27 Giugno 2022

Flashmob degli alunni della Scuola Media di via Gallarate contro le guerre

Nella mattinata di venerdì 25 marzo scorso nel centro città si è svolta la manifestazione degli attivisti a favore della salvaguardia del clima, conosciuta come il “Fridays For Future”, cui hanno partecipato anche gli studenti degli istituti scolastici milanesi, le associazioni dell’ambito ambientali, sociali e culturali.

Nella stessa mattinata, presso l’area antistante il centro commerciale IPER Portello una classe della Scuola Media di via Gallarate n.15 ha organizzato una manifestazione silenziosa ma rumorosa per il suo forte significato, esponendo dei cartelli preparati dagli stessi che riportavano i nomi dei paesi dove sono in corso conflitti bellici per esprimere il proprio dissenso. Sui cartelli, oltre ai nomi dei diversi paesi, gli stessi riportavano numeri di vittime e cifre su tali conflitti in diverse parti del mondo.

Ingresso della Scuola Media di via Gallarate, 15

Così gli alunni della Scuola Media di via Gallarate n.15 del Municipio 8 sono rimasti lì presso l’area del Portello per alcune ore effettuando un flashmob dal significato molto importante perché non manifestavano solo per l’attuale conflitto in Ucraina ma segnalavano con i loro cartelli anche gli altri conflitti. Pertanto con il loro messaggio volevano sensibilizzare i passanti e utenti del centro commerciale contro tutte le guerre.

Molti sono stati i cittadini che osservano e si fermavano a leggere i cartelli che gli alunni avevano: un segnale molto importante svolto dai giovani studenti di questo plesso scolastico del territorio. Va riferito che presso la Scuola Media di via Gallarate sono molti gli alunni di origine straniera e diversi sono proprio originari dei paesi dove sono in corso o ci sono stati conflitti bellici o guerre tra gruppi etnici. Negli anni scorsi sono stati accolti e formati didatticamente anche alunni siriani ed afgani.

Le insegnanti dialogono con gli alunni sulla loro manifestazione

La Scuola Media di via Gallarate n.15 è dedicata al Generale Carlo Alberto dalla Chiesa e oggi è parte dell’Istituto Comprensivo Alda Merini di cui è la sede centrale amministrativa e a cui sono aggregati altri plessi scolastici di scuola Materna e Primaria.

Gli alunni erano accompagnati dalle insegnanti Anna Marinangeli ed Elisabetta Squillaci che hanno realizzato con gli alunni i vari cartelli che gli stessi indossavano a modo di sandwich; alle insegnanti si sono aggregate alcune mamme degli alunni partecipanti al flashmob di sensibilizzazione contro ogni guerra.

Un particolare del flashmob davanti al centro commerciale

Alla manifestazione era presente anche il Dirigente scolastico Angelo Lucio Rossi, un dirigente attento non solo ad ogni priorità e novità didattica ma anche al territorio e a tutte le problematiche culturali e sociali ad esso legate. Lo stesso non ha fatto il classico intervento ma si è messo a dialogare con gli alunni perché come ha riferito: “Non siamo noi adulti a parlare oggi ma devono essere loro i protagonisti e parlare poiché i ragazzi e le ragazze devono esprimersi essendo il futuro ed ad ognuno di loro ha chiesto di esprime un pensiero, un concetto o anche una sola parola”.

Gli alunni, superata la timidezza, hanno iniziato a parlare e il primo pensiero, come era inevitabile, è stato verso la guerra in corso. Man mano che i ragazzi e le ragazze esprimevano un pensiero o una parola alla fine si è costruito un concetto completo dove un’alunna ha detto: “La guerra non è la risoluzione a nessun problema”. Ad una successiva riflessione sono venute fuori altre frasi come: “Con la guerra c’è solo la morte, la distruzione del territorio, delle strade, delle scuole, delle biblioteche, delle strutture ospedaliere e sanitarie, la distruzione delle case e degli edifici, la distruzione di ponti che devono congiungere i popoli invece adesso vengono distrutti non solo dai bombardamenti ma anche per impedire l’avanzare delle truppe russe nelle città ucraine”.

Il Dirigente Angelo Lucio Rossi dialoga con gli alunni sulla guerra

In tale momento di riflessione è intervenuta anche una mamma che aveva accompagnato gli alunni ed ha riferito: “La guerra è brutta in ogni senso, io purtroppo ho vissuto alcuni momenti bellici nel mio paese d’origine dell’ex Jugoslavia, prima nel 1990 e dopo a Belgrado nella mia città”. Allora Belgrado era la capitale dell’ex Jugoslavia (oggi della Serbia) quando nel 1999 fu bombardata. La signora ha vissuto quei particolari e tristi momenti bellici dei quali inoltre ha riferito: “Chi ci rimette sempre è la gente comune poiché alla fine i governanti raggiungono un accordo ma in tanto molte sono state le perdite di vite umana in particolare di civili”.

Dialogo di un casuale incontro di una russa ed una ucraina

A quel momento rappresentativo era presente anche una signora che era occasionalmente lì nei pressi del centro commerciale la quale, vista la manifestazione, si è avvicinata con molta attenzione cercando di capire quanto si stava svolgendo e ha chiesto informazioni su tale momento all’insegnate forse in inglese, poiché parlava in russo. L’insegnante allora ha chiesto a una alunna di origine ucraina se riuscisse a dialogare con la sua lingua e parlare con lei. Così l’alunna ha fatto occasionalmente da interprete e ha tradotto in simultanea quanto la signora russa riferiva così in questo particolare e casuale incontro c’è stato anche un momento di dialogo tra una signora russa e l’alunna ucraina della Scuola di via Gallarate.  La signora russa ha manifestato in questo breve dialogo tutta la sua amarezza e disappunto per questo conflitto in corso tra la Russia e l’Ucraina.   

Va riferito che nel tardo pomeriggio di venerdì scorso Papa Francesco presso la Basilica di San Pietro a Roma, davanti alla statua della madonna di Fatima, ha consacrato la Russia e l’Ucraina a Maria Santissima, regina della Pace, pregando affinché si fermi questo conflitto fratricida di due popoli che hanno stesse origini, tradizioni e storia, e ha chiesto inoltre di pregare poiché bisogna credere nella pace che è l’unico strumento per fermare la guerra.

Un particolare dei cartelli e la professoressa Anna Marinangeli

Oggi è comunque una assurda realtà che dopo oltre trenta giorni dall’assalto russo in Ucraina del 24 febbraio scorso, come i media ampiamente riportano e riferiscono con le immagini devastanti di tale conflitto ed è letteralmente inconcepibile che ancora il presidente della Russia Vladmir Putin e l’ambasciatore russo d’Italia a Roma, Alexander Avdeev continuino a riferire che non è in atto una guerra ma solo un “Operazione militare speciale in Ucraina” invece le immagini fanno vedere  che è in corso uno dei più grandi “urbicidio”, termine coniato negli anni ’90 durante la guerra nell’ex Jugoslavia dove ci fu la distruzione delle città e dei centri urbani. Oggi tale “urbicidio” si sta svolgendo in Ucraina poiché oltre a colpire le città e le persone, stanno distruggendo monumenti e luoghi riconosciuti patrimonio dell’Unesco ed è il più drammatico evento bellico dalla fine della seconda guerra mondiale.

Papa Francesco consacra alla devozione di Maria la Russia e l’Ucraina

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