4 Dicembre 2022

COME NACQUE IL BISCIONE VISCONTEO ?

di Carlo Radollovich

Sono numerose le leggende che riguardano il ben noto biscione nell’atto di inghiottire un bimbo e ci si chiede da dove i Visconti abbiano preso spunto per creare uno stemma a dir poco curioso. Vediamone alcune.

In quella che dovrebbe essere la prima fola, nata attorno all’anno 397, poco dopo la morte del vescovo Ambrogio, si narra che uno spaventoso mostro, forse un drago, stava terrorizzando i milanesi, costringendoli a restare tappati in casa o ad uscire con molta cautela. Purtroppo, non si era in grado di catturarlo e tanto meno di ucciderlo. Ma ecco che un aitante e coraggioso cavaliere si offerse nel tentare di sconfiggere la terribile creatura. Egli si mise in cerca della sua tana, riuscì a mettersi sulle sue tracce e finalmente lo scovò in una grotta mentre stava per divorare un bambino. Sorprese il mostro sguainando la spada e con un primo fendente riuscì a liberare il piccolo. Ma la lotta dell’ardimentoso cavaliere si protrasse per due giorni e due notti. Finalmente, dopo averlo ferito a morte con un colpo di spada alla gola, ritornò a Milano con la testa del drago tra le mani. La città era finalmente libera da quell’ossesso e il cavaliere, a ricordo dell’epica impresa, volle far riprodurre sul proprio elmo il mostro nell’atto di divorare il fanciullo.

Altra leggenda, risalente all’VIII secolo, in epoca longobarda, coinvolge niente meno che Desiderio, re d’Italia dal 756 al 774. Avvenne che il monarca, a seguito di un’estenuante cavalcata, decidesse di riposarsi in un bosco, ai piedi di un albero. Egli si addormentò profondamente e i soldati di guardia non si accorsero purtroppo che una vipera, strisciando accanto al re, andò ad “accomodarsi” pericolosamente sulla sua testa. Accortasi in ritardo, una guardia del corpo volle intervenire, ma non ebbe il coraggio di svegliare Desiderio nel timore che il serpente, disturbato, potesse morsicarlo. Incredibilmente, quando il re si svegliò, la vipera scivolò dolcemente dalla sua testa e riprese la via del bosco senza fare alcun danno. L’avvenimento fu ritenuto di buon auspicio e il re volle inserire l’immagine della vipera in molti dei suoi stemmi. Ma questo gesto propiziatorio non portò fortuna al monarca. Infatti, venne sconfitto da Carlo Magno e fu costretto a riparare in Francia presso un monastero.

Un ulteriore leggenda riguarda Azzone Visconti (1302-1339), amministratore non troppo avveduto, ma ritenuto da parecchi storici il migliore dei Visconti sotto il profilo della protezione e la diffusione delle arti. Egli era in lotta con Firenze e, dopo le fatiche di un aspro combattimento, decise di riposarsi in un bosco. Si addormentò e, durante il sonno, un serpente velenoso si infilò nell’elmo che Azzone si era sfilato poco prima di sdraiarsi. Svegliatosi, volle riporsi in testa l’elmo, ma si accorse della serpe. Scagliò subito a terra l’elmo e la serpe, tranquillamente, strisciò via senza accennare a qualche reazione. Spronato da questo buon auspicio, Azzone Visconti riprese la guerra contro i fiorentini e li batté ad Altopascio con l’aiuto di Castruccio Castracani.

A ricordo di tale vittoria, volle inserire il “biscione” in tutti i suoi stemmi.

Queste leggende, nate dalla fantasia popolare, non sono ovviamente in grado di rivelare come nacque in realtà l’idea del serpente mentre si accinge a divorare un bambino. Tutto viene rimandato…all’immaginazione del lettore.

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