Lo scontro Sinner – Shelton poteva essere risolutivo. E così è stato. Ma le preoccupazioni per l’atleta italiano erano all’inizio della partita quasi evidenti: come avrebbe reagito il suo gomito uscito malconcio dopo il match con Dimitrov ?
Lui era sicuro di poter giocare contro lo statunitense, ma il pubblico di fede italiana osservava quasi con sgomento, ancora prima che afferrasse la racchetta, quell’ampia fasciatura sul braccio destro che, almeno sulla carta, non prometteva nulla di buono. Però’ l’altoatesino, sin dalle prime battute, mette in buona mostra non soltanto la potenza dei tiri, ma anche la snellezza di gioco.
Certo, Shelton lo sta marcando stretto con fucilate sulla prima di servizio che superano anche i 230 km orari. Ma le pronte risposte di Sinner non si fanno attendere: decine di punti, realizzati con la prima, dicono chiaramente che il nostro azzurro sta tenendo un ritmo eccezionale. E in effetti tiene in mano il gioco sin dall’inizio, disinnescando la magia di Shelton che conquista la bellezza di quattordici ace.
Sinner emerge assai bene mentre l’avversario sprofonda commettendo errori anche banali. All’inizio del secondo set, il pubblico che tifa per il nostro atleta si raggela perché “pel di carota” continua a toccarsi il braccio, lanciando occhiate significative al proprio angolo. Ma la mala suerte viene presto allontanata e la vittoria del set (6 – 4) e’ a portata di mano, anzi di racchetta.
Nel terzo set, la pratica con l’americano viene praticamente archiviata con grande sollievo anche da parte nostra, incollata davanti ai televisori. Una vittoria che registra il meraviglioso recupero del nostro Sinner, anche se l’incubo Djokovic già si intravvede all’orizzonte. Questo è un giocatore che, a trentotto anni, sembra andare a caccia del 25.mo titolo slam e non vuole cedere il passo a nessuno. In ogni caso, sapremo domani, in occasione della semifinale, chi verrà premiato dalla legge del più forte.

