giovedì, Giugno 13, 2024
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Il 44° Congresso della Società Italiana di Medicina Estetica

La richiesta sempre maggiore di Medicina Estetica ha trasformato questa disciplina da restitutiva a trasformativa…

“Si tratta di un andamento che non va bene per tantissimi motivi, ma soprattutto perché ci rendiamo conto che l’estetica e il buon gusto iniziano a mancare negli operatori della medicina estetica. Questa mancanza di eleganza da parte degli operatori si riflette ovviamente sulla cultura del pubblico. Per questo, va riportata l’attenzione sulla medicina estetica nel giusto modo”. Questa la premessa del presidente della Società Italiana di Medicina Estetica (SIME)Emanuele Bartoletti, il quale ha spiegato che il congresso – giunto alla sua 44° e svoltosi a Roma nei giorni scorsi  – ha avuto tre punti focali. Oltre alla medicina estetica sociale, si è puntato sulla naturalezza del risultato. Inoltre, gli esperti hanno fatto il punto sulla credibilità dei social, che sono quelli che purtroppo negli ultimi anni hanno influito in maniera consistente su questa deviazione della medicina estetica.

La medicina estetica sociale. Se fatta in maniera corretta, la medicina estetica non può prescindere da un approccio diagnostico. Come tutte le discipline scientifiche. “L’approccio diagnostico della medicina estetica – spiega il presidenteBartoletti – è proprio una visita che inizia con una anamnesi tradizionale per controllare lo stato di salute generale del paziente, durante le quali non è strano riscontrare pre diabete, ipertensioneo ej altre patologie. Seguono tutta una serie di valutazioni morfo-antropometriche che vanno fatte a cominciare dalla valutazione posturale, importantissima anche anche nei soggetti giovani”. Da qui, l’esigenza della medicina estetica anche in soggetti adolescenti o giovani.

La medicina estetica preventiva.  Intercettare un’alterazione posturale in età giovane, può evitare problemi più gravi con l’andare avanti degli anni. Un’altra ipotesi è quella che permette di intercettare nelle ragazze una positività per malattie circolatorie, agli arti inferiori o la cellulite. “In questo modo, anche se ad esempio dalla cellulite non si guarisce, possiamo insegnare a chi ne soffre uno stile di vita corretto e consigliare degli integratori o anche delle terapie, perché comunque va trattata al fine di evitare che nel tempo possa dare problemi di deambulazione a causa di gambe pesanti, gonfie, che fanno male ecc.. Ma non si ferma qui la nostra visita – continua Bartoletti – Ancora, facciamo una valutazione ecografica del tessuto adiposo e una valutazione angiologica degli arti inferiori per cercare di capire, appunto, se il grasso della paziente è ammalato di pannicolopatia oppure no. E poi il check-up cutaneo che ci permette di inquadrare il paziente da questo punto di vista, cercando di capire quali sono i suoi punti deboli e i suoi punti di forza e cercare di correggere le cattive abitudini (dall’esposizione solare all’utilizzo cosmetico) che possano deteriorare la qualità della cute velocemente”. Da questo, dunque, si evince quanto la medicina estetica sia soprattutto preventiva. Il medico estetico non è uno specialista in tutto, ma indaga la fisiologia, quindi se riscontra qualcosa di deviato in questa consiglia subito al paziente di andare dallo specialista di riferimento, altrettanto per la cute. “Se c’è un sospetto di un epitelioma basocellulare, quindi un tumore della pelle, oppure un neo che non ci convince, mandiamo subito il paziente dal dermatologo per avere una conferma diagnostica”, afferma il presidente SIME. Quindi si capisce quanto la medicina estetica possa essere utile nella prevenzione delle patologie, quindi prevenzione dei tumori cutanei, prevenzione dell’invecchiamento cutaneo, prevenzione di patologie correlate e di patologie anche a livello di altri apparati. “Ecco il pieno significato e l’importanza di quella che intendiamo come medicina estetica sociale. Ma non soltanto. – spiega Emanuele Bartoletti – Questa è la medicina estetica, cioè tutto quello che non prevede un approccio di questo tipo non è medicina estetica. Labbra, zigomi e botulino in eccesso non hanno nulla a che vedere con la medicina estetica. Una volta fatta questa visita, infatti, si fa un programma di prevenzione, un programma di manutenzione e poi un programma di restituzione. Non bisogna modificare il viso dei pazienti, bisogna esclusivamente correggere alterazioni estetiche costituzionali, come per esempio asimmetrie o malformazioni, quello che non va più bene o quello che sta invecchiando in maniera eccessiva, oppure quello che sta invecchiando senza riportarlo però a trent’anni prima. Ma l’aspetto deve essere di una paziente curata, che porta bene la propria età. Ma soprattutto ricordiamoci sempre che se un intervento di medicina estetica è ben fatto, nessuno se ne deve accorgere altrimenti vuol dire che è malfatto”. 

