28 Settembre 2022

Luciana Viviani, femminista politica combattiva

Nasce a Napoli nel 1917, terza di quattro figli, ma è nel Nord che la sua visione politica si plasma e si forma nettamente. Si laurea in lingue straniere nel 1940 e si rende conto che il fascismo deve essere combattuto con fermezza e pieno raziocinio.

Infatti, nel ’43 abbraccia con convinzione i valori della Resistenza, valori che le consentono di ottenere una croce al merito di guerra, ma già quando frequenta i GUF (Giovani universitari fascisti) si rende conto che la politica italiana deve assumere ben altri contorni, lasciando in un angolo l’ormai fallita rivoluzione mussoliniana.

Si sposa nel ’41 con Riccardo Longone che le darà presto un figlio e con lui prosegue ad assaporare i sentimenti di quella nuova convinzione politica che sente già pulsare nel Paese. Terminata la guerra, entra nell’UDI come ferrea militante femminista.

Sostiene a tutto campo la parità sociale ed economica tra i sessi, si batte strenuamente affinché il sesso biologico non sia determinante nei riguardi dell’identità sociale e soprattutto rivendica pari diritti e dignità tra donne e uomini.

Scriverà a proposito dell’associazione femminile: “La storia dell’UDI è quella di una lunga marcia verso l’autonomia, un percorso esaltante anche se faticoso (…)”. In ogni caso, Luciana tende sempre a pensare in chiave positiva facendo uso della propria intelligenza in modo assolutamente equilibrato.

Mentre, in occasione di un comizio, ricorda la fine dell’impero sovietico (lei aveva già abbandonato l’URSS vent’anni prima che si sciogliesse) condanna soprattutto il suo settarismo e la mancanza di una salda ideologia proiettata verso il futuro.

In tale circostanza, alcuni la ricordano vestita di rosso (vedi foto, in bianco e nero, purtroppo), un abito che snelliva ancora di più la sua figura incorniciata da capelli assai corti, mentre si riempie di passione nel corso dell’intera durata del discorso.

Diventa deputato della Repubblica Italiana nel 1948 e prenderà posto alla Camera per quattro legislature sino al 1968. Svolgerà l’incarico di segretario della Commissione speciale per la locazione di immobili e sarà vicepresidente della Commissione affari interni della Presidenza del Consiglio.

Riassume il suo modo di essere in questa frase: “La vita ho preferito viverla con un piede dentro e uno fuori, perché si deve amare tutto, ma niente ci deve incatenare”. Ci lascia a novantacinque anni con al suo fianco Rosetta Stella, la compagna molto più giovane di lei, intellettuale e femminista.

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