lunedì, Ottobre 19, 2026

Perdere il naso ma non la dignità. Il film di Andrey Khrzhanovskiy

E’ un film complesso,  e per nulla facile, quello di Andrey Khrzhanovskiy, intitolato Il naso o la cospirazione degli anticonformisti, anche se costruito come un lavoro di animazione, inframezzato da filmati d’epoca, foto, collage, ecc.

Ricco di citazioni di scrittori, come Gogol, Bulgakov, Mejerchol’d e musicisti come Šostakovič, con richiami, allusioni a film, scene teatrali, balletti, la storia ruota attorno al famoso racconto “Il naso”  di Nikolaj Gogol. Che tra l’altro, ricordiamolo, era originario dell’Ucraina.

E’ la storia di una persona che perde il naso e ciò gli crea problemi nelle relazioni con gli altri, mentre si accorge che il suo naso va in giro per la città credendosi un consigliere di Stato. Dopo vari tentativi, riesce però a rientrarne in possesso.

Una storia dell’assurdo che prende in giro la società russa all’epoca zarista e la insensata burocrazia sulla quale si regge e mette alla berlina anche quella sovietica e lo stalinismo alla prese con l’idea di mantenere l’arte entro i canoni del messaggio rivoluzionario, intrappolandolo in una corazza estetica chiamata Realismo Socialista.

Gli artisti che non stanno al gioco e non rispettano la logica di potere sono destinati ad essere emarginati. Bulgakov morì povero, dimenticato dai suoi contemporanei e Mejerchol’d finì addirittura giustiziato con l’accusa di spionaggio.

Il film, distribuito da Double Line in collaborazione con Lo Scrittoio, ha ricevuto il Premio della Giuria nei due festival di cinema d’animazione d’Europa, Annecy e Zagabria ed è stato finalista agli EFA 2020 come Miglior film d’animazione e selezionato nella stessa categoria degli Academy Awards come titolorappresentante della Federazione Russa.

Il regista, ottantaduenne, con la sua opera ha voluto, come dice lui stesso, “ribadire il ruolo delicato e centrale della cultura. La messa in scena dell’utopia di un’arte rivoluzionaria da mettere a servizio di un popolo rivoluzionario, scacciata via dalla “cospirazione” del Potere centrale verso gli intellettuali”.

“Il naso” è anche un lavoro che parla della follia umana, e della reazione delle persone alle sue manifestazioni, anche se lascia aperto lo spiraglio della possibile riabilitazione.

Ma il film è soprattutto un viaggio nel tempo, un’operazione postmoderna che, grazie a un lavoro di provocazioni animate e filmate in diversi stili, celebra quegli artisti “anticonformisti” che non si piegarono alle imposizioni culturali del regime di Stalin.

Il finale con gli aerei sui quali campeggiano i nomi degli artisti dissidenti che volano alti è suggestivo ed esalta le persone che sono state in anticipo sui tempi e non hanno avuto paura di portare avanti le loro idee e le loro creazioni anche andando controcorrente e a rischio della vita. Un bell’insegnamento, valido ancora oggi.

Nei cinema dal 5 maggio.

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