo per ritrovare una perduta ingenuità, un candore che la vita con i suoi obblighi e impegni quotidiani sta piano piano spazzando via. E’ questo l’elemento che cogliamo nella ricostruzione della parabola umana e poetica di Spagnol. Come una specie di doloroso rimpianto che emerge soprattutto in una delle sue ultime composizioni, quella dedicata al figlio.

Lui si rivolge al figlio rammaricandosi del fatto di non essergli stato più vicino, quando era piccolo, a causa dei suoi impegni lavorativi, e chiede di non essere giudicato severamente e di avere comprensione, benevolenza. La stessa comprensione, dice bene il Pellegrini, che egli sembra chiedere al Lettore che si avvicina alle sue poesie. Soprattutto le ultime, quelle degli anni estremi, per invitarlo umilmente a capire, a cercare di comprendere, senza lasciarsi andare a giudizi troppo severi. 

Il libro “Tonuti Spagnol – Dai giorni dell’Academiuta agli anni estremi”, a cura di Rienzo Pellegrini, copertina rigida, 326 pagine, 20,00 euro, è pubblicato dal Centro Studi Casarsa della Delizia PPP.

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