5 Luglio 2022

Guerra Russia Ucraina: dall’inviato di Rai 3 Nico Piro

Riceviamo una mail da Nico Piro giornalista di Rai Tre, autore del libro “Maledetti pacifisti”, che ci informa sul conflitto Russia Ucraina. Riportiamo gli stralci del suo intervento.

Come se fosse accaduto qualcosa di nuovo, all’improvviso la Nato ci fa sapere che  dobbiamo prepararci ad anni di guerra. A metà marzo scrivevo che senza una soluzione negoziale il conflitto si sarebbe afghanizzato, sarebbe andato in uno stallo destinato a trascinarsi.

….

Mai come questa volta, il marketing della guerra contro ogni razionalità ci ha provato a piazzare il prodotto “conflitto”. Stando ai sondaggi, che vedono gli italiani schierati per la pace, hanno fallito pur trattando chiunque la pensasse diversamente come un amico del nemico. Sono talmente disperati che hanno provato persino ad insegnare al Papa come si fa il Papa, dopo aver provato a spiegare la guerra a generali e giornalisti. Roba da cabaret se non sfociasse nel pericoloso e tragico come le liste dei “putiniani” con tanto di fotosegnalazione in prima pagina”.

Ukrainian soldier armed US Javelin ride along Khreshchatyk Street, during a military parade to celebrate Independence Day in Kiev, Ukraine, Friday, Aug. 24, 2018. (AP Photo/Efrem Lukatsky)

Mentre un fiume di armi arriva in Ucraina (senza che si possa sapere se c’è il rischio che finiscano non solo nelle mani di chi combatte per la propria patria) la cosa che più mi indigna è spacciare l’idea che “noi siamo dalla parte dell’Ucraina” solo se spingiamo per una guerra infinita. Come se chiedere una soluzione negoziale non significhi stare dalla parte degli ucraini, di quelli costretti a fuggire, uccisi, feriti e le cui case vengono distrutte. E’ una mistificazione totale condotta da chi fino a ieri non sapeva nemmeno dove fosse quel Paese e oggi si avvolge nel bicolore ucraino solo perché in realtà è convinto che questa sia l’occasione per liberare il mondo da Putin. Quel mondo che intanto sta assumendo un nuovo assetto a cominciare dal mercato dell’energia sul quale corriamo il rischio di fare gli stesse errori del passato liberandoci dalla dipendenza russa ma abbracciando quella dalle dittature del Golfo.

“Nessuno che dica una parola sul fatto che i combustibili fossili fanno male all’ambiente oltre che alla pace. Lo sappiamo da vent’anni ma nessuno ha mosso un dito e oggi ovviamente è tutta solo colpa di quei “Maledetti Pacifisti”.

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