28 Gennaio 2023

Tina Modotti, regina della fotografia mondiale

Assunta Adelaide Luigia, conosciuta da tutti come Tina, nasce a Udine nel 1896 da una famiglia operaia assillata dai debiti. Lei è pronta a dare una mano come tessitrice in una filanda, ma il padre, sempre più in ristrettezze, è costretto a emigrare negli Stati Uniti e qui verrà raggiunto dai suoi cari nel 1913.

Nella città di San Francisco, Tina aiuta ancora concretamente la famiglia sino a quando, nel 1917, sposa un giovane pittore e poeta. La coppia si trasferirà a Los Angeles e qui lei scatta una delle sue prime e più belle foto: si ritrae in un abito assai caratteristico mentre il marito verrà poi incorniciato accanto alla moglie mentre sta dipingendo.

Purtroppo, il marito muore di vaiolo nel 1922 durante un viaggio in Messico. Tina aveva già deciso tempo prima di raggiungerlo, ma lo trova già in coma. Dopo alcuni giorni decide di fermarsi qui, anche perché da qualche tempo prova viva simpatia per un fotografo già molto noto: Edward Weston, il quale resta affascinato dalla sua bellezza.

Tina possiede un costante spirito d’iniziativa e si addentra nei meandri della politica, restando presto conquistata dall’ambiente culturale del partito socialista locale. Edward non può sentirla spesso così lontana e progressivamente si stacca da lei, rientrando negli States.

Va tuttavia ricordato che certi dettagli tecnici della fotografia sono frutto dell’insegnamento di Edward e lei, forte di questa arte diventata quasi perfetta e completa, continua ad affermarsi anche a livello internazionale grazie ad un suo stile particolarmente gradito, aiutata pure da alcuni noti artisti come Diego Rivera e Clemente Orozco.

Tina si lascia pure coinvolgere nuovamente dall’amore. Frequenta infatti il pittore Xavier Guerrero e poi il giovane intellettuale Julio Antonio Mella. Quest’ultimo morirà vittima di un agguato e lei, presente all’assassinio, denuncerà con forte indignazione questo tragico fatto e poi rinuncerà addirittura all’offerta di diventare fotografa ufficiale del Museo Nazionale.

Poi viene addirittura accusata di aver partecipato ad un attentato contro il capo di Stato e viene subito espulsa dal Paese e imbarcata su una nave con destinazione Europa. Durante il viaggio conosce il triestino Vittorio Vidali (che diventerà in seguito comandante del V reggimento dei repubblichini spagnoli).

Tina nutre per lui inizialmente una simpatia che poi si trasformerà in forte sentimentalità. Rientra in Messico con il suo nuovo compagno, trovando una nazione completamente diversa rispetto al passato, e si rimette in gioco o con il suo vero amore: la fotografia. Riceve numerosi riconoscimenti e sinceri apprezzamenti.

La notizia della sua morte per arresto cardiaco (gennaio 1942) a soli quarantasei anni, scuote il mondo artistico che non dimentica le sue ineguagliabili opere fotografiche. Nel ricordarla con affetto interviene anche Pablo Neruda che le dedicherà un sentito epitaffio.


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