domenica, Aprile 21, 2024
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“La Politica è Servizio”: l’intervista a Giulio Gallera

Giulio Gallera, classe ’69, avvocato, nato e cresciuto a Milano.

Una carriera da avvocato e una politica che si affiancano e vengono portate avanti con interesse e passione. 

Nello specifico l’interesse politico matura già in giovane età e col tempo gli permette di raggiunge ruoli di spicco: nel 1997 diventa Consigliere Comunale del Comune di Milano (venendo rieletto per diversi mandati), nel 2012 Consigliere Regionale per la Lombardia. 

Nel 2016 diventa Assessore regionale del Welfare ed è proprio durante questo incarico che si trova a gestire l’emergenza Covid. 

“Il 20 febbraio del 2020 siamo stati travolti dall’emergenza Covid. Io dalla plancia di comando ho guidato il sistema sanitario lombardo nella resistenza alla pandemia. Abbiamo dovuto combattere a mani nude contro un nemico invisibile del quale nessuno ci aveva fornito indicazioni. In quei momenti drammatici era necessario assumere rapidamente tutte le decisioni necessarie per curare al meglio i nostri concittadini malati e cercare di trasmettere alle persone fiducia e coraggio. Porterò sempre con me i volti e gli sguardi di tutti i coloro che si sono impegnati senza sosta nella lotta al Covid, senza mai perdersi d’animo, superando i momenti più difficili.”

Mesi complessi e imprevedibili durante i quali purtroppo non sono mancante le controversie.

“Porterò sempre con me anche tanta amarezza per gli attacchi ingiustificati, strumentali e indecorosi che a livello politico e mediatico sono stati rivolti contro la mia persona, il presidente Fontana e Regione Lombardia. I dati scientifici elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità del Ministero della Salute e da Istat hanno evidenziato che la nostra Regione ha saputo curare meglio e salvare molte più vite rispetto ad altre Regioni.”

Diventato in seguito Presidente della Commissione Programmazione e Bilancio, si è occupato di sostegno alle famiglie e a tutte quelle attività entrate in difficoltà a seguito dell’emergenza pandemica e della crisi. 

Ed è proprio dalla voglia di continuare ad essere a fianco delle persone per affrontare nuove sfide che arriva l’idea di ricandidarsi. 

“Per amministrare una Regione complessa come la Lombardia, che vanta indicatori di uno Stato, bisogna avere visione strategica e capacità di essere concreti. Immagino una Lombardia ancora più connessa, con investimenti per infrastrutture stradali, ferroviarie e digitali; più attrattiva, per continuare ad essere la locomotiva del Paese, attrarre investimenti internazionali, valorizzare il patrimonio paesaggistico e culturale; sempre più “green” in cui la transizione ecologica si coniughi con lo sviluppo del sistema produttivo; vicina ai più fragili, rafforzando il modello di sanità territoriale attraverso la Telemedicina e gli infermieri di famiglia, potenziando la sanità ospedaliera con investimenti sulle nuove tecnologie e sul capitale umano.”

Altro importante tema messo in evidenza è quello relativo alla realtà condominiale. Sicuramente negli ultimi mesi il superbonus è stato al centro di tante controversie: troppe le difficoltà riscontrate a causa dell’aumenti dei materiali, delle complessità burocratiche e di una normativa poco chiara.

“Credo che, anche in questo settore, sia indispensabile investire in una seria semplificazione burocratica e sulla digitalizzazione dei procedimenti. Il rapporto fra cittadini, professionisti e Pubblica Amministrazione deve evolvere verso una “leale collaborazione”. In tema di superbonus, i problemi maggiori si sono evidenziati nelle procedure di attuazione di questa misura certamente importante e innovativa. Procedure farraginose, spesso incomprensibili e soggette a repentine modifiche normative che hanno penalizzato gli imprenditori, gli amministratori condominiali e, di conseguenza, i cittadini. Ritengo indispensabile per il futuro ripensare i bonus sull’edilizia – che possono garantire l’efficientamento energetico degli edifici come auspica l’UE, una stabilità economica all’intero settore con positive ricadute occupazionali – attraverso una programmazione a medio-lungo termine, utilizzando al meglio le risorse europee, con procedure semplificate ma controlli rigorosi, investendo sulla formazione delle figure professionali coinvolte a diverso titolo nelle fasi esecutive dei procedimenti.”

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