venerdì, Marzo 1, 2024
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I cantieri rallentano la fiera degli “Oh bej! Oh bej”

Le origini di questa simpatica fiera risalgono al 1510, quando Giannetto Castiglioni, gran Maestro di un ordine religioso, era stato delegato da papa Pio IV per tentare di ravvivare nei milanesi una fede più consistente nei riguardi dei Santi.

Temendo reazioni non proprio amichevoli da parte degli ambrosiani, decise di tenerseli buoni riempiendo un gran numero di pacchi con giocattoli, particolari dolci destinati anch’essi ai bambini, formaggi di ogni tipo e altri generi alimentari.

In molti si erano accodati a Giannetto nella speranza di ottenere qualche dono, e presto si formò una sorta di corteo formato da ragazzi e anche da persone adulte. Come previsto, la festa si concluse con un grande successo. Era il giorno dedicato a Sant’Ambrogio e, da quella circostanza, la città di Milano decise di organizzare qualcosa di simile, ovviamente non a livello gratuito, allestendo bancarelle di vestiti, dolciumi e prodotti gastronomici.

Si vendevano anche mostarde, castagnacci e castagne affumicate al forno, infilate in lunghe cordicelle, che anche oggi vengono chiamate in dialetto “firon”. I bambini, incantati dai giocattoli e da tante sorprese alimentari, continuavano a ripetere “oh bej, oh bej” (oh belli, oh belli). Da qui si arrivò a definire la manifestazione “Oh bej ! Oh bej”.

La fiera, dapprima organizzata in piazza dei Mercanti, fu poi trasferita nel 1886 nella piazza accanto alla basilica di Sant’Ambrogio e successivamente (2006) nella zona che vedeva coinvolto il Castello Sforzesco.

Quest’anno si svolgerà, a partire da domani, tra le piazze Castello e del Cannone, con la presenza di oltre duecento espositori, purtroppo inferiori a coloro che si erano prenotati lo scorso anno (290 circa) perché i cantieri, ancora in corso con i loro lavori, hanno ridimensionato l’area.

Saranno comunque presenti diversi artigiani molto esperti, tra cui coloro che operano nel settore del ferro battuto, senza dimenticare i giocattolai e gli specialisti nei dolciumi, senz’altro in grado di soddisfare i palati più esigenti dei più piccoli e non solo.

La fiera, specialmente negli ultimi anni, si è trasformata sempre più in un evento commerciale, è vero, ma il suo stretto legame con la festività dedicata al Santo Patrono, non si è mai attenuato. Si tratta in ogni caso di una manifestazione assai attuale e vissuta felicemente da buona parte della cittadinanza.

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