lunedì, Luglio 22, 2024
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Alcune curiosità manzoniane

Si narra che lo scrittore, decisamente goloso anche quando era in là con gli anni, si fermava spesso, durante le consuete passeggiate tra le vie di Milano, davanti a negozi che vendevano pasticcini e altri tipi di dolci.

Non solo accettava con piacere dolciumi che gli venivano occasionalmente offerti, ma non disdegnava affatto i prelibati omaggi che alcuni pasticcieri gli facevano pervenire durante le feste natalizie e ricorrenze pasquali.

E’ certo che il proprietario del Forno delle Grucce, un negozio in centro che non esiste più dal 1919, anno in cui lo stabile venne demolito, facesse omaggio al Manzoni di un gustoso panettone arricchito da un contorno di paste. Accompagnò il dono con questo biglietto: “Il celebre Forno delle Grucce ad Alessandro Manzoni devotamente offre”.

Lo scrittore rispose con queste righe: “Al Forno delle Grucce, ormai ricco di nuova fama propria, porgo di cuore, solleticato voluttuosamente nella gola e nella vanità, i più vivi e sinceri ringraziamenti”.

Ma se è vero che riceveva regali con una certa frequenza, è altrettanto dimostrato che in molti si rivolgevano a lui per ottenere quattrini, libri in omaggio, autografi e pure suggerimenti letterari. Ci fu anche uno studente che gli spedì una epigrafe da collocarsi sulla sua tomba e cioè: “Fu tolto ai vivi l’autore dei Promessi Sposi, del Cinque Maggio e degli Inni sacri nel giorno…. Cristianamente visse e cristianamente mori’ “.

Dalla Sicilia ricevette una lettera del seguente tenore: “Urgentissimo il riscontro. Sappiate che io e i miei figli abbiamo fame. Fate presto”. Curiosa la richiesta inoltratagli da Torino: “Le chiedo 400 lire per lanciare un nuovo tipo di contrabbasso da me inventato. Mi ero rivolto a Giuseppe Verdi per ottenere una sottoscrizione musicale e questi mi pregò di rivolgermi al contrabbassista Bottesini, ma è sempre introvabile”.

Gli scritti ricevuti dal Manzoni venivano letti spesso con il sorriso sulle labbra, per poi essere commentati con parenti e amici. In ogni caso, non lasciava quasi mai cadere gli argomenti trattati e rispondeva spessissimo. E se la risposta non soddisfaceva l’interessato, questi si irritava moltissimo, accusando il vecchio Manzoni di superbia o di supponenza…

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