La medicina estetica di supporto in pazienti che hanno sviluppato un trauma. Un altro aspetto importante della medicina estetica è quello di essere di supporto in pazienti che hanno avuto un trauma, oppure pazienti oncologici.“Su questo, negli ultimi anni, stiamo cercando di lavorare per sviluppare in maniera concreta un buon metodo. Tanto che abbiamo fatto dei corsi di medicina estetica in oncologia per preparare i colleghi ad affiancare il paziente oncologico nella prevenzione, oltre che nella gestione, delle complicanze della chemioradioterapia”, afferma Bartoletti che spiega come dal 2004 al Fatebenefratelli di Roma esista un servizio di medicina estetica in oncologia, che conta oggi il trattamento di oltre 500 pazienti. “Ci siamo resi conto – aggiunge – che il paziente, seguito da un punto di vista cosmetico, semplicemente con il check-up cutaneo e la prescrizione cosmetica mirata, prima e durante i cicli di chemio e radioterapia, sviluppa meno le complicanze a livello cutaneo e soprattutto riesce a finire il ciclo di terapia ed ha quindi una maggiore adesione al ciclo terapeutico e questo non è poco. Inoltre, il paziente che si sente seguito da un medico estetico sa che ha sicuramente la possibilità di tornare ad una vita sociale più normale, il più presto possibile”.

La verità della medicina estetica contro il mito dei social.  Un exploit di immagini e di notizie, di medici che mettono in atto trasformazioni che per un medico estetico sono errate, sono diventate virali sui social, educando i pazienti a una concezione errata della medicina estetica. “È ovvio che la trasformazione a cui assistiamo sui social, che tra l’altro non sono credibili per l’applicazione di filtri inesistenti e assolutamente irreali, fanno più presa. Ma un medico estetico coscienzioso non metterebbe mai in atto determinate pratiche. È per questo che come SIME, crediamo che sia necessaria un’azione importante da parte delle società scientifiche e degli ordini dei medici, affinché queste comunicazioni, che sono completamente alterate rispetto all’estetica, all’etica e alla correttezza. Al contrario andremo verso un futuro che a me personalmente preoccupa molto”, constata il presidente.

Legato a questo, l’altro tema fondamentale del Congresso è stato la naturalezza del risultato. Per questo motivo, il Congresso ha visto il coinvolgimento di una serie di opinion leader internazionali, ai quali è stato chiesto di spiegarci qual è secondo loro il concetto di look naturale, così da avere una panoramica chiara anche in varie parti del mondo.

Emanuele Bartoletti, Presidente SIME

“Quello a cui stiamo assistendo in Italia è lo stesso fenomeno accaduto dieci o quindici anni fa negli Stati Uniti, quando le attrici avevano l’aspetto stravolto da trattamenti eccessivi con acido ialuronico e tossina botulinica. La SIME vuole contrastare questo fenomeno attraverso questa comunicazione sia a livello scientifico, quindi attraverso il Congresso che è stato incentrato proprio sull’educazione, la rieducazione dei colleghi, e poi attraverso la comunicazione al pubblico”, chiarisce Bartoletti, che ha sottolineato come la SIME stia facendo tantissima comunicazione, talk show, comunicazioni social assolutamente focalizzate sull’importanza della naturalezza del risultato. “Speriamo di riuscire agendo con questi due canali in maniera sincrona – precisa – così da riportare un po’ di normalità a quella che è una disciplina che, se fatta bene, è una disciplina meravigliosa perché, come dice l’Organizzazione Mondiale Sanità, la salute non è assenza di malattia, ma è benessere completo psicofisico e la medicina estetica rientra a pieno titolo in questa definizione”.

