martedì, Aprile 16, 2024
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Adele Faccio, una radicale pugnace

Nasce a Pontebba, in provincia di Udine, nel 1920. Dopo il liceo si iscrive all’Università di Genova ove studia Lettere e Filosofia con molto profitto. In molti la ricordano come attivo membro della Resistenza contro il nazifascismo, ove si distingue come coraggiosa staffetta partigiana.

Si specializza anche in Lingue e ricoprirà il ruolo di assistente alla cattedra di Filologia romanza. Insegna spagnolo presso l’Istituto Superiore di Magistero, sempre a Genova. Terminata la guerra si reca a Barcellona ove sposa la causa anti-franchista. Torna in Italia nel 1953 e collabora con numerose riviste d’avanguardia.

Negli anni Settanta si mette in luce come convinta femminista e nel corso della sua appartenenza al partito radicale si batte energicamente, a fianco di Marco Pannella, per la liberazione dell’aborto.

Inoltre, attraverso il “Cisa”, un particolare centro informativo, riesce a convincere parecchie donne a rivolgersi qui non solo per confidare i propri drammi connessi alla non desiderata maternità, ma anche per tenersi ben lontane da quella grave “criminalità” di cui sono spesso accusate.

Contemporaneamente, la Faccio richiama l’attenzione della gente su quella piaga, decisamente scandalosa, degli aborti clandestini. E nel gennaio 1975, mentre a Roma si svolge una conferenza internazionale sull’aborto, decide di farsi arrestare.

Sconta 36 giorni di carcere e, pure dopo la sua liberazione, si rende conto che l’intera problematica dell’aborto è giunta ad un punto di non ritorno. Purtroppo per lei, all’interno del partito radicale sta emergendo una nuova leadership avvallata da Marco Pannella nell’affidare spazio sempre maggiore a Emma Bonino, una collaboratrice che figurerà anche come personalità di spicco nel mondo del femminismo italiano.

Pure delusa dalla ben nota legge 194, che considera non molto rispettosa delle vere esigenze delle donne, decide di abbandonare la vita politica, un’uscita di scena che avviene quasi in punta di piedi, con molta discrezione.

Ammalatasi a Roma all’inizio del 2007, muore a ottantasette anni nel febbraio dello stesso anno.

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