martedì, Aprile 23, 2024
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Le novità del primo Novecento

All’inizio del XX secolo, Milano possiede una popolazione attorno ai 495mila abitanti e le previsioni più vicine alla realtà dicono che il milione di cittadini sia quasi vicino. Merito delle industrie che diventano parecchie e del conseguente numero di operai e di impiegati che avvertono la necessità di trovare casa accanto ai posti di lavoro.

Circolano in città duecento vetture tranviarie completamente elettrificate e la loro distribuzione mette in risalto la scomoda monocentricita’ di Milano. Infatti, tratti della circonvallazione a parte, tutto si irradia da piazza Duomo con un rumoroso carosello di vetture. Ma ecco confermato un altro disagio: la cinta daziaria dentro e fuori le mura spagnole.

Infatti, malgrado l’espandersi della metropoli, tale cinta continua ad essere collocata lungo le mura e si pretende il pagamento, dentro e fuori, di un dazio anche per generi di prima necessità. Ma va altresì sottolineato che i dazi costituiscono un vero “ben di Dio” per le casse comunali e la loro sostituzione si presenta assai problematica. E solo nel 1908 si opterà per la nota Tassa di Famiglia, proporzionale al reddito percepito.

Si desiderano inoltre alloggi popolari, con affitti a portata di portafogli, facendo appello al piano regolatore affinché la nascita dei nuovi quartieri avvenga nel modo più rapido. Si presta a questo scopo la “Società edificatrice di case per operai con bagni e lavatoi pubblici”.

I risultati soddisfacenti si fanno attendere, ma questa società non frena e prosegue la sua opera, tanto che sorgerà, seppure in ritardo, il primo quartiere popolare moderno tra le vie Moscova, Montebello e San Fermo. Un contributo ancora più valido sarà dato dalla Società Umanitaria, che nel 1906 inaugura il suo primo quartiere in via Solari, al quale farà seguito quello tra viale Lombardia e via Porpora.

Aggiungiamo che il Comune di Milano, nel frattempo, non resta a guardare, e fonda “L’Istituto per le Case Popolari” e mette, a disposizione dei cittadini, appartamenti sia contro pagamento di affitti moderati sia a riscatto. Infatti, ecco sorgere nel primo decennio del secolo i quartieri di via Ripamonti, via Mac Mahon, via Coni Zugna, porta Vittoria e successivamente altri.

Sorge contemporaneamente l’idea di realizzare villaggi-giardino, con parti di verde attorno, ovvero casette unifamiliari oppure bifamiliari. Ecco ad esempio la realizzazione del villaggio dei Giornalisti, di Milanino, collegato con la città per mezzo di una tranvia, il villaggio La Postelegrafonica, il villaggio Pirelli.

Si svilupperanno poi altri modelli di case operaie, con diversi cortili, molte scale, lavanderie, con requisiti essenziali tra cui, fra l’altro, la creazione di servizi igienici all’interno dei singoli appartamenti. Insomma, Milano si sta lanciando a livello edilizio, non trascurando quartieri borghesi che verranno in seguito costruiti a porta Genova, a porta Magenta, e a porta Vittoria.

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