lunedì, Aprile 22, 2024
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Maggio 1796: Napoleone entra in Milano (prima parte)

Dopo aver varcato le Alpi, Napoleone sconfigge gli austriaci a Montenotte a soli 13 chilometri da Savona, li batte nuovamente a Dego e a Millesimo (sempre in provincia di Savona) e infine li “straccia”, è il caso di dirlo, a Lodi (17500 francesi contro un nemico di appena 9500 uomini).

A maggio entra in Milano come liberatore, cosi diverse persone lo definiscono, e alcuni autorevoli filosofi come il Verri e il Beccaria, flirtano con le nuove idee che Parigi diffonde, senza dimenticare il Parini, che potremmo battezzare poeta d’avanguardia.

La dice poi lunga il fatto che, terminata la battaglia di Lodi, una delegazione milanese si reca in questa località per consegnare a Napoleone le chiavi della città ambrosiana. Tra coloro che gli porgono il benvenuto c’è Gian Galeazzo Serbelloni, il quale mette a sua disposizione l’imponente palazzo Serbelloni di corso Venezia.

Guarda caso, dopo le consultazioni, necessarie per varare la nuova municipalità, il Serbelloni viene nominato presidente. E una parte dell’aristocrazia milanese si spoglia di certe “divise” per indossare vestiti alla giacobina…

Anche la piazza non lesina applausi a Napoleone, salvo poi rimanere di stucco, o quasi, quando il “liberatore” impone contributi straordinari di guerra, requisisce armi e generi di lusso, concedendosi poi la facoltà di spogliare certe chiese di opere d’arte di spicco.

Il Lazzaretto viene ristrutturato per essere destinato ad alloggiamenti militari e viene imposto un nuovo nome: Campo di Marte. Non solo. Porta Orientale viene ribattezzata porta Riconoscenza, la via dei Tre Re, colpevole di evocare la monarchia, viene tramutata in via Tre Alberghi, mentre, più avanti, porta Ticinese sarà denominata porta Marengo per rinverdire gli allori della battaglia vinta.

Dopo un anno dalla presenza dei francesi a Milano, ecco nascere la Repubblica Cisalpina con un governo collegiale analogo al Direttorio francese. Citiamo tuttavia, quasi a sorpresa, una novità: mentre Napoleone e’ impegnato nella campagna d’Egitto, gli austriaci riescono ad impadronirsi di Milano, anche se per poco più di un anno.

Napoleone, diventato Primo Console, rientra a Milano ai primi di giugno del 1800 e una settimana più tardi sistema definitivamente l’Austria dopo averla sconfitta a Marengo. Dopo circa due anni, Milano diventa capitale della neonata Repubblica Italiana. Si nota entusiasmo per le vie della città, ma ecco il primo screzio.

Quasi tutti speravano che Francesco Melzi d’Eril, politicamente illuminato, potesse assumere la carica di presidente, ma Napoleone non accetta la nomina e lo inserisce solo come vice-presidente. Milano mugugna, ma non vuole mostrare il proprio malcontento. Anzi, viene donato al Primo Console lo splendido palazzo Belgioioso.

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