Le novità del 44° Congresso SIME. Tra le sezioni più importanti del Congresso, come già accennato, quest’anno ha inorgoglito la SIME avere esperti presenti da tutto il mondo che si sono espressi sul ‘Natural look my point of view’. Ad arricchire il già ricco programma, inoltre la tavola rotonda ‘Verità e bellezza, credibilità sui social’ durante la quale si è riflettuto su quello che spinge medici e pazienti a esagerare nelle loro comunicazioni sui social. Molto interessante è stato anche scendere nei dettagli tecnici della disciplina, con gli esperti che hanno fatto il punto su ‘Tossine botuliniche a confronto’. Sono quattro tossine botuliniche sul mercato e ogni azienda ha descritto esattamente la specificità del loro prodotto, così da poter scegliere in rapporto alle caratteristiche singole di ogni tossina, la miglior soluzione per il paziente, la terapia più sicura in medicina estetica. Altra sessione interessante è stata quella dedicata agli integratori contaminanti e invecchiamento. Esistono moltissime sostanze che si trovano nei cosmetici e nel cibo che si chiamano “interferenti endocrini”. Si tratta di sostanze che possono mimare in qualche maniera l’azione degli ormoni senza saperlo. Cercare di capire quali possono essere, quali rischi possono comportare gli integratori che utilizziamo più di frequente, è stato utile e indispensabile.  Non è mancata la tavola rotonda su chirurgia plastica e medicina estetica, in cui chirurghi plastici e medici estetici si sono confrontati per capire quali sono i limiti dell’una e dell’altra disciplina. Poi, ancora, le classiche riflessioni sulla ginecologia estetica e funzionale, un approccio culturale della medicina estetica che ormai da anni fa parte delle offerte formative e informative SIME. Il tutto, ovviamente, in collaborazione con lo specialita – il ginecologo – per lavorare non al ‘ringiovanimento’ genitale, piuttosto alla “funzionalità” genitale, cosa ben diversa.

La medicina estetica sociale ha avuto anche una sessione dedicata, in cui si è parlato dell’invecchiamento della popolazione sino ad arrivare a tutte le terapie di medicina estetica che possono essere fatte in pazienti che hanno avuto gravi traumatismi facciali, all’utilizzo dell’acido ialuronico per la sindrome di post locazione di un occhio ad esempio, per un tumore o per un trauma, e ancora il trattamento del rinofiller e quindi tra terapie di medicina estetica applicate alla patologia. Altra evidenza importante è stata quella dell’importanza del medico estetico nel poter diagnosticare precocemente anoressia e di contribuire a ridurre la mortalità, perché proprio nell’approccio diagnostico nell’anamnesi e che prevede anche un anamnesi psicologica, si può cercare di intercettare questa anomalia comportamentale di molti adolescenti. Quindi la medicina estetica come supporto psicologico anche in donne vittime di violenza, grazie al trattamento delle cicatrici sia post chirurgiche che post traumatiche e il trattamento delle cicatrici da ustione chimica che purtroppo sono una realtà in molte pazienti ustionate dall’acido. Ancora, il Congresso ha fatto il punto sull’acido polilattico, una sostanza che è in utilizzo da tanti anni e che sta riscoprendo un suo valore, soprattutto nel trattamento delle lassità cutanee, sia del viso che del corpo, in maniera assolutamente naturale.

E ancora, gli esperti di medicina estetica si sono soffermati sulle complicanze. Il medico estetico ben prearato conosce bene le complicanze che sa prevenire, riconoscere e trattare. Sempre presente la medicina estetica in oncologia, per cui il congresso ha ospitato delle sessioni con società scientifiche come la Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica SICPRE o la Società Italiana di Endocrinologia SIE. Si è parlato di tiroide e quindi di tutte le implicazioni delle patologie tiroidee in medicina estetica e di vitamina D. E ancora tecnologie, medicina rigenerativa, rinoplastica medica e molto altro. E’ stato un ricco programma con argomenti del tutto nuovi e altri già ampiamente discussi nelle edizioni precedenti dell’appuntamento, per vagliarne tutte le novità e consentire alla medicina estetica di avvalersi di sempre più professionisti validi, preparati e aggiornati. 

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