In inglese si chiama “lower face rejuvenation”. E’ il ringiovanimento del terzo inferiore del viso, un trattamento che ridefinisce i volumi e le proporzioni di questa zona allo scopo di ripristinare un corretto ovale del volto e donargli un aspetto fresco e giovane.
Il “terzo inferiore”: dove tutto sembra “cadere”
E’ l’area del viso che si estende dal naso in giù: è una delle zone che più risentono dell’invecchiamento. Il riassorbimento osseo, l’assottigliamento muscolare e la riduzione dell’adipe sottocutaneo, sono più marcate. Il risultato? Una pelle “cadente”. Quando l’epidermide perde tonicità e scivola gradualmente verso il basso, è proprio a livello del terzo inferiore (fondamentale per l’armonia del volto sia nell’uomo che nella donna) che si manifestano i cambiamenti più evidenti. La lassità cutanea e la perdita di elasticità portano alla comparsa delle “rughe della marionetta” che si formano verticalmente tra il naso e le labbra e ricordano un po’ quel sorriso malinconico dei burattini intristendo l’espressione.
Piccoli cambiamenti, grandi equilibri
Inoltre la lassità cutanea porta – sempre in questa area – al “codice a barre” (zona al di sopra del labbro superiore), a creste di gallo (escrescenze), ad una perdita della definizione del profilo mandibolare, a labbra rimpicciolite, nonché alla formazione di rugosità su collo e décolleté e anche alla formazione del “doppio mento”. Questi inestetismi non sono semplici da trattare, ma negli ultimi anni la Medicina Estetica ha messo a punto tecniche sempre più innovative e sempre meno invasive. Inoltre non va dimenticato che piccoli cambiamenti in questa zona possono modificare in modo significativo l’espressione del volto.
Armonizzare senza stravolgere: naturalezza e risultati armoniosi

Approfondiamo questo argomento avvalendoci della consulenza del Dottor Dario Tartaglini, Direttore Sanitario di BETAR MEDICAL. In questo Centro di Medicina Estetica di Milano, un’equipe di professionisti è a disposizione dei pazienti per suggerire come contrastare i “segni del tempo” con risultati visibili e duraturi.
Sottolinea il clinico: “E’ determinante prima di tutto la prevenzione. La Medicina Estetica aiuta ad attenuare o eliminare i segni dell’invecchiamento, ma bisogna cercare il più possibile di mantenere una buona base di partenza. Per questo è bene prendersi cura della propria pelle: più si riesce a mantenere una buona qualità del tessuto e più si otterranno buoni risultati con trattamenti estetici non invasivi o mini invasivi. L’importanza dell’estetica facciale va oltre il semplice aspetto. Il viso è una parte fondamentale della nostra identità ed è la prima cosa che gli altri notano spesso nell’arco della giornata. I cambiamenti nella struttura facciale, in particolare la formazione di rilassamenti cutanei, possono influenzare l’autostima e la fiducia in se stessi. Con un trattamento mirato al terzo inferiore del viso è possibile ridefinire i profili, migliorare la simmetria e donare al viso un aspetto più armonioso e proporzionato. Il risultato è naturale, elegante e perfettamente integrato con il resto del volto.
Dottor Dario Tartaglini, come cambiano le caratteristiche del viso nel tempo?
L’invecchiamento cronologico e il fotoaging (situazione dovuta alle radiazioni UVA e UVB dei raggi solari), cambiano nel tempo le caratteristiche del viso. Quando la pelle è giovane, tonica ed elastica il viso ha una forma a triangolo rovesciato. Definito proprio il “triangolo della giovinezza”. Le caratteristiche di un viso giovane sono pelle tonica ed elastica, texture liscia ed omogenea, zigomi sodi e alti, sguardo aperto e luminoso, linea mandibolare e mentoniera perfettamente definite. Quando la pelle invecchia, il triangolo rovesciato diventa un triangolo dritto, quindi la base si allarga: gli zigomi perdono tonicità e scivolano verso il basso insieme al resto del tessuto per effetto della forza di gravità. Le linee del volto perdono definizione e la parte del terzo inferiore è quella maggiormente interessata.
Che cos’è l’armonizzazione facciale?
Premesso che il viso va sempre analizzato nella sua interezza, l’armonizzazione facciale punta a migliorare l’aspetto del volto nel suo insieme, senza stravolgerlo, ma intervenendo su una singola area, senza considerare il resto del volto. L’approccio medico-estetico ho lo scopo di migliorare l’aspetto del viso nel rispetto delle proporzioni naturali, dell’anatomia individuale e dell’espressività personale. Non si tratta di “aggiungere volume” in modo indiscriminato, ma di ripristinare equilibrio e sostegno là dove il tempo ha modificato le strutture del volto. A differenza dei trattamenti tradizionali, mirati su singole zone (labbra, zigomi o solchi), l’armonizzazione facciale parte da una valutazione globale del viso. Il medico analizza il volto suddividendolo in tre aree principali – terzo superiore, medio e inferiore – osservando come queste interagiscono tra loro e come i cambiamenti di una zona influenzino le altre.

