mercoledì, Febbraio 21, 2024
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Storia, cultura e botanica al Parco Spina Verde

La settima sinfonia di Beethoven, ritmata, incalzante è la perfetta descrizione del sentiero n. 7 del Parco Spina Verde quello che caratterizza il sentiero botanico

…un frizzante percorso per scoprire gli habitat che caratterizzano “l’anello”. Si tratta di una piccola culla di esperienze perfetta per una passeggiata con la famiglia tra betulle, aceri campestri, noci, sambuchi, noccioli, aceri montani, frassini, pungitopo. In due ore di cammino si può percorrere l’anello del monte Sasso di Cavallasca, scoprire le trincee e gli appostamenti, vedere il fortino e passare per il punto più alto dell’intero Parco della Spina Verde, oltre che perdersi lungo il percorso in mezzo alle fragranze offerte dalla vegetazione. Una passeggiata adatta a tutti, gradevolissima in ogni stagione, che porta a scoprire alcuni angoli nascosti del parco. Si parte da Cavallasca ed è lungo poco più di quattro chilometri. 

La strada militare è molto ben tenuta, realizzata nel 1918, mantiene ancora i suoi elementi costitutivi con un camminamento centrale affiancato dalle cunette laterali di ciottoli più fini per lo scorrimento delle acque. È  interessante notare come queste strade costituiscano la Linea Cadorna che segnano tutto il nord Italia, dalla Val d’Aosta allo Stelvio e che i sentieri miliari erano segreti, un tempo non erano segnati sulle mappe per evidenti ragioni strategiche. Percorrendo il sentiero di ciottoli si arriva al Balcone panoramico del Monte Sasso: qui la vista ha un ampio respiro sul paese di Cavallasca e poi man mano lo sguardo spazia sino a Milano. Se si sale oltre, dietro al balcone panoramico, attraverso querce, eriche e betulle, si arriva al punto più alto del parco, siamo a 610 metri sopra il livello del mare. Proseguendo sul sentiero si oltrepassa uno spiazzo, animato nella stagione più calda da vivaci farfalle, contornato da betulle. A questo punto si può scegliere se mantenere la destra e dirigersi nel paese di San Fermo o continuare con l’anello del Monte Sasso, passare l’osservatorio e arrivare al Pin Umbrela. Qui si trova un balcone panoramico, questa volta si guarda su Como, sulla sinistra Monte Olimpino e la frazione di Como Sagnino che confinano con Chiasso, poi lo sguardo può spaziare sulla Svizzera con il Monte Generoso e, guardando verso destra, Maslianico, Cernobbio il monte Bisbino e San Primo, dunque il primo bacino del lago. Prima del balcone sono stati installati quattro troni di legno e sul balcone svetta la bandiera d’Italia.

Proseguendo nel cammino, usando le scale lungo il sentiero si oltrepassa la Piana del tasso, si arriva all’abbeveratoio: Fontanin della Pobbia, ovvero una fontana ad angolo retto con duplice funzione di abbeveratoio nel primo tratto e, nel secondo, di lavatoio caratterizzato da un piano inclinato. L’acqua che approvvigiona le vasche è convogliata da un vicino ruscello, un’insegna in cemento, “G.M 1917”, ricorda che la sua costruzione è opera del Genio Militare nel 1917. Proseguendo e mantenendo la sinistra (a destra s’incontra il sentiero 2 e la Scala del Paradiso), si arriva in un altro luogo imperdibile di questo sentiero ricco di punti interessanti: il Fortino del Monte Sasso. 

Da qui parte il percorso botanico, una zona scelta non solo per il panorama di cui si può godere, ma anche per la varietà di ambienti naturali, identificati con una segnaletica che approfondisce la tipicità della vegetazione e racconta l’utilità nelle pratiche tradizionali e nella cultura con le leggende popolari in cui le piante sono protagoniste. Lungo il sentiero del percorso botanico, è possibile osservare come la vegetazione cambia in funzione dell’esposizione alla luce, della disponibilità d’acqua, della composizione del terreno. Questa variabilità di fattori determina ambienti ecologicamente diversi.

All’inizio del percorso, dove il fiume Seveso è poco più che un ruscello, permette la presenza di una vegetazione legata all’acqua, denominata, nello strato arboreo, degli ontani. Allontanandosi gradatamente dal corso d’acqua è possibile notare come coesistano specie diverse che esigono quantità di umidità differenti, a cominciare dalla presenza di specie tipiche di un bosco fresco e ombroso e che necessitano di buona disponibilità d’acqua e di nutrienti e dove il pH del terreno è tendenzialmente neutro. Questo tipo di bosco è denominato nello strato arboreo, dagli aceri e dai frassini. Ci si immerge poi nel bosco del terreno spiccatamente a pH acido o sub-acido, dominato, nello strato arboreo, da castagni e pini e, nello strato erbaceo, da mirtilli e felci. Proseguendo lungo il percorso ci si imbatte in un bosco composto da ornielli e da carpini neri ed ecco che il visitatore incontra uno strato arbustivo costituito dalla ginestra dei carbonai. Qui il percorso si interrompe e prosegue su un punto panoramico più a sud dove si possono trovare boschi di castagni e, grazie alla temperatura maggiore, si possono sentire i profumi più intensi delle piante. Il tutto termina nella zona panoramica detta il Pin Umbrela

Nella prima parte del percorso botanico le piante presenti sono: Betulla, Acero campestre, Noce, Ontano nero, Sambuco, Nocciolo, Acero montano, Frassino, Biancospino comune e Pungitopo, Fusaggine, Tiglio, Franguia, Acero riccio, Alloro, Castagna, Sorbo montano, Robinia, Lauroceraso, Pino silvestre, Agrifoglio, Farnia, Nespolo comune, Roverella, Orniello, Carpino nero, Ligustro, Ginestra dei carbonai e Ciliegio. Nella seconda parte del percorso botanico le piante sono: Pioppo tremolo, Roverella, Sorbo montano, Rosa canina, Ginestra dei carbonai, Castagno, Frangula, Orniello, Brugo, Pino silvestre, Cerro, Farnia e Betulla.

www.insubriparksturismo.eu

                                                                                                               

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