28 Settembre 2021

Incontinenza. Rivedere il sistema partendo dai bisogni delle persone

In occasione della Giornata Nazionale per la Prevenzione e la Cura dell’Incontinenza le associazioni di pazienti chiedono ai decisori di rinnovare i processi di acquisto puntando su formazione, innovazione e mappatura dei reali bisogni dei pazienti.

L’acquisto di presidi medici non è soltanto la messa a punto di una gara, la pubblicazione e l’esito, bensì un insieme di elementi che concorrono a rendere questo strumento quanto più vicino all’equilibrio tra costi, benefici e bisogni in sanità. La pandemia ha rivelato molti dei limiti dell’attuale sistema, ma può essere anche l’occasione da non perdere per rigenerare un sistema che deve essere orientato più al raggiungimento del benessere della persona che essere esclusiva funzione delle logiche legate al prezzo.

Ne hanno parlato FAIS odv Federazione delle Associazioni di Incontinenti e Stomizzati e Senior Italia FederAnziani, chiedendo una svolta significativa nella gestione dell’Incontinenza, che veda le associazioni di pazienti protagoniste, in prima linea nei luoghi dove vengono prese le decisioni, nell’ambito del webinar “Procurement in sanità la svolta attesa negli acquisti di presidi. Il ruolo delle associazioni” svoltosi in occasione della Giornata Nazionale per la Prevenzione e la Cura dell’Incontinenza. L’incontro ha messo a confronto gli stakeholder con l’obiettivo di stimolare un dibattito e un cambiamento intorno al tema degli acquisti. partendo dalla necessità di rinnovare i processi di acquisto, il sistema di monitoraggio della spesa, la formazione del personale sanitario, l’innovazione dei prodotti, la mappatura dei reali bisogni delle persone, la diffusione capillare dell’assistenza territoriale.

I numeri a supporto del settore non sono marginali: il Ssn, per la sola assorbenza, eroga il 66% degli ausili con un investimento di circa 350 milioni di euro, pari al 56% della spesa totale. La spesa out of pocket, invece, è pari a più di 280 milioni di euro. Il mercato italiano della stomia, invece, è pari a circa duecento milioni di euro. I dati oggi accettati, ma non verificati, sono pochi e inadeguati per permettere una seria programmazione. I più utilizzati sono quelli provenienti dal mercato e parlano di 75.000 persone stomizzate e circa sei milioni di persone interessate, a vario livello, dall’incontinenza. Dati molto flessibili, se consideriamo che le persone interessate da questa condizione sono sia cronici che temporanei. C’è poi da aggiungere la evidente disuguaglianza di trattamento tra le singole regioni, molte delle quali non hanno ancora dato seguito a quanto previsto nei Lea con il Dpcm 12 gennaio 2017.

“La Giornata Nazionale della Prevenzione e cura dell’Incontinenza deve essere l’occasione per accendere una luce su un settore che per anni è stato poco considerato da chi si occupa di programmazione e gestione della salute pubblica. Questo ha prodotto un sistema consolidato, poco permeabile alle novità e che ha bisogno di scelte coraggiose per rinnovarsi nell’interesse delle persone che vivono l’incontinenza. Inoltre occorre modificare il DPCM 12 gennaio 2017 pubblicato il 18 marzo in Gazzetta Ufficiale – Supplemento n.15, e prevedere immediatamente delle ore gratuite di ginnastica pelvica per le puerpere al fine di ridurre il più possibile il numero di donne destinate in futuro ad essere affette da incontinenza” – dichiara Roberto Messina, presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani.

“Gli ausili per l’incontinenza, il cateterismo e la stomia sono legati intimamente alla persona, un prodotto appropriato può cambiare la qualità di vita e definire un percorso di cura meno traumatico. La responsabilità di chi acquista, quindi, non può prescindere da queste premesse perché il rischio è di concentrarsi su belle strutture di gara o procedure di acquisto, ma poco utili e non corrispondenti con le reali aspettative dei pazienti” – dichiara Pier Raffaele Spena, presidente FAIS odv Federazione delle Associazioni di Incontinenti e Stomizzati.

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