17 Giugno 2021

Mino Ceretti alla Permanente dal 4 giugno

Nato nel 1930, Mino Ceretti è un artista che ha attraversato il Novecento fino ad oggi, con un percorso che ha mantenuto nel tempo la propria forza e credibilità. Nella sua ricerca dei valori costitutivi dell’atto pittorico, si collocano i problemi di frammentazione, disgregazione e riaggregazione dell’immagine. Cerretti ha anche pubblicato alcuni appunti autobiografici relativi agli anni 50 e, nel maggio 2009, il libro “Il caso di vivere. Appunti”.

La Mostra propone diverse opere che a partire dagli anni Sessanta ad oggi hanno caratterizzato la sua evoluzione artistica, senza peraltro soffermarsi su quel periodo controverso definito di “Realismo esistenziale”.

Ritratto Mancato, 1971, olio su tela

Qual è il compito del lavoro dell’artista secondo Ceretti? Sgombrato il campo da proposte ideologiche o politiche, la pittura diventa per lui uno strumento che non dà soluzioni o risposte certe, il suo solo compito è quello di alludere, di sollecitare percezioni così come spesso le raccolgono i nostri sensi, spezzettate, frantumate, quasi pezzi di un puzzle senza senso o riflessi irregolari di uno specchio rotto.

Giornali, natura, quadro cubista (Omaggio a Juan Gris) 1974, olio su tela

Ma questa è la realtà per come noi la vediamo, ambigua, incerta. A questa visione sembra che ci siamo abituati, non ci fa più impressione. La modernità del lavoro di Ceretti sta proprio in queste considerazioni.

Le nuove tecnologie digitali ci bombardano continuamente con immagini che non riusciamo ad afferrare se non in modo subliminale, assorbendole ne diventiamo succubi, ci confondiamo in esse, non riconosciamo più la realtà. La pittura ci ricorda quello che sta avvenendo dentro di noi, è capace di farci capire come anche il nostro “io” subisca le stesse irrazionali frantumazioni.

Questo è il motivo per cui, nella nostra esperienza quotidiana del mondo l’esistenza ci sfugge, viene occultata. Ma l’esistenza è dappertutto anche se non si incontra mai nella sua interezza, sfugge ad ogni rivelazione. Si eclissa in modo permanente e la si può rintracciare solo in frammenti da ricostruire faticosamente di volta in volta.

Bicchiere, bottiglia (quadro cubista), 1976 olio su tela

E Ceretti circa di assolvere a questo compito, lasciando da parte qualsiasi facile spiegazione ma facendoci riflettere sul senso dell’operazione che fa, come in un’opera di pacificazione che peraltro non vuole sopirne i conflitti.

La Mostra intitolata “La centralità della pittura”, è a cura di Simona Bertolena. Apertura mostra: 04 giugno – 25 luglio 2021. Orari: lunedì – venerdì 10-19; sabato – domenica 11-19 sede: Museo della Permanente, via Filippo Turati 34, 20121 Milano sito: www.lapermanente.it Ingresso libero

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