lunedì, Aprile 22, 2024
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Alcune costruzioni seicentesche

Arrivati a Milano gli spagnoli, la città non si ritrova più capitale di uno Stato indipendente, ma diventa semplicemente sede di una provincia legata in tutto e per tutto a Madrid. Si rileva che i governatori badano soprattutto ad incassare i soldi delle tasse.

Non si danno da fare nell’edificare opere pubbliche di un certo valore, ad eccezione delle robuste mura. Ma qui entra in scena la difesa militare oltreché l’ambizione politica.

Esiste in ogni caso una sorta di gara tra le famiglie più illustri nel dar vita a palazzi di un certo pregio. Si distingue in quest’epoca l’opera dell’architetto Galeazzo Alessi, perugino di nascita, il quale si mette non solo a disposizione dei nobili più in vista, ma progetta anche l’imponente Palazzo Marino (vedi foto).

Poi disegna la facciata di Santa Maria presso San Celso, erige la chiesa di San Barnaba, la chiesetta di San Raffaele ed effettua particolari interventi di rifinitura del nostro Duomo. Vara il Palazzo dei Giureconsulti in via Mercanti anche se certi documenti lo attribuiscono a Vincenzo Seregni, peraltro stretto collaboratore dello stesso Alessi.

Anche l’arcivescovo Carlo Borromeo si adopera nel settore urbanistico, non certo per mettere in evidenza eventuali ambizioni, ma solo per costruire e promuovere istituti con al centro la cultura, la formazione del clero e della classe dirigente laica.

Ricordiamo il collegio dei Gesuiti a Brera, nato sulle case abbattute che erano di proprietà degli Umiliati, il Seminario Arcivescovile in corso Venezia e il Collegio Elvetico di via Senato, un seminario che potremmo definire specializzato, destinato esclusivamente a chierici elvetici con la finalità di difendere in più occasioni la fede cattolica.

In tutto ciò, Carlo Borromeo è senz’altro legato ad architetti di spicco come i già citati Alessi e Seregni, ma il più autentico uomo di fiducia risulta essere il Pellegrini. Quest’ultimo, succeduto al Seregni nella direzione della fabbrica del Duomo, si stacca progressivamente dalla tradizione gotica ancora in vita.

Infatti, si appresta a progettare la chiesa di San Sebastiano e il tempio posto al centro del Lazzaretto. Poi pone le basi per il Collegio Borromeo di Pavia. Segnaliamo infine che il Pellegrini lascia Milano nel 1587 per trasferirsi a Madrid, ove eseguirà mirabili affreschi nel palazzo dell’Escorial.


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