martedì, Aprile 16, 2024
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I dieci anni di Papa Francesco

Prima di impostare un breve riassunto dedicato alla vita di Papa Bergoglio, è forse importante citare una frase da lui pronunciata poco dopo la sua elezione: “Vivete intensamente le vostre giornate. Siate saldi nella fede e generosi nella carità verso le persone che incontrate”.

La sua ricchezza spirituale si manifesta subito evidente e contiene non solo elementi che contraddistinguono la sua filosofia di vita, impregnata tra l’altro di uno splendido amore verso il prossimo, ma anche quel desiderio di esemplare carità che dovrebbe sempre essere alla base di ogni cristiano.

E’ pure interessante ricordare lo stemma adottato da Bergoglio quando nel 2001 viene nominato Cardinale da Giovanni Paolo II: “Miserando atque eligendo” (guardò con misericordia e lo scelse, tradotto alla lettera). Questo motto la dice lunga sullo spirito interiore che anima Bergoglio ancor prima di essere eletto Pontefice. Quando adotterà il nome di Francesco, si renderà conto della duplice eredità del grande Santo: la semplicità e la radicalita’ evangelica.

Ora un breve sguardo alla sua vita. Il futuro Papa della Chiesa cattolica nasce a Buenos Aires nel dicembre del 1936, figlio di quel Mario Bergoglio che nel 1928 lasciava l’Italia per cercare fortuna in Argentina.

Frequenta il collegio salesiano e, dopo essere diventato perito chimico, decide di entrare in seminario. Inizia il suo noviziato presso un chiesa della Compagnia di Gesù e si impegna a fondo negli studi universitari, tanto da laurearsi in filosofia e teologia a ventisette anni.

L’anno successivo insegna psicologia nei collegi della sua città e di Santa Fe, mentre nel 1969 diventa sacerdote. Dieci anni più tardi sosterrà energicamente la necessità che il Sud America si misuri concretamente con la propria tradizione religiosa e culturale.

Nel 1986 lo troviamo in Germania per un intenso periodo di studi presso la scuola superiore di teologia e psicologia di Monaco di Baviera. Rientrato in patria, diventa direttore spirituale presso la Compagnia di Gesù di Cordoba, mentre la sua prima investitura arriva da Giovanni Paolo II, che lo nomina vescovo ausiliare di Buenos Aires.

Membro della Conferenza Episcopale Argentina, si distingue subito per uno stile improntato alla grande semplicità. Infatti, si sposta soltanto con i mezzi pubblici e rifiuta di vivere presso l’episcopato, scegliendo invece un piccolo appartamento e cucinandosi i pasti da solo.

Ma saltiamo addirittura a quel 13 marzo 2013, quando l’elezione del cardinale Bergoglio non appare assolutamente come ipotesi plausibile. Lo stesso Jorge, seduto in seconda fila sul lato sinistro della Cappella Sistina, tranquillo e raccolto, come alcuni confratelli lo descrivono, pensa forse al suo celere rientro in Argentina con quelle quattro cose che si è portato in valigia.

Ma ecco l’annuncio inaspettato delle 20.12 : “Habemus Papam”. Qualche minuto più tardi, Papa Bergoglio si affaccia alla Loggia delle Benedizioni con uno squillante : “Fratelli e sorelle, buona sera ! “

Ritornando nella Sistina, Francesco rifiuta la mozzetta bordata di pelliccia e la croce pettorale d’oro, ma si tiene quella di ferro. Non desidera salire sul trono per ricevere l’omaggio dei cardinali, ma li accoglie in piedi, uno per uno.

Concludiamo con suo pensiero rivolto più avanti agli emarginati, rammaricandosi di saperli spesso “sfiniti e impauriti, mentre fuggono dalle guerre e dalle violenze, andando anche verso la morte e trovando tanti Pilati con le mani lavate”.


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