mercoledì, Aprile 17, 2024
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Maria Adelaide Aglietta, una borghese radicale

Nasce a Torino nel 1940, frequenta il liceo classico e, poco dopo, si sposa con un dirigente aziendale, Marco Rocca, da quale avrà due figlie. Ma il suo vero è indiscutibile amore è rappresentato dalla politica.

Infatti, la sua voglia di impegnarsi anche a livello sociale è talmente pronunciata che la spingerà presto a lasciare la sua bella casa sulle colline torinesi per abbracciare concretamente, nel 1974, l’idea radicale.

Conosce Giovanni Negri, il futuro segretario del partito radicale (anni Ottanta) e successivamente parlamentare europeo. Egli saprà, tra gli altri, convincere Adelaide nell’aderire pienamente alla vita del partito.

Ed è proprio il partito radicale, al culmine dell’ondata femminista, a puntare decisamente sulle donne nel corso del 1976. Lei viene eletta con un significativo numero di voti nelle liste elettorali, ma la crisi matrimoniale con Marco Rocca è ormai alle porte, tanto da incidere traumaticamente su Adelaide, con l’inevitabile separazione avvenuta più tardi.

Ma a questo proposito vi e’ da riferire una nota curiosa. Quasi in contrapposizione al partito che ha provocato la fine del suo matrimonio, diventa incredibilmente attivo sostenitore dei radicali. In ogni caso, sempre nel 1976, la Aglietta diventa la prima donna italiana ad essere eletta segretaria nazionale, per la verità in un periodo molto cupo per la vita italiana, culminato con il rapimento dell’onorevole Moro.

Lei si impegna in alcune importanti battaglie politiche, tra cui il miglioramento della vivibilità in carcere, la riforma carceraria (che le costerà settanta giorni di digiuno), il finanziamento pubblico ai partiti. Sarà anche giurata popolare al primo processo contro le Brigate rosse e, a seguito di questa nomina, riceverà minacce di morte.

Nel 1978, durante il processo ai capi storici delle BR, tra cui Renato Curcio, si vivono momenti di paura, ma il coraggio di Adelaide, in tali giorni di pericolo, è veramente di ferro e rinuncerà alla scorta, dimostrando una grande fermezza.

Le elezioni del 1979 evidenziano un successo per i radicali, i quali riescono a ottenere diciotto deputati e conducono la Aglietta in parlamento. Qui si occuperà fattivamente di giustizia e si impegnerà a fondo in occasione del referendum per la responsabilità civile dei magistrati.

Susseguentemente si verifica una dispersione del partito radicale perché inserito in più liste elettorali, scelta da lei non condivisa. Infatti, nel 1988, si unisce ai Verdi Arcobaleno e poi diventa parlamentare europeo, mentre il suo ex partito si va decisamente sgretolando.


Scrive di lei Giovanni Negri: “Adelaide è rimasta se stessa malgrado il suo trasferimento nei Verdi, dove ha continuato le antiche battaglie, sempre con grande nostalgia del tempo che fu”. L’ultima sua “guerra” è quella combattuta contro il tumore che la vedrà purtroppo soccombere, ma sempre con coraggio, nel maggio 2000 a soli sessant’anni.

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