29 Novembre 2021

La scrittrice milanese Brunella Gasperini

Nasce nella nostra città nel dicembre del 1918. Frequenta le scuole medie e il liceo con ottimo profitto, dopodiché si laurea in lettere classiche e si sposa con Adelmo Gasperini.

Trascorsa una breve parentesi come insegnante, inizia a collaborare con il Corriere della Sera per poi approdare su diversi periodici della Rizzoli. Inizia su “Novella” con una sua rubrica per poi giungere ad “Annabella”. Qui decide di condannare, con una certa durezza, qualsiasi forma di fragile apparenza per dare spazio ai contenuti.

Rifugge infatti dal sottolineare qualsiasi forma esteriore dei modelli femminili per offrire un varco a ciò che lei definisce “autenticità interiori”. E in effetti, con un suo modo particolarmente sincero e aperto, affronterà temi scottanti come l’aborto, il divorzio e la famiglia.

Nel suo primo romanzo “L’estate dei bisbigli” scrive tra l’altro: “E’ facile essere angeli quando se ne hanno l’aspetto e la voce, occhi azzurri e un dolce sorriso”. Per contro, le ragazze dipinte da Brunella sono tutte misteriose, quasi sinistre, generalmente spinose, anticonformiste e di origini incerte.

Lei mette pure in discussione l’ampio mondo dei genitori, la ricca borghesia e i valori conseguenziali, mettendo in evidenza al tempo stesso parecchi elementi autobiografici. Citiamo ad esempio “Cronache di un marito”, “Cronache di una moglie”, “Noi e loro”.

Particolarmente curiosa risulta la figura della madre nel libro “Siamo in famiglia”. Ecco come la descrive: “Raggomitolata sul divano nel suo mare di lettere sparse, coi cani ai piedi, i gatti in grembo (…) ha l’aria di essere sordomuta, come sempre quando lavora o fa finta”.

Permane in ogni caso una perplessità su Brunella Gasperini, in particolare su questo suo esternare pubblicamente numerosi episodi appartenenti alla sua vita, come si ritiene, e ci si chiede: quanto esiste di utopico in questi suoi personalissimi racconti ? E se avesse descritto tanti stati d’ansia e fatti riguardanti la famiglia solo per trarne conforto oppure una sorta di alleggerimento/beneficio di ritorno ?

Una sofferenza interiore potrebbe essere notata di riflesso ripensando a certi suoi stati fisici dolorosi a seguito di un’ulcera allo stomaco che la perseguitava da anni. Il disturbo si aggravò a tal punto da farla morire, a soli sessantuno anni, nella città che tanto aveva amato.

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