domenica, Ottobre 18, 2026

DUE LEGGENDE SORTE NELLA ZONA EST DI MILANO

di Carlo Radollovich

A fianco dell’attuale viale Famagosta, si trovava nell’Ottocento una piccola località, Moncucco, da non confondersi con l’omonimo villaggio, una frazione di Brugherio, ove decollò il primo volo italiano in mongolfiera con a bordo il conte Paolo Andreani.

Il Moncucco dei Corpi Santi era per contro rappresentato da poche, modeste cascine ubicate presso la zona della Barona, attorno all’attuale piazza Maggi.

Si raccontava tra la gente del quartiere che uno spaventoso spettro si presentava di notte, nelle strade più buie, ansimando in modo più che ossessivo e facendo raggelare il sangue alle poche persone che transitavano in quei luoghi. Si dice che anche i passanti meno timorosi non riuscissero a scrollarsi di dosso questo impressionante fantasma, finché una pia donna, recitando una preghiera, il Pater Noster oppure il Gloria Patri, riusciva ad acquietarlo o addirittura farlo sparire.

Ma un’altra leggenda era nata nel XIV secolo, non molto distante da Moncucco, sotto il ducato dei Visconti, originata tuttavia da fatti realmente accaduti. Un certo Vione Squilletti, capo di una banda criminale, conosciuta sotto il nome “Compagnia di San Giorgio”, compiva in zona autentiche razzie, depredando e pure uccidendo. Fu Luchino Visconti (1287-1349) a promettere paga doppia ad alcuni suoi soldati (correva l’anno 1342), qualora fossero riusciti a catturare, vivo o morto, lo spietato Vione.

I militari viscontei, scovata la banda, si batterono con molto coraggio contro la stessa, riuscendo praticamente ad annientarla. E anche Vione Squilletti venne finalmente ucciso nei pressi di una roggia.

Il rientro vittorioso dei soldati fu accolto in città con particolare giubilo, mentre le campane suonavano a distesa. Molti milanesi erano stati liberati dalle numerose disgrazie provocate dalla banda.

Si narra che un oste, decisamente avveduto, decise di aprire un’osteria nel luogo ove Vione fu colpito da una spada viscontea e issò davanti al locale la seguente scritta: “Qui morì Vione”. E da quel cartello, secondo la leggenda, nacque il nome del quartiere (Morivione), ancora oggi in vita tra le vie Boeri, Bazzi e Verro.

Traendo spunto dall’episodio descritto, diversi milanesi, per festeggiare il giorno di San Giorgio, si recavano in passato in zona Morivione per gustare tra l’altro la “panerada”, una sorta di delizioso dessert, ove il “pan mein” (pane dolce, cotto con farina di miglio) veniva intinto nella crema, per poi essere accompagnato dall’immancabile bicchiere di vino lombardo.

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