30 Giugno 2022

Margherita Hack, la ferrea astrofisica

L’astronoma nasce a Firenze nel 1922, frequenta il liceo classico e si laurea in fisica nel 1945. In gioventù non è stata soltanto studiosa e divoratrice di libri, ma anche giocatrice, con un certo successo, di pallacanestro e appassionata di atletica leggera.

In un suo libro autobiografico, “L’amica delle stelle”, rivela tutto il suo amore per l’astrofisica e pure per l’astronomia, diventando direttrice di quest’ultimo Dipartimento, per parecchi anni, presso l’Università di Trieste.

Viaggia spesso all’estero affiancata quasi sempre dal marito, il letterato Aldo De Rosa. Margherita, che in vita sua non ha mai smesso di studiare e di applicarsi, dichiara che, nel corso di sue conferenze o impegni professionali, è stato di grande aiuto il sostegno morale e l’affetto dei suoi familiari.

Scriverà tra l’altro: “Ho avuto una vita molto fortunata, sia grazie ai miei genitori sia grazie al mio compagno. Mi hanno aiutato nel lavoro e mi sono stati vicino in ogni difficoltà…”.

Tutte le sue attività, insegnamento compreso, sono state eseguite con grande entusiasmo ed energia, sostenuta pure, va detto, da una salute che è sempre stata di ferro. In particolare, i numerosi dispendi d’energia prodotti nel settore astronomico, sono riusciti ad elevarla tra gli scienziati più in vista sul piano internazionale.

Ha effettuato approfondimenti relativi alle atmosfere delle stelle e ha contribuito allo studio della speciale classificazione spettrale delle stesse. E che dire delle sue indagini sulle stelle di tipo “Be”, osservate per la prima volta a metà Ottocento da Angelo Secchi ? Le sono stati rivolti numerosi riconoscimenti per la brillantezza dei risultati raggiunti, che sarebbe troppo lungo elencare.

Margherita Hack ha pubblicato numerosi articoli su diverse riviste e nel 1978 ha fondato il periodico bimensile “L’astronomia” (30.000 copie) attirando l’attenzione di molti lettori. Membro dell’Accademia dei Lincei e della Royal Astronomical Society, va menzionato il premio dedicatole dalla presidenza del Consiglio nonché il titolo di Cavaliere di Gran Croce.

Le va riconosciuto che, oltre alla grandissima intelligenza, ispirava nei suoi atteggiamenti una tenera simpatia, amplificata dalla sua facilità nel comunicare anche con le persone più semplici.

Ricoverata in ospedale per problemi cardiaci, ci lascia a 91 anni nel giugno del 2013.

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