Qual è il “plus” di questo approccio estetico?
La personalizzazione. Ogni viso invecchia in modo diverso: ciò che è indicato per una persona può non esserlo per un’altra. L’obiettivo non è raggiungere un modello estetico standardizzato, ma valorizzare i tratti individuali, mantenendo il volto riconoscibile e naturale. È per questo motivo che l’armonizzazione facciale viene considerta un metodo che unisce conoscenza anatomica, visione d’insieme e sensibilità estetica. I risultati che non “si vedono” come trattamento, ma si percepiscono come benessere e freschezza del volto.
Quali sono i miglioramenti Estetici che si ottengono con il “lower face rejuvenation”?
Il principale beneficio è il miglioramento della linea mandibolare. Sollevando e rassodando la pelle cadente intorno ai rilassamenti cutanei, il filler ripristina la linea della mandibola che apparirà più definita e giovane. Il trattamento riduce l’aspetto della pelle cadente intorno alla bocca e al mento, portando a un profilo facciale più liscio e compatto. Correggendo i rilassamenti cutanei, la procedura contribuisce a una struttura facciale più bilanciata e armoniosa, migliorando l’estetica complessiva del viso. Inoltre, il filler aiuta anche a ridurre l’aspetto di rughe e linee sottili nella parte inferiore del volto, contribuendo a un aspetto ringiovanito.
Ringiovanimento del terzo inferiore
L’idrossiapatite di calcio – che fornisce uno stimolo meccanico ai fibroblasti a produrre nuove molecole di collagene – è particolarmente efficace sul terzo inferiore del volto in quanto aiuta ad armonizzare l’ovale del viso, ripristinare i volumi di zigomi, guance e tempie, distendere le rughe naso-labiali e della marionetta, ridefinire la linea mandibolare e caratterizzare il mento. Questa molecola, biocompatibile e riassorbibile da parte dell’organismo, è naturalmente presente anche nelle ossa e nei denti.

Aggiunge in merito il Dottor Tartaglini: l’idrossiapatite di calcio è adatta soprattutto in visi che hanno una forma ovale perché non è igroscopica per cui mancando il richiamo d’acqua, il volto non viene appesantito. Inoltre grazie alla neocollagenesi (processo biologico di produzione di nuovo collagene da parte dei fibroblasti) che si verifica nei 21/28 giorni successivi all’infiltrazione, il viso avrà un effetto più liftato.
Oltre all’idrossiapatite di calcio e ai filler a base di acido ialuronico, a quali altre procedure si può ricorrere per ringiovanire il terzo inferiore?
Va ricordato che i Filler a base di Acido Ialuronico sonoutilizzati per volumizzare il mento, definire l’angolo mandibolare e riempire le rughe della marionetta o i solchi nasogenieni. A giudizio del medico estetico, i trattamenti filler si possono praticare anche in combinazione sinergica (acido ialuronico e idrossiapatite di calcio e/o anche in associazione con l’impiego della tossina botulinica). Il Lipofilling invece utilizza il proprio grasso corporeo per aumentare i volumi e dare tonicità, migliorando la luminosità della pelle. Il trasferimento di grasso sul viso produce un notevole effetto di ringiovanimento cutaneo in quanto migliora i contorni e aiuta a donare volume al volto in particolare sulle pieghe delle labbra, la bocca, e la regione mandibolare. Questo trattamento offre un rimodellamento del terzo inferiore più duraturo e naturale rispetto a quello ottenibile con i filler di acido ialuronico.
Dottor Tartaglini, quali sono le sue conclusioni su questo tema di grande impatto?
Uno dei benefici più significativi della “lower face rejuvenation” è l’aumento della fiducia in se stessi che deriva da un miglioramento dell’aspetto. Un “look” più giovane e fresco può avere un impatto positivo sulle interazioni sociali portando ad una maggiore fiducia sia in ambito personale che professionale. Inoltre i cambiamenti positivi ottenuti possono incoraggiare le persone a impegnarsi in scelte di vita più sane, come mantenere una buona routine di cura della pelle e adottare una dieta equilibrata e un esercizio fisico regolare. È comunque importante discuterne con il proprio medico estetico: solo lui, conoscendo il paziente, può consigliare il trattamento “ad hoc” in base alle esigenze, alla struttura facciale e agli obiettivi “estetici” che si vogliono raggiungere garantendo un approccio sicuro ed efficace al ringiovanimento facciale.
Info: Dottor Dario Tartaglini – Direttore Sanitario BETAR MEDICAL – Studio Polispecialistico di Medicina e Chirurgia – Via Melzi D’Eril, 26 – 20154 MILANO – Tel. 02/36684785/6 – info@betarmedical.it

